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Anno: 2017

Evento: L'incontro nazionale dei sacerdoti

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Il Natale-Epifania a San Lazzaro degli Armeni (Venezia)

Il Natale-Epifania a San Lazzaro degli Armeni (Venezia)

Anche quest’anno, nell’isola di San Lazzaro degli Armeni di Venezia, le celebrazioni del periodo liturgico natalizio sono state particolarmente belle. Non trovo aggettivi per esprimere la mia gioia: la chiesa era gremita molto più degli anni scorsi. I fedeli, di differenti origini giunti nell’Isola di San Lazzaro, convenuti da ogni parte del Veneto, sono oriundi dal Medio Oriente, dall’Armenia, ma non mancavano gli italo-armeni e gli italiani che amano il popolo dei figli di Haik.
In chiesa la Santa Liturgia è cominciata alle 11 ed è stata officiata dall’Abate Generale dell’Ordine Armeno-Mechitarista vardapet Elia Kilaghbian, assistito da altri sacerdoti e chierici. Era presente Sua Eccellenza Mons. Vartan Kechichian, Arcivescovo e Coordinatore emerito dell’Ordinariato per gli Armeni cattolici dell’Europa Orientale, appartenente all’Ordine mechitarista. Erano presenti molti confratelli tra cui padre p. Levon Boghos Zekiyan, professore all’Università di Venezia e presso il Pontificio Istituto Orientale di Roma. Il coro ha accompagnato la divina Liturgia con canti in lingua armeno-classica. Come si sa, nella Chiesa Armena, il Natale ed il Battesimo di Gesù sono festeggiati in un’unica festa, ma gli Armeno-cattolici celebrano il Natale il 25 dicembre, come i cattolici e gli ortodossi che seguono il calendario gregoriano. Due sono state le parti del Servizio Religioso: la Santa Liturgia Eucaristica e la Solenne Benedizione delle Acque, che si celebra con grande solennità in tutti i riti orientali, ad eccezione del Rito Siro-Malabarese dell’India. Se pensiamo ai tropari della Festa, ci rendiamo conto che questi, nella Chiesa Armena, innalzano una lode meravigliosa alla Madre di Dio, che ha dato alla luce “Colui che è senza inizio”, ha amato l’Incomprensibile, il Creatore del Mondo. Maria è una creatura che è stata illuminata, che ha ricevuto “l’infinitamente grande”, divenuto per amore verso di noi, un bambino. Nella seconda parte della cerimonia si è celebrata la Solenne benedizione delle Acque, durante la quale si è rivissuto il Battesimo di Gesù nelle acque del fiume Giordano. Sono state lette le profezie, le litanie, un’Epiclesi e i tropari in cui si sottolinea la discesa del Signore e l’azione compiuta da San Giovanni Battista, anello di congiunzione tra l’Antico ed il Nuovo Testamento. Momento emozionante è stato l’inno cantato secondo il VII tono: << Luce da Luce, dal Padre fosti inviato e Ti incarnasti dalla Santa Vergine per rinnovare l’Adamo corrotto. Tu, Iddio, apparisti sulla terra, camminasti con l’uomo e salvasti l’universo dalla maledizione d’Adamo>>. Alcune gocce del Santo Crisma sono state lasciate cadere nell’acqua, la Croce è stata immersa e durante questi gesti si è cantato: <<Sia benedetta e santificata quest’acqua col segno della Santa Croce e del Santo Vangelo e del Santo crisma e della grazia di questo giorno, nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia, Alleluia, Alleluia.>>
Con la Benedizione delle Acque si è compiuta una Benedizione cosmica.
L’Epifania è stata veramente un giorno pieno di luce. Così come il Battesimo è una festa di luce; nella Chiesa bizantina il neo-battezzato è chiamato “neo illuminato”. Conformemente al Vangelo, Gesù stesso è luce: San Giovanni Evangelista e Teologo ci dice di San Giovanni Battista "Egli non era la luce, ma doveva dare testimonianza della luce”(Gv 1,7) e di Gesù: “ in Lui si trova la vita e la vita era la luce degli uomini” (Gv 1,4). Cristo, quindi, è nato per darci la luce vera perché Egli era, è e sarà ed accettò di essere battezzato come un peccatore, ma per mostrare a noi l’umiltà e il fatto che la grazia viene solamente dal Cielo, da Dio. Giorno bello, in quest’angolo d’Armenia-san Lazzaro- margherita incastonata nella corona bella della Regina dell’Adriatico, Venezia. L’Altissimo ci ha dato un giorno splendido: abbiamo avuto il cielo sereno ed una luce vivida, forse più bella della luce della primavera, una luce terrestre perché pensassimo alla Luce dell’Alto. È stato un giorno in cui abbiamo potuto rivedere quelli che non possiamo incontrare quotidianamente, perché la nostra vita travagliata ci impedisce spesso di restare con quelli che amiamo e condividere con loro le nostre gioie e le nostre sofferenze. Molti armeni di quelli che si trovano in Veneto, sono venuti qui per dimostrare che ci sono degli armeni che pregano e cantano, come hanno cantato e pregato i loro avi, nelle zone che sono state saccheggiate e riempite di stranieri che nulla avevano a che fare con la Patria, la Chiesa ed il Cristianesimo.
Padrino del Battesimo del Signore è stato il dr. Gregorio Suren Zovighian, di professione dentista, eccellente conoscitore della lingua e della cultura armene. Egli ha radici armeno-romene: i suoi nonni materni hanno abitato dal 1923 sino alla morte in Romania e sono sepolti nel cimitero armeno di Bucarest, sua madre ha abitato in Romania sino al 1938. Recentemente, il dr. Zovighian ha visitato la Romania. Quando sono stato in quel Paese per la prima volta, lui ed il suo compianto padre mi hanno aiutato ad entrare in contatto con gli armeni della capitale.
          
Foto: Francesco Marchi
Prof. Giuseppe Munarini

 

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