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Anno: 2017

Evento: Pellegrinaggio della comunità di Vicenza a Medjugorje

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Incontro dei sacerdoti romeni del Decanato greco-cattolico di Triveneto

Incontro dei sacerdoti romeni del Decanato greco-cattolico di Triveneto

Sabato 11 giugno nella Parrocchia romena greco-cattolica di San Donà di Piave, Diocesi di Treviso, s’è tenuto l’Incontro dei sacerdoti romeni del Decanato greco-cattolico romeno di Triveneto.
Ad ospitare i sacerdoti e gli invitati d’onore è stato il parroco padre Cătălin Dumitru Pop, assieme ad un gruppo di volontari romeni e italiani che si sono messi a disposizione con tanta dedicazione a preparare e servire l’eccellente pranzo.
În seguito alla preghiera mattutina e l’affidamento allo Spirito Santo, l’undicesimo incontro foraniale di Triveneto è iniziato analizzando i punti dell’ordine del giorno, attentamente preparato dal decano, padre Vasile Al. Babolovici:
- Il Pellegrinaggio annuale 2011 alla basilica di S. Antonio di Padova è andato molto bene ed e sempre una grazia ritrovarsi assieme nella Divina Liturgia dalle diverse parti dell’Italia nella casa di Sant’Antonio, la cui devozione supera i confini nazionali e strettamente confessionali.
- La traduzione del libro “Lanţuri şi teroare” – Catene e terrore, precisando la necessità della sua recensione e presentazione articolata e ben organizzata, nelle diverse città italiane.
- L’importanza del nostro site www.bru-italia.eu che richiede l’apporto di tutti per un buon funzionamento, si ringrazia a coloro che finora hanno collaborato, in particolare al suo costante e puntuale aggiornamento e alla disponibilità per l’inserimento dati da parte di padre drd. Raimondo Salanschi.
- La collaborazione con il Coordinatore Nazionale per i romeni greco-cattolici in Italia padre dr. Caludiu Pop, già Rettore del Collegio "Pio Romeno" a Roma.
- Il prossimo Incontro a livello europeo dei sacerdoti greco-cattolici presenti nei vari paesi della diaspora; È stata presa in considerazione la proposta di organizzare a Venezia il prossimo incontro nel 2012 per motivi concreti organizzativi e pratici.
L’ultima parte dell’incontro è stata dedicata, come al solito, alla meditazione spirituale e al pensiero teologico presentato quest’anno dal mons. Gino Perin, Vicario foraneo e parroco della Parrocchia del Duomo a San Donà di Piave. Ci ha presentato un riassunto del percorso ecclesiologico-pastorale della Chiesa italiana postconciliare. Mons. Perin ha preso in esame alcune tappe importanti che la Chiesa cattolica italiana ha fatto a partire dalla novità che il Concilio Vaticano II ha presentato. Da questo evento è scaturito inevitabilmente un nuovo modo di vivere anche per la Chiesa in Italia, che per certi versi era molto ancorata nella propria tradizione. Dopo l’esposizione sistematica e riassuntiva molto chiara di alcuni temi e percorsi, Mons Perin ha concluso richiamando l’attenzione sugli strumenti di trasmissione della fede che oggi contemplano un’evidente difficoltà, guardando gli effetti che essi producono.
Verso la fine della mattinata è arrivato, S. E. mons. Gianfranco Agostino Gardin, Vescovo di Treviso, buon conoscitore della Chiesa Romana Unita, della sua storia e dell’attuale gerarchia. Sua Eccellenza ci ha salutati con stima convinto che “ritrovarsi insieme diventa un aiuto per condividere le esperienze”. L’attività pastorale a servizio degli immigrati è molto importante poiché “senza punti di riferimento, questi rischiano anche di perdersi”. La presenza dei sacerdoti romeni della Chiesa Cattolica Orientale è un aiuto per la gente italiana a livello culturale e sociale per vivere concretamente la diversità, cioè la nostra presenza qui viene vista dal Vescovo come una testimonianza che parla da sé dell’esistenza di un mondo diverso, di una pluralità di tradizioni. (Nel caso dei greco-cattolici romeni, trattasi di una Chiesa sui iuris nella piena comunione con la Chiesa cattolica latina di rito romano, formando assieme alle altre chiese particolari la grande Chiesa Cattolica).
