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Anno: 2017

Evento: Solenne Liturgia greco-cattolica romena a Oderzo

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Lettera pastorale del vescovo di Oradea Mare, Virgil Bercea, in occasione della Festa della Natività 2009

Lettera pastorale del vescovo di Oradea Mare, Virgil Bercea, in occasione della Festa della Natività 2009

"Gli Angeli ci fanno sapere che Gesù, tanto aspettato,
è venuto oggi sulla terra per la salvezza del mondo"
Cari fedeli,
È Festa, festa grande sulla terra: il Signore viene, viene di nuovo per la nostra salvezza; il Signore nasce, nasce da una famiglia, la Santa Famiglia di Nazareth.
A nostra volta, ognuno di noi è nato in una famiglia, e il modello per tutte le famiglie del mondo dovrebbe essere la Santa Famiglia di Nazareth.
Carissimi,
Nella famiglia di Nazareth, Dio porta a compimento il lavoro delle sue mani, opera cominciata con Adamo ed Eva. Vedendo Adamo da solo, il Signore ha detto "non è bene che l’uomo sia solo" (Gen 2,18) e ha creato una coppia pari a lui, dal proprio corpo (cf Gn 2, 20-22), e ordinò: "crescete e vi moltiplicate e riempite la terra e possedetela" (Gen 1,28). L’obbedienza a Dio è il fondamento su cui si è basata la prima famiglia "di tutti gli alberi dell’eden puoi mangiare, ma dall'albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare» (Gen 2,16-17). Ma la disobbedienza "ha aperto loro gli occhi ... e si accorsero di essere nudi" (Gen 3,7) e quindi ha iniziato il dramma della famiglia umana.
Ma, nella pienezza del tempo, “gli angeli ci danno la notizia che a Betlemme è nato colui che è stato aspettato dai secoli, Emanuele – il Dio con noi" (Mt 1,23), in una famiglia. Maria, Madre Santa, era consapevole della realizzazione del piano di Dio attraverso di lei, "sia fatta a me secondo la tua parola" (Lc 1,38) e San Giuseppe ha ascoltato l'angelo e "la prese con sé sua moglie" (Mt 1,24).
Cari fedeli,
Anche se Maria e Giuseppe hanno accettato il piano di Dio nella loro vita, la loro famiglia, ma anche la famiglia di Adamo ed Eva, hanno subito numerosi tentativi da parte di Satana per distruggerle. Tuttavia vediamo che neanche il viaggio a piedi da una città all'altra, mentre Maria era incinta, il rifiuto dell’accoglienza, la voglia di Erode di uccidere il Bambino Gesù, la fuga in Egitto, non hanno costretto Giuseppe e Maria di ribellarsi contro Dio, dopo aver accettato la sua volontà nella loro famiglia. "Maria serbava tutte queste cose nel suo cuore" (Lc 2,19).
Di fronte a queste trappole del malvagio, per rimanere uniti, la famiglia deve accogliere Dio. "Non temere Maria, perché hai trovato grazia presso Dio" (Mt 1,30): Dio si rivolge a Maria, ma si rivolge anche a ciascuno di noi, e dice: "non temere... hai trovato grazia presso Dio”. Oggi, come nel 2000, le nostre famiglie “trovano grazia presso Dio”: perché la famiglia è il sacramento di amore e santuario della vita; perché la famiglia è il passato, il presente e il futuro dell'umanità; perché la famiglia è il fondamento della giustizia e il perdono, la scuola dei valori, e la Chiesa è viva e reale.
Nella famiglia di Nazareth, il Figlio di Dio ha vissuto per molti anni nascosto e sconosciuto. Questa Sacra Famiglia ha avuto un'esistenza anonima e modesta in un luogo dimenticato dal mondo, con innumerevoli tentativi, nella persecuzione e nell'esilio, con luci e ombre. Tuttavia, la Sacra Famiglia ci può aiutare a vivere la vita nelle nostre famiglie con rispetto e gioia, soprattutto quando le difficoltà, le prove e le sofferenze cadono su di noi, e se sappiamo "trovare e ricevere la grazia di Dio" (cf. Mt 1,30).
Cari fedeli,
Se leggiamo il Vangelo con attenzione sentiamo spesso l'angelo del Signore, che guida, sia Maria che Giuseppe, e li dice loro: "Non temere" (cf. Mt. 1,30). Allo stesso modo anche il nostro angelo custode ci incoraggia e dice a tutti: "Non abbiate paura" per costruire una famiglia in cui l’amore e la vita fioriscano. E anche io vi esorto, cari miei, non abbiate paura di istruire ed educare i vostri bambini, non abbiate paura di prendere cura dei vostri genitori e circondateli con amore, non abbiate paura di praticare la vostra fede. Le vostre famiglie siano modelli di amore e di comprensione! Così il mondo crederà che siete cristiani.
A Betlemme, Gesù Cristo entra nella storia umana, attraverso una famiglia. Grande mistero! Il Nazareth, però, ci presenta la vita quotidiana, la storia della Sacra Famiglia. Come un eco risuonano le parole del Signore, "nel sudore del tuo volto mangerai il pane" (cf. Gen 3,19), ma Gesù, Maria e Giuseppe mangiavano il pane con gioia e nel dolore, e hanno dato senso e bellezza alla loro casa familiare secondo l’ordine di Dio.
Cari miei,
"Gli Angeli ci fanno sapere che Gesù, molto aspettato” nasce oggi nelle nostre anime, cerca rifugio nelle nostre famiglie. Siamo disposti a riceverlo?
Vi esorto, con l’occasione di questa festa luminosa, di ricevere e dare una dimora perpetua a Gesù Bambino nel vostro cuore, nella vostra vita e nella vostra famiglia. Questo bambino "che la sua forza regnerà il mondo", ha il potere di tenere unite le famiglie e di proteggerle. Questo bambino ha il potere di salvare le famiglie e tutti coloro che lo accolgono e credono in lui (cf At 16,31). Sì, riceviamolo con fede, perché il Signore è la speranza che ci porta il vero amore!
Vi auguro Feste Sante e benedette!
La nascita di Cristo, sia per il vostro aiuto!
Tanti auguri!
+ Virgil Bercea

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