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Anno: 2018

Evento: Festa delle famiglie della parrocchia e visita pastorale a Imola

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Il messaggio dell'ambasciatore George Bologan in occasione della Festa Nazionale della Romania e del Centenario della Grande Unione

Il messaggio dell'ambasciatore George Bologan in occasione della Festa Nazionale della Romania e del Centenario della Grande Unione

AMBASCIATA DELLA ROMANIA
(presso la Repubblica Italiana)
          
[100] 1918-2018 | FESTEGGIAMO ASSIEME
          
Cari compatrioti,
Stimati amici,
Ora, a un secolo dalla Grande Unione, la festa Nazionale è innanzi tutto un ricorso alla memoria, al ricordo delle azioni dei nostri predecessori con una riverenza che ben si addice per coloro che hanno scritto con il sangue le pagine di storia della Nazione, favorendo così la Grande Unione del I Dicembre 1918, momento in cui questa coesione latente fino ad allora del popolo romeno ha trovato il momento sperato da secoli, di ricevere forme istituzionali e riconosciute a livello internazionale. E’ stato considerato un miracolo, una vittoria edificata dopo innumerevoli sconfitte, ma un miracolo che non sarebbe nato senza un miracolo più profondo della certezza di non dubitare mai della nostra unità. Il 1° Dicembre 1918, in occasione della Grande Riunione Nazionale di Alba Iulia, Iuliu Maniu diceva:
"La dignità dei popoli, di conseguenza anche la nostra, si giudica dal fondamento delle decisioni che essi prendono, dalla misura di innalzamento spirituale con cui si avvicina a queste decisioni e dopo la determinazione con cui si sforzano di realizzare le decisioni prese. Dimostreremo la nostra Eternità".
Iuliu Maniu credette nel destino del suo popolo accanto agli altri che “hanno creato il Paese” nel 1918 ed hanno nutrito la speranza che le generazioni che sarebbero venute, tra cui si annovera anche la nostra, avrebbero portato più lontano la realizzazione di questo destino.
Non sono un depositario della verità storica né tanto meno un giudice del passato, ma sono convinto che se vogliamo onorare veramente le azioni dei nostri predecessori, ed elevarci all’altezza dell’eredità che essi ci hanno lasciato, abbiamo l’obbligo di assumere, a nostra volta obiettivi altretanto elevati. Solo mettendo le nostre risorse a servizio della società, potremmo contribuire tutti, uomini di stato, classe politica, élites di tutti i campi - alla “conquista” della Romania sino al Centenario seguente. Il 1918 ci mostra in modo esemplare che quando gli interessi nazionali, e non quelli minuscoli, di gruppo, sono collocati al centro della visione politica, la Romania fa passi da gigante in avanti e si conquistai il posto che merita tra le Nazioni del mondo intero.
Nella nostra epoca la sola chanche è quella di imparare nuovamente da quei 100 anni a credere nel nostro destino comune che, allora come ai nostri giorni, è europeo. Questa è stata la filosofia dei fatti che hanno illustrato la storia dal 1918 e, come allora, viviamo oggi in un mondo che sembra cercare nuovi scopi, nuove correnti di pensiero si fanno posto nel dibattito pubblico e coloro che si occupano di politica cercano di trovare delle risposte ai problemi nati dalle nuove provocazioni. Tutte queste cose ci riguardano in modo diretto, come ci hanno riguardato anche alla fine del 1918, e solo un’unità piena nello stabilire nuovi punti di sviluppo come Stato e Nazione ci tengono nella traiettoria su cui abbiamo fissato le aspirazioni nel Dicembre 1918. Questa unità non significa uniformità, non significa stabilire un falso denominatore comune, ma fissare alcune coordinate chiare, condivise da noi tutti, grazie alle quali poter completare quello che era stato iniziato dai nostri avi nel 1918 nel solo luogo in cui possiamo compiere questa cosa: la civiltà occidentale.
Stimati Concittadini,
ora sulla soglia delle Grandi Festività della fine di dicembre, Vi auguro che queste diffondano su di voi e sui Vostri cari la grazia, che Vi porti calma nei cuori e nella mente e che faccia aumentare la salute e l’abbondanza, che realizzi i Vostri pensieri e le Vostre speranze. Siate responsabili oggi e domani e portate nel mondo con orgoglio il nome romeno.
          
Traduzione dal romeno: prof. Giuseppe Munarini
George Gabriel Bologan, Ambasadorul României în Italia

 

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