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Anno: 2017

Evento: Solenne Liturgia greco-cattolica romena a Oderzo

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Concistoro, il Papa crea 22 nuovi cardinali: siate servitori della Chiesa limpidi e coraggiosi

Concistoro, il Papa crea 22 nuovi cardinali: siate servitori della Chiesa limpidi e coraggiosi

Servite la Chiesa “con amore e vigore”, uniti in modo indiscutibile con il Papa: Benedetto XVI ha chiesto quest’impegno ai 22 Cardinali, creati e resi pubblici nel Concistorio ordinario pubblico da lui presieduto sabato mattina presso l’altare della Confessione della Basilica di San Pietro. Tra i 22 nuovi membri si trova anche Sua Beatitudine Eminentissima Lucian Mureşan, Arcivescovo Maggiore della Chiesa Romena Unita con Roma Greco-Cattolica che è stato il 19° in ordine di proclamazione, ricevendo l’anello e la berretta cardinalizia, come pure il titolo di una Basilica di Roma, ossia quello di Sant’Atanasio, che era anche quello del Cardinale Alessandro Todea.
Al termine del Concistoro, il Papa ed il Collegio rinnovato dei Cardinali ha proceduto effettivamente al Concistoro ordinario pubblico di lavoro per il voto della causa di sette Beati. Le cause concernono la proclamazione di sette nuovi Santi, tre uomini, di cui due martiri, e quattro donne, due delle quali laiche.
A servizio del Servitore dei servitori di Dio. Questo è l’onore dell’abito di cardinale, di color porpora. Su, accanto a Pietro, perché costituite pietre, assieme con lui, su cui la Chiesa d’oggi si sostiene, trovando stabilità, traendo forza, direzione, e luce come la prima Chiesa del tempo degli Apostoli.
Ai nuovi ammessi nel Collegio Cardinalizio, Benedetto XVI ha loro proposto in essenza un ruolo che ha detto unirà “con legami nuovi e più forti non solo con il Romano Pontefice, ma anche con l’ intera comunità dei fedeli diffusa in tutto il mondo” L’allocuzione ha preceduto la cerimonia della consegna del berretto rosso, dell’anello e del titolo di una chiesa di Roma o di una delle diocesi limitrofe, conosciute con il nome di “suburbicarie”.
Ma prima di procedere ad un rito con cadenze antiche, il Papa ha indicato il senso di quel “rosso”, emblema di “una donazione assoluta e incondizionata”. Fino, se fosse necessario, allo spargimento di sangue.
• A loro è poi chiesto di servire la Chiesa con amore e vigore, con la limpidezza e sapienza dei maestri, con energia ed il potere di pastori, con la fedeltà ed il coraggio dei martiri. Si tratta di essere eminenti della Chiesa che trova in Pietro il fondamento visibile dell’unità.
L’episodio del Vangelo in cui Giacomo e Giovanni chiedono a Gesù di stare alla destra o alla sinistra nel Regno dei Cieli, ha offerto a Benedetto XVI il motivo di riflettere sul contrasto tra due modi di pensare inconciliabili: la logica della donazione di sé e quella del potere. La nostra vita quotidiana non ha “lo stile del potere e della gloria”, ha affermato il Papa, leggendo la risposta conosciuta di Cristo del Vangelo su cui è bene sia il rapporto che deve legare i suoi tra di loro.
Tra di voi, però, non sia così; ma chi vorrà essere grande tra di voi sarà il vostro servitore e chi vorrà essere primo tra di voi sarà lo schiavo di tutti. Il dominio ed il servizio, l’egoismo e l’altruismo, il possesso ed il dono, l’interesse e la gratuità: queste due logiche profondamente contrastanti si confrontano in ogni tempo ed in ogni luogo. Non esiste dubbio alcuno dalla via scelta da Gesù..
Cristo ha insistito: “ricevi la gloria soltanto perché servo”, così la tentazione degli Apostoli può essere, ha indicato il Romano Pontefice, citando san Cirillo di Alessandria, uno stimolo alla sottomissione ed all’umiltà”.
• Il dono totale di sé offerto da Cristo in Croce sia per voi principio, stimolo, e forza per una fede che opera nella carità. La vostra missione nella Chiesa e nel mondo sia sempre e solamente “in Cristo”, risponda alla sua e non a quella del mondo, sia illuminata dalla fede e animata dalla carità che ci provengono dalla croce gloriosa del Signore.
E con quest’ultimo consenso Benedetto XVI ha unito la richiesta di un’attenzione particolare:
• E pregate anche per me, perché possa offrire al Popolo di Dio la testimonianza della dottrina sicura e condurre con dolce fermezza il timone della Santa Croce.
Il canto della preghiera del Padre Nostro in lingua latina ha costituito il momento di passaggio tra la conclusione del Concistoro per la creazione dei nuovi cardinali e quello dedicato al voto che concludeva le Cause di canonizzazione dei sette Beati, tra cui vi sono due figure vissute nel secolo XVII: Caterina Tekakwitha – che sarebbe stata la prima persona della popolazione dei pellirossa ad essere proclamata Santa ed un catechista martire, Petru Calunsgod, ucciso per odio contro la Fede nell’isola di Guam, dell’Oceano Pacifico.
Nel corso del pomeriggio, i 22 nuovi Cardinali, hanno ricevuto le visite di cortesia da parte dei parenti, degli amici e dei conoscenti che erano presenti a Roma. A questo scopo, sono stati predisposti diversi luoghi del Vaticano per ciascun nuovo cardinale, tra le 16.30 e le 18.30.
Sua Beatitudine Eminentissima il Cardinal Lucian Mureşan ha ricevuto le visite di saluto nell’Atrio dell’Aula “Paolo VI” del Vaticano, ossia nella grande sala d’entrata nella Sala delle Udienze Generali.
          
Traduzione in italiano: prof. Giuseppe Munarini
RV

 

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