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Anno: 2019

Evento: ll Sacramento dell'Unzione degli ammalati nella Parrocchia Araceli di Vicenza

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ll Sacramento dell'Unzione degli ammalati nella Parrocchia Araceli di Vicenza

ll Sacramento dell'Unzione degli ammalati nella Parrocchia Araceli di Vicenza

La prima Domenica del Digiuno del Santo Natale (corrispondente approssimativamente all’Avvento del rito latino n. d. tr.), riveste un significato particolare per la Comunità Romena della Città e della Provincia di Vicenza. È la Domenica in cui si celebra il Sacramento della Santa Unzione che occupa un luogo e un ruolo importante nella celebrazione dei servizi liturgici bizantini.
Quest’anno sono stati presenti accanto a me, parroco di questa Comunità, i sacerdoti: p. dottor Vasile Barbolovici di Venezia – Mestre, che ha svolto il ruolo di primo celebrante, p. Vasile Şoptea di Monfalcone, p. Vasile Nistor della comunità romena di Spilimbergo, p. Ionuţ Ursuleac, parroco a Rovigo, p. Marius Vişovan, responsabile della Comunità di Bolzano, p. Dumitru Petrovan, rappresentante della Comunità di Villafranca di Verona e l’ipodiacono prof. Giuseppe Munarini di Padova, un simpatizzante amante della nostra Chiesa.
L’omelia è stata pronunciata dal p. dott. Vasile Barbolovici. Questi ha sottolineato l’importanza del Sacramento dell’Unzione, detto nella nostra lingua “Maslu”, ma ha evidenziato, altresì, l’importanza del rafforzamento della Fede che è corroborata dai Santi Sacramenti della Confessione (Riconciliazione o Penitenza) e della Santa Comunione. L’Unzione, in particolare, non agisce in modo magico – ha sottolineato padre Vasile Barbolovici - non è, quindi, sufficiente la partecipazione alla Celebrazione del Sacramento ricordato per ottenere la guarigione, ma bisogna che questa, oltre che avvenire in forma corporea, coincida con l’avvicinarsi sempre più alla Chiesa ed agli altri Santi Sacramenti. In molti casi, infatti, l’ammalato riceve maggiormente la pace dello spirito unitamente al desiderio più grande di portare la propria croce.
Nel Nuovo Testamento esistono passi chiave che parlano chiaramente delle forme degli albori in cui si compiva l’Ufficiatura dell’Olio Santo. Il primo di essi si trova nel Vangelo di San Marco, al capitolo VI, versetto 13: “scacciavano molti demoni, ungevano di olio molti infermi e li guarivano”.
Il secondo passo chiave si trova nell’Epistola di San Giacomo, al capitolo V, versetti 14-15, 14 “Chi è malato, chiami a sé i presbiteri della Chiesa e preghino su di lui, dopo averlo unto con olio, nel nome del Signore. 15 E la preghiera fatta con fede salverà il malato: il Signore lo rialzerà e se ha commesso peccati, gli saranno perdonati”.
Alla celebrazione dell’Olio Santo hanno partecipato, come si può vedere, anche dall’album fotografico allegato, un numero impressionante di fedeli, circostanza questa che non può che farci gioire, giacché molte volte si dimentica il fatto che la Santa Unzione, accanto all’Eucarestia e alla Comunione, è un vero e proprio Sacramento accessibile a tutti, che si può ripetere, tuttavia, quello dell’Olio Santo occupa il luogo più umile, essendo spesso omesso da alcuni fedeli.
Nei numerosi commenti positivi, apparsi dopo la Celebrazione sulle reti sociali, si è potuta notare l’intensa partecipazione, la vita trascorsa dai fedeli che hanno preso parte alla celebrazione. Tra questi commenti, in quello della signora Daniela State, cui si esprimono i ringraziamenti per il permesso concessomi di pubblicarlo, si può leggere: “È stata una celebrazione da sogno… con voci venute dal cielo che solo gli angeli possono sentire. Congratulazione ai celebranti per le loro voci meravigliose, per la preparazione e la pazienza dimostrata affinché capissimo il significato di questo Sacramento di guarigione. Ringraziamo tutti”.
Il mio pensiero si unisce a quello della Signora Daniela State nel ringraziare i sacerdoti, i fedeli e tutti coloro che hanno contribuito allo svolgimento positivo di questo Servizio Religioso.
A TUTTI AUGURIAMO UN DIGIUNO di Natale benedetto!
          
Traduzione in italiano: prof. Giuseppe Munarini
          
P. Raimondo Salanschi

 

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