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Anno: 2017

Evento: Avvenimento storico-culturale religioso presso l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica in Venezia

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Sua Beatitudine Lucian Mureşan: La mia nomina come cardinale della Santa Chiesa Cattolica onora la Chiesa della Romania (intervista)

Sua Beatitudine Lucian Mureşan: La mia nomina come cardinale della Santa Chiesa Cattolica onora la Chiesa della Romania (intervista)

Sua Beatitudine Lucian Mureşan, Arcivescovo Maggiore della Chiesa Romena Unita con Roma, Greco-cattolica e Vicepresidente della Conferenza dei Vescovi Cattolici di Romania che sarà nominato cardinale da Papa Benedetto XVI, divenendo così il terzo cardinale romeno, dopo Iuliu Hossu ed Alexandru Todea, ritiene che la Sua nomina onori la Chiesa di Romania e tutta la nazione romena.
          
“Questa dignità rappresenta un segno di riconoscimento dell’importanza della Chiesa Romena Unita e del suo ruolo nella formazione della coscienza nazionale e nella promozione dei valori cristiani nel seno del nostro popolo, Presenterò al cospetto del Santo Padre i vivi sentimenti di riconoscenza e di fedeltà da parte del Sinodo dei Vescovi, del clero e dei nostri fedeli, come pure tutto l’apprezzamento da parte dell’amato popolo romeno, tenendo conto che, in un passato non troppo lontano, la nazione romena ha costituito un modello da seguire per la convivenza pacifica, in un autentico spirito cristiano, tra diverse Chiese e confessioni religiose”, afferma Sua Beatitudine Lucian, in un intervista accordata AGERPRES.
          
L’alto prelato parla, nella sua intervista, del desiderio che aveva di divenire sacerdote, manifestata sin da fanciullo, del servizio in clandestinità, durante l’oppressione comunista, dei nuovi incarichi e compiti come cardinale.
          
AGERPRES: Che significa per la Chiesa Romena Unita con Roma, Greco-Catolica e per le Chiese di Romania quest’onore che Le hanno accordato? Con quale messaggio andrà in Vaticano da parte dei fedeli romeni?
Sua Beatitudine Lucian Mureşan: la nomina da parte del Santo Padre Papa Benedetto XVI del Capo della Chiese Romena Unita come cardinale della Santa Chiesa cattolica dà onore alla Chiesa di Romania e, in modo del tutto particolare, alla Nostra Chiesa, la Chiesa di tradizione Orientale in piena comunione di fede con la Santa Sede Apostolica di Roma, come pure alla stessa nazione romena. Questa dignità rappresenta un segno di riconoscenza dell’importanza della Chiesa Romena Unita e del suo ruolo nella formazione della coscienza nazionale e nella promozione dei valori cristiani nel seno del nostro popolo. Presenterò dinnanzi al Santo Padre i vivi sentimenti di riconoscenza e di fedeltà da parte del Sinodo dei vescovi, del Clero e dei nostri fedeli, come pure l’intero apprezzamento da parte del caro popolo romeno.
          
AGERPRES: Papa Benedetto XVI La saluta, nel suo annunzio, come “un venerabile prelato, che svolge il suo ministero di Pastore e di Padre di una Chiesa.” Che importanza assume questa nomina per Lei, come uomo che ha svolto il Servizio nel Signore in clandestinità e che ha conosciuto la durezza del lavoro non qualificato in una cava di pietra?
Sua Beatitudine Lucian Mureşan: Considero che questa nomina sia rivolta dapprima al sacrificio dei martiri di tutta la nostra Chiesa che hanno pagato con il sangue il prezzo della fedeltà nei confronti di Cristo e della Sua Chiesa. È significativo pensare alle parole di Papa Pio XII, rivolte alla Chiesa Greco-Cattolica di Romania nella Lettera Apostolica “Veritatem Facientes” del 27 Marzo 1952, in piena persecuzione comunista, con cui il Papa bacia in modo spirituale le catene di coloro che erano stati incarcerati ingiustamente: i vescovi ed i sacerdoti di questa Chiesa. Per me, personalmente, è un grande onore ed una nuova responsabilità nel seno della nostra Chiesa, ma anche della Chiesa universale.
          
AGERPRES: Ha pensato allora, nel cantiere della Centrale idroelettrica di Bicaz che avrebbe vissuto quest’alto e, mi permetterei dire di giustamente meritato riconoscimento dell’ardore protrattosi per anni?
S.B. Lucian Mureşan: Il mio desiderio, sin da bambino, era quello di divenire sacerdote e di servire il popolo di Dio, di celebrare i Santi Sacramenti. Tutti gli altri servizi che la Chiesa mi ha affidato li ho ricevuti in spirito di fiducia verso il piano del Signore, chiedendo a Lui sempre la grazia e l’aiuto di poter adempiere alla mia missione con abnegazione, secondo il desiderio del Suo cuore.
          
