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Anno: 2020

Evento: Padre Ioan Alexandru Pop dottore in diritto canonico

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Una settimana dal terremoto

Una settimana dal terremoto

Una delle persone che si sono impegnate in modo diretto e costante nella gestione creatasi dopo il terremoto del 20 maggio di quest’anno in Emilia Romagna è il sacerdote greco-cattolico Andrei Vasile Meseşan, parroco di Ostiglia. L’ho contattato affinché ci presenti una prima visione della situazione, una settimana dopo il disastro.
Padre Andrei, so che Lei è molto occupato negli ultimi giorni, ma Lei è in grado, quale rappresentante della Comunità romena, di presentarci la situazione in modo reale, così com’è, nel luogo in cui è capitata. Desidererei chiederLe se si conosca il numero dei romeni che hanno sofferto in seguito al terremoto di domenica e come sia il loro morale.
Fino a questo momento, non conosciamo esattamente il numero dei romeni afflitti in seguito al terremoto, anche se ho pregato le autorità di trasmetterci gli ultimi dati, è possibile che neppure esse abbiano un bilancio finale con le persone colpite. La gente è spaventata, turbata dopo quello che è successo. Ci sono delle persone che sono andate dai parenti, dagli amici, ce ne sono altre che sono rimaste sul posto, dormendo in auto o dove hanno potuto e ci sono quelli che sono stati costretti a rivolgersi alle autorità che hanno promesso di fare tutto il possibile perché ogni persona riceva un posto in una tenda. Nonostante tutto ciò vi sono dei romeni privi della sicurezza di un tetto.
Essendo in mezzo alle persone, ha osservato differenze di trattamento da parte delle autorità, tra gli italiani e le altre nazionalità presenti nella zona, o ciò non esiste?
Parlando con le persone, ma conosco personalmente casi in cui le famiglie con i bambini, sia romeni sia moldavi, o anche donne incinte, non sono stati scritti nella lista prioritaria, per la semplice ragione che sono comunitari, chiedendo loro in modo costante di ritornare a casa loro!
Da quello che Lei sa, le autorità romene, il Consolato di Bologna, ad esempio, ha mandato qualche delegato per prendere contatto con le persone e per interessarsi alla loro situazione? I primi che si sono interessati sono stati i giornalisti, hanno suonato per chiedere questo o quello!
Dal mondo politico solamente il deputato Wiliam Brânză, ha preso contatto con me è venuto nel posto, ha parlato con le autorità italiane, si è incontrato con i Romeni donando anche 1000 Euro per le necessità delle persone. Egli ha dimostrato la grande differenza con il comportamento del Consolato di Bologna che, fino a quella data, non aveva ancora inviato alcun delegato, per interessarsi della sorte delle persone.
Venerdì 25 maggio, dopo 5 giorni d’attesa, anche se erano stati immediatamente contattati dopo il terremoto, si è presentato sul posto un rappresentante del Consolato. Padre, come vivono gli uomini adesso? Gli uomini sono presi da spavento, soprattutto perché si sentono ancora delle scosse. Per fortuna, per noi, è necessario seguire delle procedure per poterle montare. Si chiede la possibilità di accedere alle docce ed ai servizi igienici, non si possono montare in qualsiasi luogo. ! Si avverte la mancanza di sicurezza, la mancanza di un tetto sul capo, ma vi sono delle necessità di carattere alimentare. Mi sembra una situazione paradossale, gli uomini non hanno un luogo ove posare il capo e tu, autorità non permetti loro di piantare la tenda perché non hanno accesso al bagno. Che fai con queste persone? Li lasci all’aria aperta? Capisco alcune misure di igiene pubblica, ma ciò mi sembra esagerato!Purtroppo le cose stanno così e non possiamo far niente!. !So che lei si dà da fare per raccogliere alimenti , come procedete? Per ciò che concerne la Chiesa Greco-Cattolica, ho parlato già con i due decanati di Emilia-Romagna e del Veneto, qui i nostri sacerdoti hanno iniziato a raccogliere gli alimenti e soldi, che saranno successivamente inviati alla zona calamitata. Capisco che Lei è greco-cattolico, ma da quello che Lei sa, la Chiesa ortodossa, che è molto più forte sia come numero di fedeli sia come potenziale, è intervenuta in qualche modo? So che esistono della comunità a Modena ed a Ferrara, io personalmente sono in relazione molto buone con il sacerdote ortodosso di Mirandola con cui collaboro a questo proposito! Noi non facciamo differenze tra cattolici ed ortodossi, ciascuno riceve lo stesso trattamento, siamo qui per quelli che hanno bisogno! Nel caso in cui delle persone generose, volessero prendere contatto con Lei per dare un aiuto, come potrebbero fare? Per coloro che desiderassero conoscere la situazione o dare un aiuto, lo possono fare, telefonando al numero: +39 328 403 6001 Padre, infine, un pensiero per i Romeni che hanno subito danni in seguito al terremoto. Non si disperino, non perdano la speranza nella bontà del Signore. ! Stiano assieme, anche se attraversano disgrazie, siano solidali con gli altri che si trovano nella stessa situazione e garantisco loro che, comportandosi così, supereremo ogni ristrettezza, disgrazia, anche i terremoti!
Che il Signore li aiuti, Grazie, Padre, Che il Signore aiuti.
          
Il contenuto dell’articolo appartiene esclusivamente all’autore, di conseguenza non ci assumiamo alcuna responsabilità sul contenuto o sulla correttezza di questo.
          
Traduzione in italiano: prof. Giuseppe Munarini
Vasile Şimon

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