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Anno: 2019

Evento: Il Console Generale di Romania a Milano, il signor Adrian Georgescu, a Bolzano

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La Chiesa di Toscana riunita a Firenze

La Chiesa di Toscana riunita a Firenze

Sabato 23 Novembre u.s. si è svolto presso la Facoltà di Teologia dell’Italia Centrale di Firenze, il Simposio organizzato dalla Commissione della cultura e delle comunicazioni sociali con il tema: «Umiltà, Disinteresse, Felicità».
Al simposio erano presenti oltre duecento partecipanti, tra cui 18 delegati delle Diocesi della Toscana. Per la Diocesi di Livorno ha partecipato un’équipe formata da don Fabio Menicagli, responsabile del Centro Pastorale “Chiara Domenici”, il Direttore dell’Ufficio delle Comunicazioni Sociali; Nicola Sangiacomo, il direttore dell’Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro; il diacono Roberto Bargelli, vicedirettore dell’Ufficio “Caritas” ed il sottoscritto padre Vasile Orghici da parte della Chiesa Romena Unita con Roma, Greco-Cattolica.
Il Simposio ha avuto come titolo tre parole: “Umiltà, Disinteresse e Gioia”, parole tratte dal discorso tenuto a Firenze nel 2015 da Papa Francesco. Di conseguenza il Simposio ha focalizzato l’attenzione attorno alle tre parole per rivisitare e rileggere la pastorale e lo stile della vita cristiana in Toscana, al fine di rifondare un nuovo umanesimo cristiano non tanto a livello teorico o conforme al principio, ma soprattutto al livello di una dimensione concreta, di presenza e testimonianza, di ricezione con quelli che sono attorno a noi. L’arcivescovo di Arezzo, Cortona e Sansepolcro, mons. Riccardo Fontana diceva in modo fermo: «Viviamo un cambiamento d’epoca” e noi tutti quanti che amiamo la Chiesa siamo interessati a trovare modi e linguaggi nuovi per dialogare con la società globalizzata del nostro tempo. Papa Francesco a Firenze nel 2015, durante il V Congresso, ci ha proposto un cambiamento radicale di stile e di dinamica”. Per avvicinarci alle persone c’è bisogno di umiltà, comunione, accompagnamento: bisogna essere vicini alle famiglie ed ai giovani, per conoscere ed ascoltarne i problemi. Porta più male che bene alla Chiesa, la ricchezza ed il potere di alcuni uomini chiave dalla funzione della Chiesa, che la vulnerabilità e la debolezza umana di cui neppure noi siamo esentati. È urgente che la Chiesa trovi un nuovo stile, un nuovo linguaggio antropologico nella sua missione apostolica. L’Enciclica “Evangelii Gaudium” ci può illuminare in questo senso».
Il Cardinale Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze e Presidente della Conferenza Episcopale Toscana, affermava, a sua volta, la necessità di ritornare al Vangelo. «La via che dobbiamo riprendere è quella indicata dal Concilio Vaticano II, la via di ritornare al Vangelo, come il seme gettato nel terreno della storia… come la pasta fermentata introdotta nella pasta del mondo».
È seguita la proiezione di un video messaggio del Cardinale Gualtiero Bassetti: «Non deve preoccuparci l’essere potenti o non essere presenti nell’agenda dei potenti»- ha affermato il Presidente della CEI - dobbiamo invece preoccuparci di avere il coraggio di seguire e servire Cristo, povero ed umiliato nella vita di coloro che San Giovanni Paolo II chiamava i respinti dalla vita. Anche Papa Francesco ci induce affinché riconosciamo coloro che sono esclusi per l’indifferenza che diviene regola di vita in un sistema che idolatra il profitto ed il consumo».
Il Padre Gesuita Christoph Theobald, professore di Teologia fondamentale e dogmatica presso il Centro “Sevres” di Parigi, nella Conferenza che ha tenuto, ha sottolineato ha sottolineato il Cristianesimo come “stile e visione”. Ha parlato della necessità di “prendere sul serio il Concilio Vaticano II, che raccomanda la presenza pastorale e missionaria dei cristiani nel seno della società” Se al tempo del Concilio, si parlava ancora di un umanesimo cristiano, oggi è tanto più attuale generare un nuovo umanesimo cristiano, capace di convivere nel seno delle società contemporanee». Ha sottolineato la strategia di Papa Francesco di formare una nuova Leadership nelle strutture della guida della Chiesa, capace di una visione di apertura di strade […] Il teologo francese ha concluso con un’espressione emblematica: “Il luogo più importante di una parrocchia- non sono i servizi o le attività, ma la porta. Che deve essere sempre aperta”.
È seguita la costituzione dei gruppi su diversi laboratori di lavoro: (politica, scuola, salute, lavoro, giovani famiglia, ecologia, comunicazione, arte) per riflettere e stabilire le priorità attuale della Chiesa toscana nella cultura contemporanea..
Lo scrivente padre Vasile Orghici ha preferito il laboratorio della politica. Alla domanda postagli dal Moderatore: Quale possa essere il contributo delle nostre Comunità dal punto di vista della trilogia: Umiltà, Disinteresse, Beatitudine, alla formazione del nuovo umanesimo cristiano ed alla partecipazione della vita politica? Padre Vasile ha risposto così: «La necessità dei sacerdoti di affrettare la formazione della coscienza civica dei fedeli alla luce della Dottrina sociale della Chiesa. La mancanza della non implicazione dei cristiani nella vita politica, genera un abbandono della società. Di conseguenza, i cristiani hanno la responsabilità morale di vegliare, di pregare, e di interagire in modo attivo e dinamico nella vita social- politica, giuridica, culturale e spirituale. Il bene comune, la solidarietà, la giustizia sociale, devono rappresentare l’obiettivo numero I dei cristiani».
Dopo la chiusura dei dibattiti, è stato servito il pranzo comune ai convenuti.
L’avvenimento è continuato con un energico discorso del Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli: «Dov’è la crisi oggi?. Come l’Europa, anche gli Stati Uniti, la Russia e la Cina attraversano un momento di crisi e di trasformazione. L’Europa, però, può rappresentare un elemento mondiale per regolare i meccanismi globali che in questo momento, in modo frequente sono senza regole”. Ha poi continuato sull’idea della cultura cristiana che può avere un ruolo importante: “ Le Chiese cristiane sono un elemento importante per contribuire a sostenere i valori politici, il valore di una politica democratica e, in questo caso, l’elaborazione di un progetto europeo».
Poi si è continuato con la proiezione di tre video che contenevano diverse esperienze ecclesiali toscane, che sono state commentate da Tiziano Fabris, professore di filosofia morale presso l’Università di Pisa e da Basilio Petra, presidente della Facoltà di Teologia dell’Italia Centrale.
Alla chiusura dei lavori, si è accordato un Certificato che attesta la partecipazione da parte della Conferenza Episcopale Toscana.
Come ringraziamento a Dio è stata celebrata la Santa Messa, presieduta dall’Arcivescovo di Arezzo, Cortona e Sansepolcro Mons. Ricardo Fontana.
          
Traduzione in italiano: prof. Giuseppe Munarini
P. Vasile Orghici

 

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