Română | Italiano
HomeNotizie201231 Gennaio: Mons. Francesco Moraglia è il nuovo Patriarca di Venezia
Archivio foto
Anno: 2017 » Evento: Padre Serafino e i dieci anni di missione. Presentato il libro "Un deceniu de misiune românească în Roma Nord" » Titolo: 9697.jpg

Anno: 2017

Evento: Padre Serafino e i dieci anni di missione. Presentato il libro "Un deceniu de misiune românească în Roma Nord"

Titolo: 9697.jpg

Notizie

Mons. Francesco Moraglia è il nuovo Patriarca di Venezia

Mons. Francesco Moraglia è il nuovo Patriarca di Venezia

"Chiedo d’essere accolto come un fratello che, per un disegno della Provvidenza, è mandato a voi come padre, pur venendo da una regione lontana dalla vostra che ormai, però, avverto già come a me carissima": così, da La Spezia, si rivolge alla Chiesa veneziana mons. Francesco Moraglia nel primo messaggio di saluto (v. testo integrale in calce) inviato alla Diocesi di cui è stato appena nominato nuovo Patriarca.
Mons. Francesco Moraglia (v. biografia completa in calce) è nato a Genova il 25 maggio 1953 ed è stato ordinato presbitero il 29 giugno 1977; è dottore in Teologia Dogmatica. Il 6 dicembre 2007 è stato eletto alla sede vescovile della Spezia-Sarzana-Brugnato, ed ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 3 febbraio 2008, nella Cattedrale di Genova, dal Cardinale Arcivescovo Angelo Bagnasco. Il 1° marzo dello stesso anno ha preso canonico possesso della diocesi. Il 23 aprile 2010 è stato nominato, con decreto del presidente della Cei, Cardinale Angelo Bagnasco, presidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Comunicazione e Cultura.
La nomina è stata comunicata oggi nella Sala Tintoretto del Palazzo Patriarcale di Venezia, in contemporanea con La Spezia e la Sala stampa vaticana, dall'Amministratore apostolico mons. Beniamino Pizziol alla presenza di numerosi sacerdoti, religiosi, religiose e fedeli laici in rappresentanza degli organismi ecclesiali ed associativi del Patriarcato di Venezia, delle autorità civili e militari, dei rappresentanti di varie istituzioni e dei mass media.
"Fin dal primo momento in cui sono stato informato che il Santo Padre mi aveva destinato alla sede patriarcale di Venezia - scrive mons. Moraglia -, ho provato un forte sentimento di trepidazione, ma anche una grande fiducia nel Signore; di tale stato d’animo desidero, in primo luogo, farvi parte. Tutti, infatti, - pastore e fedeli - siamo coinvolti nella scelta di Benedetto XVI. Il servizio nel difficile compito della presidenza ecclesiale richiede doti tali di prudenza, di saggezza, di cuore e d’intelletto che nessuno può pensare di possedere; per questo mi rivolgo a Voi chiedendo, fin d’ora, preghiera e aiuto. Per la Chiesa che è a Venezia e il suo nuovo pastore inizia un tempo in cui ciascuno - per la sua parte - è chiamato ad affidarsi, con più libertà e più fede al Signore e al Suo piano provvidenziale che va sempre oltre quanto gli uomini possono immaginare; è il tempo in cui ciascuno, facendo meno conto su di sé, é chiamato ad aprirsi maggiormente, nella sua vita, al senso della paternità di Dio. E’ il tempo - se vogliamo - della comunione a priori, in cui, pastore e fedeli sono invitati, nella fede, a innalzare lo sguardo all’unico Maestro e Signore. Da quando sono stato messo a conoscenza della decisione del Santo Padre ho voluto idealmente aprire il mio cuore a tutta la città, all’intera diocesi, a ogni uomo e donna che il Signore mi vorrà fare incontrare nel servizio episcopale in mezzo a voi. ".
Il nuovo Patriarca di Venezia, poi, afferma: "Sono mandato a voi come vostro Vescovo; non conto su particolari doti e doni personali, non vengo a voi con ricchezza di scienza e intelligenza ma col desiderio e il fermo proposito d’essere il primo servitore della nostra Chiesa che è in Venezia. Sono conscio d’essere mandato a una Chiesa viva, ben presente sul territorio, a una Chiesa che sa esprimere con una fede capace di farsi cultura ma, soprattutto, a una Chiesa che ha una lunga storia scandita dalla santità, anche ordinaria, di molti suoi figli e figlie".
Mons. Moraglia estende quindi il suo saluto a tutte le persone e le realtà ecclesiali della Diocesi di Venezia, sottolinea il "comune cammino" delle Chiese del Nordest verso il prossimo convegno di Aquileia e manifesta "affetto collegiale" agli altri Vescovi della Conferenza episcopale triveneta, ricorda i suoi predecessori (Scola e Cè), ringrazia con riconoscenza mons. Pizziol e a tutte le cariche istituzionali assicura "impegno per una collaborazione leale, nella distinzione dei ruoli".
Un passaggio particolare del messaggio è destinato "ai carissimi giovani, con i quali sarebbe - fin d’ora - mio desiderio intrattenermi a lungo, mi limito a dire: voglio incontrarvi al più presto!". E inoltre "un pensiero di vicinanza amica e fraterna va a quanti appartengono alle differenti confessioni cristiane, alla comunità ebraica, ai credenti di altre religioni presenti nel territorio della diocesi. Infine il mio saluto rispettoso va agli uomini e alle donne non credenti, soprattutto a coloro che sono “in ricerca”, auspicando, per quanto possibile, un comune impegno per l’uomo; in una cultura sempre più individualista, profondamente segnata della tecno-scienza, appare discriminante la questione antropologica, vero “caso serio” per il presente e il futuro della nostra società".
www.patriarcatovenezia.it

Per inviare una notizia, si prega di utilizzare questo  formulario.