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Anno: 2020

Evento: Religioni e provocazioni del futuro

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La Parrocchia Euclide-Flaminia Roma-Nord in Festa

La Parrocchia Euclide-Flaminia Roma-Nord in Festa

Domenica 10 Giugno i fedeli della Parrocchia di padre Serafim si sono organizzati per una festa eccezionale, con invitati speciali, spettacoli folcloristici ed un pranzo festivo.
Il programma è iniziato con la celebrazione della Divina Liturgia celebrata da un gruppo di sacerdoti, tra cui abbiamo notato monsignor Guerino Di Tora, Vescovo ausiliario di Roma e presidente della Commissione migrazioni della Conferenza episcopale del Lazio, monsignore Pierpaolo Felicolo direttore del Ufficio Migrantes di Roma, padre Gabriel Buboi, rettore del Collegio Pio Romeno di Roma, padre Vasile Gorzu, padre Dumitru, assieme con gli studenti ed i teologi con il loro direttore Andrei Roman e il parroco Serafim Vescan. Ci hanno pure onorato della loro presenza, durante la Liturgia e le celebrazioni, l’Ambasciatore di Romania presso la Santa sede, il signor Bogdan Tătaru Cazaban, il signor Eugen Terteleac, presidente dell’ “Associazione dei Romeni in Italia” ed il signor Emanuele Latagliata, fondatore e direttore della “Romit TV”, la prima televisione d’Italia, dedicata ai Romeni.
Gli illustri ospiti hanno desiderato rivolgere un messaggio ai fedeli presenti, così nella sua predica il vescovo Guerino Di Tora, partendo dal tema della Liturgia:” Abbandonare le cose del mondo e seguire Cristo” ha tracciato una parallelo tra la condizione degli emigranti romeni d’Italia e quella dei fedeli che seguono Gesù in ogni luogo il destino li conduca; Sua Eccellenza ci ha suggerito di serbare la fede ricevuta dai nostri genitori e di trasmetterla alla nuova generazione. Dopo l’omelia del Vescovo, padre Serafim ha informato l’ospite e i presenti su alcuni aspetti della parrocchia:
Si sente lo spirito della comunità familiare e di aiuto reciproco;
Lo spirito di preghiera comunitaria, in uno o più momenti del giorno cerca di elevare la mente ed il cuore in preghiera per la comunità intera della Chiesa.
Il terzo aspetto è la carità, i fedeli cercano sempre di aiutare i poveri e coloro che si trovano in difficoltà nella famiglia o nel posto di lavoro; si abbiano come modello le parole di Santa Maria Giuseppa Rossello che esclamava: “ Desidererei avere le braccia tanto lunghe per abbracciare tutto il mondo e fare del bene.”
Monsignor Pierpaolo Felicolo, che organizza, ogni anno a Roma la “Festa dei Popoli”, si è soffermato sull’amicizia, caratterizzata dalla fede cristiana tra i fedeli romeni ed italiani, ha rivolto l’invito a pregare assieme ogni volta in cui si presenterà l’occasione.
Anche padre Gabriel Buboi ha voluto rivolgere qualche parola sulle difficoltà incontrate dai Romeni in Italia, la saggezza nel superarle, poiché questa sgorga dalla fede cristiana.
Padre Serafim, il nostro parroco, al termine della Divina Liturgia, ha ringraziato gli ospiti ed ha offerto loro un’icona con la Santissima Trinità. L’Ambasciatore presso la Santa Sede ha affermato che la conserverà nella sua camera. Dopo la celebrazione della Divina Liturgia, l’ambasciatore si è trattenuto con diverse persone, discutendo delle difficoltà dei Romeni in Italia.
Al termine dei discorsi, è seguito un programma artistico, presentato da padre Serafim, nella sala dell’Istituto Suore di Santa Maria Giuseppa Rossello. Il sacerote ha cercato, in poche frasi, di mettere in relazione il poeta Mihai Eminescu con Blaj, perché il programma dei bambini era stato dedicato alla vita del grande poeta romeno.
