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Anno: 2017

Evento: Solenne Liturgia greco-cattolica romena a Oderzo

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La Parrocchia di Roma - Euclide in pellegrinaggio a Padova

La Parrocchia di Roma - Euclide in pellegrinaggio a Padova

Per un cristiano, il pellegrinaggio è un avvenimento che fa parte della vita e della fede; in tal modo, l’opera di Dio si fa sentite sia per mezzo dei suoi celebranti sia nei luoghi in cui questi sono passati. Assieme al pellegrinaggio esterno, ci avviamo verso un cammino ancora più erto, quello verso noi stessi, verso il santuario del nostro cuore, per conoscerci in modo sempre più profondo alla luce di Dio.
È diventata già una tradizione per i fedeli della parrocchia di piazza Euclide di Roma, andare una volta l’anno in pellegrinaggio a Padova presso la Tomba di Sant’Antonio, il Santo che è conosciuto in tutta la Chiesa come un grande taumaturgo. Anche se è un Santo che appartiene alla tradizione occidentale, Sant’Antonio di Padova con la Sua semplicità e disponibilità ha saputo volgere tutti gli uomini di buona volontà verso l’amore del Signore Gesù Cristo. Risuona nella mia mente un antico canto rivolto al Santo, composto dal francescano Giuliano da Spira (+1250), intitolato Si quadri miracula (Se hai bisogno di miracoli) <<Sappiamo che la preghiera sua è gradita al Signore / Grandi e piccoli, donne, uomini sono da lui ascoltati>>.
Nella sera del 12 marzo 2011 siamo partiti con la corriera alla volta di Padova. L’entusiasmo del momento si univa alla nostra disponibilità ad essere più vicini a Dio con la preghiera, ascoltando la Sua Parola, ma anche a stare in silenzio. Padre Serafim è accompagnato da padre Anton Cioba e da un gruppo di seminaristi del Pontificio Collegio Pio Romeno. Non dopo molto tempo dalla nostra partenza, si è celebrato il Vespero della prima domenica del Grande Digiuno (Quaresima). In questa domenica-nota con il nome di Domenica dell’Ortodossia o di Domenica della Retta Fede- si festeggia in modo particolare il ripristino del culto delle icone nell’Impero Bizantino, con la convocazione del VII° Concilio Ecumenico, II° di Nicea, nel 787.
Sono seguiti momenti in cui si è conosciuta più da vicino la vita di Sant’Antonio ed i suoi miracoli più famosi, ad esempio quello di Rimini, in cui, dal momento che gli abitanti della città non desideravano ascoltare il suo insegnamento, Egli se ne andò sulla riva del mare e chiamò i pesci affinché, diversamente da quanto avevano fatto gli infedeli alla Parola di Dio, l’ascoltassero. Un altro miracolo fu quello in cui il Santo svergognò l’incredulità di un eretico così che il suo asino si inchinò dinnanzi al Santissimo Sacramento portato in processione. Se questi possono essere punti di partenza per tratteggiare in un istante la vita terrena di Sant’Antonio, quanti miracoli sono successi nella nostra vita grazie alla sua intercessione? Lo sappiamo solo noi ed il Signore.
Giunti di buon mattino a Padova, ci siamo incamminati verso la basilica del Santo, ove in una cappella del convento abbiamo partecipato alla Liturgia celebrata da Padre Serafino e da padre Anton: una Liturgia di ringraziamento perché il Signore ci ha resi degni di partecipare a questo pellegrinaggio. L’Epistola della domenica ci incoraggiava a credere sempre di più, a prescindere dalle nostre difficoltà, prendendo quale esempio i giusti dell’Antico Testamento <<33 i quali per fede conquistarono regni, esercitarono la giustizia, conseguirono le promesse, chiusero le fauci dei leoni, 34 spensero la violenza del fuoco, scamparono al taglio della spada, trovarono forza dalla loro debolezza, divennero forti in guerra, respinsero invasioni di stranieri… >> (Eb 11,33-34).
Abbiamo reso onore a Sant’Antonio quando l’abbiamo venerato nel Suo sepolcro, intrecciando le preghiere più profonde con le nostre intenzioni. Abbiamo trovato il coraggio di rivolgerci a Lui con fede anche nella miriade di ex voto che si trovano presso il suo sepolcro. Gli ex voto sono realtà visibili dell’opera misteriosa di Dio, grazie all’intercessione di Sant’Antonio nella vita degli uomini. Un momento degno di essere ricordato è stato quello in cui abbiamo assistito alla proiezione legata alla festa del Santo e dei luoghi che ha attraversato e in cui è vissuto, dei miracoli suoi più noti, inoltre abbiamo avuto una ricostruzione della sua fisionomia sulla base delle reliquie che si venerano nella Basilica antoniana.
Abbiamo provato grande gioia quando verso le 9.30, nel chiostro, dove prendevamo la prima colazione, incontrammo Sua Eccellenza Alexandru Mesian che fu felice di incontrarsi di nuovo con i molti fedeli che aveva visto nella Chiesa di Piazza Euclide. Egli si è intrattenuto con loro, li ha benedetti e si è fatto scattare anche delle foto di gruppo con loro.
Il punto culminante del pellegrinaggio è stata la celebrazione della Santa Liturgia delle 12, nella Basilica del Santo, accanto alle altre comunità romene dell’Italia Settentrionale. La Liturgia è stata celebrata in romeno all’altare maggiore della Basilica da Sua eccellenza Alexandru Mesian, vescovo di Lugoj. Il coro dei seminaristi del Pontificio Collegio Pio Romeno, venuto con i fedeli della parrocchia Euclide ha accompagnato la Liturgia con i canti liturgici.
Al termine della Santa Liturgia è seguita un’agape fraterna non lontano dalla Basilica, dopo di che ci siamo avviati verso la corriera che ci avrebbe portati a Roma. Durante il viaggio di ritorno, abbiamo avuto l’occasione di ascoltare diverse impressioni dei fedeli, <<circondati da un così gran nugolo di testimonianze>> (Eb 12,1a), che i Santi ci hanno dati.
Traduzione in italiano: prof. Giuseppe Munarini
Andrei Roman

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