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Anno: 2019

Evento: L'iconostasi e Forlì - icona del Regno di Dio

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Visita apostolica presso la Parrocchia dei “Santi Tre Gerarchi” di Roma Nord. Roma, 2 luglio 2019

Visita apostolica presso la Parrocchia dei “Santi Tre Gerarchi” di Roma Nord.  Roma, 2 luglio 2019

La Parrocchia greco cattolica dei “Santi Tre Gerarchi” di Roma Nord ha avuto l’onore di ricevere la Visita Apostolica, disposta dalla Santa Sede nella prospettiva di monitorare e migliorare la condizione della Chiesa Orientale. Il Visitatore Apostolico e Coordinatore nazionale per l’Italia, Mons Cristian Crisan (Parigi), coadiuvato da Mons. Pierpaolo Felicolo, direttore dell’Ufficio Migrantes di Roma e da P. Gabriel Buboi, Rettore del Collegio Pio Romeno di Roma, sono stati accolti con gioia dalla comunità greco cattolica romena, guidata dal parroco P. Iulian Serafim Vescan. Un evento unico, non solo perché si è svolto in un clima di conviviale condivisione e di preghiera, ma anche perché è la prima volta che la nostra parrocchia è stata interessata da un evento di tale portata. Un incontro sentito dalla comunità romena, che ha contagiato l’entusiasmo ad amici e fedeli di altre nazionalità, in particolare italiani. Così, considerato che il 2 luglio era un giorno lavorato non prefestivo, la comunità serrando festosa la fila si è preparata all’evento, partecipando in discreto numero di fedeli romeni.
Il primo momento dell’incontro ha interessato quasi esclusivamente il clero e i primi fedeli presenti. Il dialogo si è articolato intorno alle coordinate topografiche della parrocchia, il numero dei fedeli presenti in essa e altre informazioni che, in circostante come queste, perdono la connotazione di “noiose” ed acquistano il peso della priorità e della necessità. Superata questa prima fase, ci siamo riuniti in preghiera nella Cappella. Questo momento è stato fondativo, perché attraverso la lode a Cristo la comunità unitamente ai Visitatori apostolici ha fatto memoria dell’universalità della Chiesa. Mentre si pregava, ai primi arrivati della comunità si sono aggiunti sempre nuovi connazionali che per diversi motivi, soprattutto di lavoro, non hanno potuto essere presenti fin dalle prime battute. Insomma, sia concesso dire, che durante la preghiera la comunità lievitava e si predisponeva festante al momento dell’agape. Alcune donne vestite dei costumi tradizionali nazionali della Romania si sono disposte dietro i tavoli imbanditi di ogni prelibatezza, e tra queste predominavano i piatti tipici romeni. Dopo il brindisi iniziale e alcune foto di gruppo e senza tralasciare il cibo, che in questa parte della serata ha fatto da ottimo collante, ci siamo predisposti in circolo per la reciproca presentazione. In questo modo abbiamo potuto mescolare le nostre diverse origini, le lingue, le diverse etnie e tutto quanto è corredo della nostra umanità. Soprattutto però è stato possibile condividere l’essere “noi” comunità. Non è possibile ripercorrere ogni singola espressione, ma riassumendo tutti gli interventi possiamo dire che la comunità greco cattolica, grazie alla sapiente guida di P. Serafim, ha preso coscienza della propria identità di popolo di Dio. Una comunità che si sente protagonista nel viaggio della vita nel corso del quale, grazie all’ascolto della Parola e alla preghiera, ha riconosciuto Dio, che attraverso Cristo si è rivelato facendosi fedele compagno di viaggio. Il nostro parroco P. Serafim, servo della comunità e dello spirito fecondo del concilio Vaticano II, ha fatto fiorire il giardino dell’umanità irrigandolo con la pazienza e l’amore per renderlo partecipe della rivelazione di Dio e del suo progetto di salvezza. Il nostro parroco infatti è promotore di momenti di convivialità oltre che di preghiera e insegnamento, tali da rinforzare lealtà e solidarietà che dovrebbero essere le basi fondanti di una comunità piccola ma anche grande, anzi di un’intera nazione. Ecco, questa visita apostolica ha permesso di ricordare ad ognuno di noi, che compagni di viaggio significa essere persone che si fanno incontro l’una verso l’altra e insieme verso gli altri, sotto l’ala protettiva di Dio.
Carlo S. - Alina B.

 

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