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Anno: 2019

Evento: La 14^ “Festa delle Feste” nella Parrocchia “La Fonte della Guarigione” di Cesena

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Pellegrinaggio nella Terra Santa

Pellegrinaggio nella Terra Santa

Ringraziamo il Buon Dio e la Maria Santissima per essere arrivati con gioia a camminare sulle orme del Redentore in Terra Santa. Siamo stati ospitati nella “Casa Nuova” dei pellegrini della Chiesa di Betlemme. Betlemme – il luogo della nascita di Gesù - significa “La Casa del Pane” e si trova a 8 km da Gerusalemme. Tra il 23 e il 28 febbraio i fedeli della Parrocchia “Santi Arcangeli Michele e Gabriele” di Forlì e “La Fonte Vivificante” di Cesena insieme ai fedeli di Livorno, Rimini e Roma hanno partecipato ad un pellegrinaggio in Terra Santa. I sacerdoti che ci hanno guidati in questa esperienza spirituale sono stati: padre Vasile Orghici, padre Cristian Coste e padre Mihai David.
Nel primo giorno abbiamo visitato Ein Karem, il luogo della nascita di San Giovanni Battista, il predecessore del nostro Signore.
Nel secondo giorno ci siamo fermati sul Monte delle Beatitudini dove Gesù ha dato la Legge morale del Nuovo Testamento; alla Chiesa del Primato di San Pietro, alle rovine della casa di San Pietro dove c’é stata la guarigione della suocera e del paralitico; al Tempio di Cafarnao da dove Gesù ha iniziato ad annunciare la parola di Dio e ha fatto una serie di miracoli. Ci siamo imbarcati su una barca sul Mare della Galilea – conosciuta come il Lago di Tiberiade oppure il Lago di Gennèsaret – dove il Redentore ha chiamati i figli di Giona - Andrea e il suo fratello Simon Pietro - ad annunciare la parola di Dio, e sulla riva della quale è avvenuto il miracolo della moltiplicazione del pane e dei pesci (Mt. 4,19-20). Questo mare ha una carica spirituale speciale. Su questo mare il Figlio dell’Uomo ha camminato sulle acque, mostrando la sua divinità e la sua umanità (Mt. 14,24-33). Siamo arrivati nella Cana di Galilea dove Gesù ha fatto il primo miracolo trasformando l’acqua in vino e ha fondato il Matrimonio come Sacramento benedetto da Dio. Verso la sera, abbiamo visitato la Basilica dell’Annunciazione di Nazareth.
Nel terzo giorno ci siamo inviati verso il Monte di Sion dove ha l’origine il nucleo dell’attuale Gerusalemme (che deriva dalle radici “ur” cioè altura monte e “shlm” cioè pace), dunque monte (e poi città) della pace. Gerusalemme è un luogo simbolo delle tre religioni monoteiste: per gli ebrei è il luogo del primo Tempio, per i musulmani è il luogo da dove è salito al cielo il Profeta Maometto, e per i cristiani è il centro del cristianesimo perché Gesù è stato tante volte nel Tempio, qui ha annunciato la parola, ha fatto tanti miracoli, è stato crocifisso ed è risorto il terzo giorno. Abbiamo visto la Porta del Damasco, Il Mercato Arabo, le Mura di Gerusalemme, la Porta del Re Erode, la Spianata delle Moschee, la Moschea di Omar con la cupola dorata, la Porta sulla quale è entrato Gesù in Gerusalemme nella Domenica delle Palme. 20 anni prima della nascita di Gesù, Erode ha iniziato il rinnovamento del Tempio, utilizzando un muro massiccio di sostegno. Dopo la distruzione del tempio nel 70 d.C., è rimasto solo il muro di sostegno. Nel presente i giudei pregano al muro che è stato il più vicino al Santo dei Santi. Ci siamo incamminati con devozione ed emozione nel luogo dove è stata la stanza del Cenacolo dove Gesù ha fatto l’Ultima Cena insieme ai suoi discepoli istituendo l’Eucaristia; sempre qui ha lavato i piedi dei suoi discepoli e si è mostrato agli Apostoli dopo la Sua Risurrezione, qui è stata la casa della Madre di Dio dopo l’Ascensione ed è sceso lo Spirito Santo alla Pentecoste, dunque qui è nata la prima chiesa; abbiamo pregato nella “Chiesa della Dormizione della Madre di Dio”; abbiamo visto la tomba del re Davide. In fine, siamo tornati a Betlemme e siamo entrati con grande emozione nella grotta della Nativita di Gesù Bambino.