AGERPRES: Quali saranno, in pratica i nuovi incarichi e i nuovi compiti?
S.B. Lucian Mureşan: come affermava il Santo Padre all’Angelus, il 6 Gennaio, i cardinali hanno l’incarico di coadiuvare il successore dell’Apostolo Pietro nello svolgimento del suo ministero, di rafforzare la fede dei fratelli e di essere principio e fondamento dell’unità e della comunione della Chiesa. Quale Arcivescovo Maggiore della Chiesa Greco-Cattolica di Romania, la funzione di cardinale viene a rafforzare e a suggellare il mio sacrificio come pastore del popolo di Dio che mi è stato affidato, ed implica nel contempo una più stretta collaborazione con le strutture della Santa Sede e personalmente con il Santo Padre, a livello di questioni istituzionali della Chiesa.
          
AGERPRES: Lei ha conosciuto i Suoi predecessori, i Cardinali Iuliu Hossu ed Alessandro Todea. Com’erano come uomini e come presuli greco-cattolici?
S.B. Lucian Mureşan: Si potrebbero dire molte cose su questi due grandi uomini: Mi ricordo proprio le parole del cardinal Hossu ch e, parlando di sé si definiva:”un cardinale in tabarro da pastore”. Sono parole che non hanno bisogno di commento e che testimoniano il loro intimo e vitale legame di spirito del suo animo, tra tradizione della Chiesa Universale e identità nazionale autentica. Il Cardinal Todea, che mi ha nominato, il 25 aprile 1985, dopo l’ascesa alla Casa del Padre del vescovo Dragomir, quale Ordinario della Diocesi del Maramureş, ha seguito in modo sicuro le orme dei predecessori con molto coraggio e forza, guidando la Chiesa in un momento assai delicato, come è stato delicato quello che è seguito al 1989. Negli ultimi anni di vita, ha continuato a comunicarsi al calice della sofferenza, lenito da quel simbolico bacio del Beato Papa Giovanni Paolo II, che rendeva omaggio a tutta la Chiesa cattolica.
          
AGERPRES: Quale presidente della parte greco-cattolica della Commissione d'incontro misto di dialogo greco-cattolico-ortodosso come ritenete lo stadio delle relazioni tra le due Chiese sorelle?
S.B. Lucian Mureşan: Come scrivevo nella lettera del 7 luglio 2011, indirizzata a Sua Beatitudine Daniele, Patriarca della Chiesa ortodossa Romena, il Sinodo dei Vescovi della Chiesa Romena Unita con Roma, Greco-Cattolica propose la Costituzione di una commissione preparatoria che stabilisse il calendario, i principi, le tematiche e la metodologia di lavoro della Commissione mista di dialogo tra le due Chiese. Nutriamo ancora la speranza che il dialogo, iniziato con i fratelli ortodossi, sia sempre più basato su un autentico spirito di perdono, ma anche sul rispetto e sulla giustizia. In molte occasioni, abbiamo espresso il desiderio di cercare assieme una soluzione per riacquisire il patrimonio ecclesiastico, culturale e spirituale, nello spirito di fedeltà nei confronti del sangue versato e nei confronti della testimonianza dei nostri predecessori, per perpetuare la memoria nel seno delle nuove generazioni.
          
AGERPRES: Lei afferma nella Sua Lettera Pastorale di Natale che “ il primo dono della festa della nascita del Signore è la pace”, ed invita a “rinnovare i cuori” perché, come Lei diceva, “il nostro senso di cristiani presuppone una continua rinunzia al male”. Quali crede siano le vie che deve percorrere l’uomo contemporaneo, segnato dalla crisi e dalle tentazioni che lo allontanano dallo spirituale, per trovare di nuovo Dio?
S.B.Lucian Mureşan: Davanti alle sempre maggiori provocazioni del consumismo di ogni genere, del relativismo ed alla corsa soltanto verso le cose materiali, l’essere umano vive un sentimento di incompiutezza, di tristezza, di oppressione, perché gli manca quelle risorsa fondamentale che gli è connaturale: la Comunione con Dio, Creatore e Padre suo. Trovare il tempo per parlare con Dio nella camera del cuore, nella preghiera, ritrovare il tempo per stare con noi stessi, seguire e sostenere il nostro prossimo bisognoso. È lo stesso messaggio, lo stesso insegnamento, portato dal Signore Gesù Cristo sulla terra, la stessa parola, vivificante, sempre nuova, misteriosa, e così vera: perché solo in Lui la nostra anima può trovare il vero riposo
          
Traduzione in italiano: prof. Giuseppe Munarini
AGERPRES

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