Nella parte conclusiva dell’incontro è arrivato il signor Radu Dobre, Console generale romeno a Trieste, dove da circa due anni è stato riattivato il Consolato romeno. Il Console è venuto per portare il saluto delle autorità romene, assicurandoci allo stesso tempo mediante la sua missione diplomatica sul territorio della concreta collaborazione e del suo coinvolgimento a beneficio della comunità. Il Console generale desidera che il suo messaggio arrivi alla gente romena anche attraverso la Chiesa - mezzo di comunicazione efficiente e rapido per far conoscere ai romeni questi messaggi del Consolato, a prescindere dall’appartenenza confessionale. Presenteremo di seguito alcuni tra i più importanti aspetti concreti che il Console desidera promuovere:
- Entrare nella legalità da parte di tutti i romeni
- Promozione di contratti di lavoro a beneficio delle persone e della comunità.
- Inscrizione e richieste di aiuto e chiarimenti circa i diritti e gli obblighi lavorativi presso i vari sindacati, che sono gli unici in grado di difendere i propri diritti in rapporto con i propri datori di lavoro.
- Dal punto di vista giuridico il Consolato non può sostenere i cittadini romeni.
- Il console invita tutti i romeni ad una partecipazione attiva alla vita sociale e politica nei luoghi dove si trovano a vivere.
- Bisogna superare la mentalità che molti cittadini hanno ancora, ad esempio quella di cittadini fuori dalla Comunità Europea, ci sono diritti e anche obblighi da conoscere e rispettare.
- Si desidera il miglioramento della comunicazione e del dialogo tra la numerosa Comunità romena nel N-E è numerosa e le autorità italiane, in questo senso la formazione di alcune comunità laiche sarebbe utile per l’approccio delle diverse tematiche e di diversi problemi sociali e civile.
- Esercitare il diritto al voto, a livello locale, provinciale e regionale: laddove ogni cittadino si trova a risiedere: per questo la richiesta presso il proprio comune di residenza della tessera elettorale diventa molto importante. Richiamare l’attenzione al diritto al voto da parte di un Console generale non vuol dire fare politica, ma ricordare un diritto proprio del cittadino.
- Dall’andamento della situazione economica italiana dipende anche la comunità romena presente sul territorio italiano.
- Per l’Italia la Romania diventa sempre più attraente dal punto di vista lavorativo e degli investimenti. Ad esempio nell’ultimo anno tra la provincia di Pordenone e la Romania c’è stato un incremento dei rapporti economici di circa il 25%.
- Due mesi fa il presidente della Regione FVG Renzo Tondo ha visitato in Romania alcune provincie con le quali intende rafforzare il reciproco impegno di collaborazione, sulla base dell'Intesa stipulata a Udine nel 2007, con particolare riferimento ai programmi comunitari, al turismo e alla cultura, ad esempio la Contea di Alba e la città di Alba Iulia. Questa visita ha aperto tante vie di cooperazione con la Romania: investimenti, turismo, logistica, agricoltura, ricerca. Tra le prime provincie romene coinvolte in questo senso sono Alba, Timiş e Braşov.
- Per quanto riguarda il riconoscimento degli studi, dei diplomi universitari e delle professioni specialistiche i romeni preferiscono per ora andare in altri paesi, particolarmente in quelli del Nord Europa o in America. La conseguenza immediata è la presenza esigua di intellettuali romeni sul territorio rapportato al numero grande di immigrati.
- Le associazioni romene presenti sul territorio non sono in grado di comunicare ai cittadini questi messaggi, poiché si nota una riluttanza di questi verso l’iscrizione in un’associazione. Ecco perchè il Consolato desidera comunicare i suoi messagi anche attraverso le chiese: ortodossa, cattolica latina e bizantina e le comunità neoprotestanti.
- Il numero dei cittadini che entrano sotto la competenza del Consolato generale romeno di Trieste è di circa 200.000 – 250.000, ad esempio soltanto in Veneto sono più di 15.000 bambini.
Si desidera puntare alla qualità dell’immigrazione, alla costruzione d’insieme di buoni rapporti con l’Italia e gli italiani.
L’incontro foraniale si rivela, ogni volta, un’occasione propizia per rafforzare l’unità, la comunione spirituale e concreta tra i sacerdoti e le comunità parrocchiali che formano il Decanato di Triveneto.
Con l’augurio di una buona estate, vissuta in serenità e felicità, vi salutiamo nel Signore Risorto.
Pr. Ioan Mărginean-Cociş, responsabil mass-media

 

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