Il padre ha detto: “ All’età di alcuni di questi bambini, anche Eminescu sedicenne, affrontò un viaggio di quasi 1000 Chilometri per raggiungere Blaj, grande città degli illuminati, accompagnato ed acclamato come un genio. Nel 1866, dopo la morte di Aron Pumnul, a Cernăuţi, nessuno dei colleghi sapeva quando e dove fosse andato il Poeta, ma la notizia si diffuse: era in Transilvania. Passando e sostando a Târgu Mureş incontra una carrozza con due giovani, Ion Cota e Teodor Cojocaru, seminaristi, che lo ospitano in una camera del seminario ove sarebbe rimasto molto tempo, usufruendo dell’ospitalità greco-cattolica.
Eminescu, era spinto dalla nostalgia ardente di vedere Blaj, donde era sorto il Sole del “romenismo” . Quando salì sulla cima dell’Hulei, da cui si scorge Blaj, il poeta esclamò: “Ti saluto di cuore, piccola Roma, Ti ringrazio, o Dio, che mi hai aiutato per poterla vedere…”
È conosciuto il credo e l’omaggio portato in memoria dei Corifei della “Scuola Transilvana”. Questa è un’entrata trionfale nella città degli illuministi di Transilvania. La notizia tra i bambini e i giovani si diffuse veloce tanto che si udiva il grido: “ È qui Eminescu, è qui Eminescu!
Da Blaj andò ad Alba-Iulia, Sibiu, da dove ottenne il diploma della classe terza ginnasiale (oggi la IX ossia, la prima superiore) nel ginnasio cattolico dove frequentava i corsi seminariali in diritto suo fratello Nicolae.
Nel 1869, Iosif Vulcan di Oradea gli pubblicò la prima poesia, ma ne “romenizzò” il cognome, facendolo firmare non Eminovici, ma Eminescu e proprio con questo nome entrò nella storia” Con queste parole padre Serafim ha detto che Eminescu è vivo, è nei cuori di tutti, è qui a Roma, città Eterna.
I primi artisti che si sono susseguiti sulla scena sono stati i bambini, guidati dalla professoressa Ileana Luduşan, che ha tenuto un corso di “Lingua e civiltà romena” per i bambini di origine romena del Lazio. I piccolini hanno cantato l’”Oda bucuriei” [L’Ode della felicità”], hanno recitato una serie di poesie di Mihai Eminescu, hanno presentato le danze “Alunelul” [Il nocciolo] e Fetele de la Căpâlna [Le ragazze di Căpâlna] ed, alla fine, hanno interpretato una scenetta ispirata al Poema “Muma lui, Ştefan cel Mare" [“La madre di Ştefan cel Mare"] di Dimitrie Bolintineanu.
È stata poi la volta del complesso folcloristico della Repubblica di Moldavia, “Arţăraş” di Rîşcani con una serie di melodie popolari peculiari, poi si è esibito il balletto di musica popolare, diretto maestro coreografo Florea della regione di Braşov che ha presentato una serie di danze (“Brâu de Făgăraş” [Cintura di Făgăraş], “Suidă de Bran” (Breaza), “Fecioreasca fetelor de la Crihalma”[ La verginità delle ragazze di Crihalma], “Suită de Comana” distretto di Braşov). Alcune signore della nostra Parrocchia hanno interpretato ciascuna un canto della zona nativa: Maria di Dej – Cine pleacă prin străini[Chi va dagli stranieri], Maria di Neamţ – Floare albă din grădină,[Fiore bianco del giardino] Maria di Satu Mare, Bixad – Bate vântul dorului,[ Soffia il vento della nostalgia] Mariana Crăciun – M-am născut între Carpaţi, [Sono nata tra i Carpazi] Malvina – Numai cântecul ne leagă, [Solo il canto ci unisce] Elena di Bacău ha recitato la poesia “Ce-ţi doresc eu ţie dulce Românie” [Che cosa dedica a Te, dolce Romania] di Mihai Eminescu.
Si è quindi danzato un ballo caratteristico, nel cortile interno, mentre padre Serafim ha dato un’intervista per la “Romit TV”.
La ricca giornata si è conclusa con un’agape fraterna, tutti coloro che hanno partecipato alla festa sono stati invitati nella Sala da pranzo dell’istituto, dove, tra il buon umore, si sono susseguiti i canti.
Dopo il pranzo, il Presidente dell’Associazione dei Romeni d’Italia ha rivolto alcune parole ai presenti, facendo appello alla solidarietà, alla cooperazione tra i Romeni ed ha trattato il fenomeno dei bambini che vengono lasciati, dai genitori impegnati in Italia per motivi di lavoro, alle cure dei parenti.
          
Traduzione in italiano: prof. Giuseppe Munarini
Alexandru Ababei

 

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