Nel seguente giorno abbiamo attraversato il Deserto di Giuda, abbiamo partecipato alla Santa Liturgia nel Deserto di Giuda in Cisgiordania, in Wadi Qelt – uno spettacolo della natura dove si trova il monastero di San Giorgio in Koziba dal quarto secolo. Abbiamo rinnovato le promesse battesimali e abbiamo cantato il canto del Battesimo al fiume Giordano. Dopo la visita agli scavi archeologici di Qumran, ci siamo fermati sulla riva del Mar Morto e in fine siamo arrivati a Gerico – il paese della frutta. Abbiamo conclusa la giornata con la visita by-night a Gerusalemme.
Nel quinto giorno abbiamo percorso la Via Crucis – Via Dolorosa – sui passi del Redentore. La via la quale Gesù l’ha percorsa dal Pretorio di Pilato fino al luogo della Crocifissione contiene stazioni collegate agli eventi vissuti da Gesù su questa via. Siamo arrivati pieni di emozione sul Monte Golgota – il luogo della Crocifissione del nostro Signore – siamo inginocchiati con pietà sotto il Santo Altare sotto il quale si trova il luogo dove è stata impiantata la Santa Croce – Il Legno datore di Vita. In preghiera, silenzio e raccoglimento siamo scesi alla Pietra dell’Unzione dove è stato unto con olio il Corpo del Signore prima di essere deposto nella Tomba. Siamo arrivati nel posto più Santo che esiste sulla Terra, il più significativo per l’intero cristianesimo: Il Santo Sepolcro, La Tomba del Signore - la Chiesa della Resurrezione. I pocchi momenti che ti sono concessi di rimanere dentro sono momenti cosi intensi che vorresti che non finissero mai; abbiamo sentito nel cuore una brezza di felicità che viene da un altro mondo. Dopo, ci siamo fermati nella Chiesa del Ascensione del Signore dove la Santa Madre e gli Apostoli hanno visto il Signore alzandosi al cielo. Qui si trova la pietra che ha l’orma del piede del Signore, lasciata nel momento dell’ascensione. Dopo, abbiamo visitato la Chiesa del „Padre Nostro”, dove sulle mura del cortile e della chiesa si trova la preghiera del „Padre Nostro” in oltre 160 lingue e dialetti (inclusa la lingua romena) incisa sulle piastrelle di ceramica. Nel centro del cortile si trova la grotta dove il Signore ha insegnato questa preghiera. Nella questa grotta, secondo la tradizione, nei primi VI secoli d. C. sono stati sepolti i Patriarchi di Gerusalemme. Siamo entrati nel giardino di Ghetsemani dove Gesù ha trascorso insieme ai suoi discepoli gli ultimi momenti prima di essere catturato, e poi nella Chiesa dell’Agonia oppure la Chiesa di tutte le nazioni; davanti al Altare abbiamo trovato la Roccia dell’agonia dove Gesù ha pregato con lacrime di sangue nella notte prima della sua consegna nelle mani dei soldati.
Nel ultimo giorno, strada facendo verso Tel Aviv, abbiamo fatto una sosta alla Chiesa di Emaus e abbiamo cantato con grande gioia nelle anime L’inno della Risurrezione secondo il rito bizantino. Ciò che rimane essenziale tra la partenza e l’arrivo è l’esperienza di essere sulla strada. Ovunque ci troviamo e qualsiasi strada percorriamo la presenza di Cristo Risorto ci da il senso di essere sulla via verso il banchetto del Regno.
Ringraziamo il Signore per l’occasione che abbiamo avuto di partecipare ogni giorno alla Santa Messa in questi luoghi santi, ricevendo benedizioni celesti speciali.
Il pellegrinaggio, attraverso il sacramento della Confessione dove la misericordia di Dio ha vinto come sulla Croce, è stato pentimento per i nostri peccati (quasi tutti i pellegrini si sono confessati). Questo pellegrinaggio è stato un rinnovamento e arricchimento della vita spirituale, diventando fonte di santa gioia, di amore e illuminazione spirituale.
Nella “Domenica del Giudizio Finale”, il gruppo di pellegrini ha partecipato alla Divina Liturgia testimoniando con gioia ai presenti, il vissuto del pellegrinaggio in Terra Santa. Alla fine della Santa Messa, dopo il rinnovo delle promesse battesimali e la recitazione del “Credo”, padre Mihai ha asperso il popolo con l’acqua del fiume Giordano.
I bambini della parrocchia hanno presentato un recital dedicato al “Martisor” (simbolo della primavera) annunciando l’arrivo della primavera, dopo di che il parroco ha offerto ad ogni bambino un “Martisor” e a loro volta i bambini hanno dato il fiocchetto - “Martisor” a tutte le signore della parrocchia.
Claudia David

 

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