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Anno: 2020

Evento: Festa della parrocchia Roma Nord e festa dell'Unione del 1859

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La comunità romena di Ostiglia presente all’incontro intitolato “italiani e stranieri si incontrano a Villa Poma”

La comunità romena di Ostiglia presente all’incontro intitolato “italiani e stranieri si incontrano a Villa Poma”

Domenica 9 ottobre, in sala civica, circa un centinaio di persone hanno preso parte alla conferenza: “Conosciamoci: italiani e villapomesi dal mondo si incontrano”.
L’incontro, organizzato dal Gruppo Carità Giustizia e Pace della Parrocchia e dal Comune di Villa Poma, aveva come obiettivo quello di gettare le basi per l’inizio di una relazione propositiva tra le varie componenti etniche della popolazione villapomese (gli stranieri, a Villa Poma, sono all’incirca il 5% della popolazione). La conferenza è stato aperta dal sindaco, Roberto Pedrazzoli e dall’assessore ai servizi sociali, Nadia Zaniboni, i quali hanno dichiarato la caratteristica di Villa Poma come paese accogliente, elencando, da parte dell’assessore, le iniziative (quali ad esempio il corso di alfabetizzazione per donne) che già esistono e sono mirate ad un miglioramento della qualità della vita dei residenti di origine non italiana.
La parola è poi andata ai relatori: Padre Andrei Mesesan, il sacerdote che guida la Comunità Greco Cattolica Romena della Diocesi di Mantova, Youssef Salmi, assessore di origine marocchina del Comune di Novellara e Monica Maggiolo, operatore dello sportello immigrazione nei Comuni di Poggio Rusco, San Giacomo delle Segnate e Sermide. I relatori, sollecitati dalle domande di Deanna Calciolari, responsabile del Gruppo Carità Giustizia e Pace, hanno toccato svariati temi: dal racconto delle loro personali esperienze (come nel caso di Salmi dalla clandestinità alla cittadinanza e all’impegno politico e civile), ai modelli possibili di convivenza: “Sento – ha affermato Youssef Salmi – il termine integrazione come un corpo estraneo che vuole inserirsi in un altro corpo estraneo. Io preferisco il termine interazione, dove nel rispetto delle regole, ognuno rimane se stesso e interagisce con gli altri”. Si è quindi parlato, da parte di Padre Andrei, della situazione di “spaesamento” che molti stranieri, in particolare le badanti, vivono a causa della lontananza degli affetti; Monica Maggiolo ha poi fornito qualche dato statistico secondo il quale la situazione di clandestinità e irregolarità non supera il 10% del totale degli stranieri della Provincia di Mantova. Grande rilevanza ha poi avuto il tema del matrimonio misto, sul quale anche il pubblico presente in sala (composto sia da italiani che stranieri) è intervenuto.
Dall’incontro è scaturito anche qualche suggerimento per progredire in un progetto di “interazione attiva”: un utilizzo più assiduo del mediatore linguistico, la creazione di una Consulta degli stranieri, una festa interculturale, uno sportello d’ascolto specifico per le problematiche immigratorie.
Cătălin Mustatea

 

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