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Anno: 2018

Evento: Festa delle famiglie della parrocchia e visita pastorale a Imola

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Il messaggio di S. Em.za Card. Lucian Muresan in occasione del Centenario dell'Unità Nazionale

Il messaggio di S. Em.za Card. Lucian Muresan in occasione del Centenario dell'Unità Nazionale

La celebrazione del Centenario della Grande Unione di tutti i romeni è per me e per tutta la Chiesa Greco-Cattolica un’occasione per esprimere gioia profonda, viva gratitudine a Dio e ai nostri predecessori. La realizzazione dell’unità nazionale, che in questi giorni si evoca in modo festoso nella città della Grande Unione, Alba Iulia, e ovunque nel paese, ha diversi significati culturali, sociali, politici e spirituali che s’intessono nella coscienza della nostra dignità romena.
Sappiamo che tutte le grandi realizzazioni dell’umanità sono state raggiunte mediante la perseveranza, la lotta e specialmente grazie a tanti sacrifici. Così accadde anche nel caso dei romeni che percorsero un lungo cammino di risveglio e di affermazione della coscienza nazionale in tempi avversi, sempre accompagnati da Dio. La provvidenza divina agisce spesso con sapienza attraverso persone, istituzioni e comunità affinché la giustizia, il bene e la verità risplendano. Questa è stata la via anche per la Chiesa Romena Unita!
Il Santo Padre Papa Francesco ha raccomandato in proposito: “Dobbiamo cercare in ogni popolo le proprie tradizioni, quelle cose che sono all'origine della patria, che sono le fondamenta dell'identità nazionale”*.
Tenendo conto di questa ricerca nella storia del nostro popolo, il mio pensiero va ora, oltrepassando con emozione i secoli, ai Metropoliti di Alba Iulia, Teofil e Atanasie, che assieme ai sinodi da loro convocati nel periodo 1697-1700, ristabilirono la comunione di fede e di sentimento con la Santa Chiesa di Roma, lottando per mantenere l’identità orientale e romena della Chiesa transilvana. I legami con la Chiesa di Roma si dimostrarono molto fecondi sul piano del risveglio dei romeni, concorrendo all’affermazione della propria dignità, alla reviviscenza della nostra nazione.
La latinità, il cristianesimo e l’età dei romeni, l’amore per la lingua romena e il costante richiamo alla storia, tanto amato ed invocato dal gerarca romeno Inochentie Micu Klein, successivamente elaborato con pietà ed erudizione nel crogiuolo della Scuola Transilvana, che animò e formò la coscienza nazionale romena. Tra il vescovo Inochentie Micu Klein, gli eruditi della Scuola transilvana, i rivoluzionari del 1948 riuniti sull’Altopiano di Blaj e i protagonisti della Grande Unione del 1918 c’è una continuità spirituale, di coscienza e di valori. Non è un caso che la dichiarazione della Grande Unione sia stata letta da quello che in seguito sarà nominato il primo cardinale rumeno, dott. Iuliu Hossu, vescovo della diocesi romena unita di Cluj-Gherla. Senza questi grandi momenti della nostra storia e del nostro divenire nazionale, che portano l’impronta della Chiesa Romena Unita, l'identità, la cultura e la lingua rumena non sarebbero esistite nella forma che conosciamo oggi.
Se fosse per considerare il contributo della Chiesa Romena Unita alla formazione della coscienza nazionale romena dovremo ricordare: la visione, la coerenza, la responsabilità, la creatività, il sacrificio e il desiderio di servire la nazione. Tutto questo, edificato sul fondamento dei valori cristiani e umani senza i quali la libertà e la nostra dignità sarebbero rimaste nell'ombra della storia!
Non dimentichiamo i sacrifici dei nostri predecesori e continuiamo il loro cammino con responsabilità e dedizione! Cerchiamo di vivere il Centenario della Grande Unione nello spirito di comunione e di riconciliazione, ma anche con la speranza di edificare la nostra cara Romania perennemente sui valori morali e spirituali!
Rivolgo a voi questi pensieri con la speranza che ci dona il nostro Salvatore Gesù Cristo, e anche con la fiducia che ho nell'anima cristiana del popolo romeno, nella sua capacità creativa e nell’energie della nostra latinità, nella nostra vocazione europea e non per ultimo, nella volontà della Chiesa Romena Unita di essere un ponte di comunione in Romania.
Prego ardentemente il nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo, per intercessione della sua Madre Santissima, che benedica e protegga tutti i figli della nostra Patria, a prescindere dalla loro confessione o etnia! Ai vescovi, ai sacerdoti e ai fedeli della Chiesa Rumena Unita con Roma rivolgo tutto l'amore e la mia gratitudine per la fedeltà alla Chiesa Apostolica della Santa Sede di Roma e per il bene del nostro popolo romeno, per lo spirito di sacrificio dimostrato non soltanto nel passato, ma anche nel presente!
Ad multos annos, amata Romania, Giardino benedetto della Santissima Madre di Dio!
Blaj, 1 dicembre 2018
Lucian Card. Muresan
Arcivescovo e Metropolita dell’Arcieparchia di Alba Iulia e Fagaras
Arcivescovo Maggiore della Chiesa Romena Unita con Roma, Greco-Cattolica
*Papa Francesco, Scholas Occurrentes . «Il mondo cambia con l’educazione», 5 febbraio 2015
Traduzione dal romeno: p. Ioan Marginean-Cocis
P.F. Lucian Card. Mureşan

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