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Anno: 2020

Evento: Il giorno del dialogo tra gli ebrei ed i cristiani

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Dottorato in Storia presso l'Università Babeş-Bolyai di Cluj-Napoca

Dottorato in Storia presso l'Università Babeş-Bolyai di Cluj-Napoca

Giovedì 5 luglio u.s., padre Raimondo Salanschi, parroco greco-cattolico di Vicenza (Italia) ha sostenuto in modo brillante la tesi di dottorato intitolata „Particularităţi ecleziologice ale eparhiei greco-catolice de Oradea în primul secol al existenţei sale”. [“Particolarità ecclesiologiche dell’eparchia greco-cattolica di Oradea nel primo secolo della sua esistenza”].
Il lavoro presentato è un importante contributo per approfondire le questioni legate alla formazione dell’attività della Diocesi Greco-Cattolica di Oradea nel primo secolo della sua esistenza (1777-1873).
La tesi è stata sostenuta nella Sala Ferdinand della Facoltà di Storia presso l’Università “Babeş-Bolyai” di Cluj-Napoca.
Con questa discussione il padre ha concluso un percorso di più anni di studi e di ricerche in cui ha frequentato biblioteche ed archivi di più Paesi.
Alla discussione della tesi erano presenti: il prof. universitario dr. Cornel Sigmirean, relatore e presidente del Senato dell’Università “Petru Maior” di Târgu Mureş, il prof. univ. dr. Ioan-Aurel Pop, referente e rettore dell’Università di Cluj, membro dell’Accademia Romena, il prof. univ. dr. Blaga Mihoc, referente e ricercatore presso il Museo “Ţării Crişurilor” di Oradea, la prof. univ. dr. Corina Teodor, referente e professoressa all’Università „Petru Maior” di Târgu Mureş, il prof. univ. dr. Ovidiu Ghitta, decano della Facoltà di Storia.
Hanno pure partecipato S.E. Mons. Virgil Bercea, eparca greco-cattolico di Oradea Mare e decano della facoltà di Teologia, nell’ambito della stessa Università, p. Horea Pop, professore di Storia presso la Facoltà di Teologia del Dipartimento di Oradea della Facoltà di Cluj, il professor Giordano Altarozzi dell’Università “Petru Maior” di Târgu Mureş, Giuseppe Munarini, dottore in Filologia all’Università „Babeş-Bolyai”, giunto in qualità di rappresentante del Decanato greco-cattolico romeno del Nord Est d’Italia, familiari ed altri parenti del sacerdote e della moglie Monica.
Il dottorando ha spiegato le motivazioni che lo hanno determinato a scegliere questo tema, sottolineando che “dapprima ho considerato che dopo molti anni era necessaria una ricerca sul passato dell’istituzione ecclesiale di Oradea che intrecciasse la storia con la teologia. In secondo luogo, - ha dichiarato il dottorando - ho seguito la facoltà ad Oradea considerandolo come obbligo morale nei confronti della Diocesi di Oradea, che mi ha educato nelle proprie istituzioni e con borse di studio, nelle scuole occidentali”.
La tesi è il risultato di alcune ricerche nelle biblioteche della Romania, dell’Italia (soprattutto a Venezia, Padova e Vicenza), dell’Ungheria (Budapest, Nyíregyháza), come dimostra la biografia che si trova alla fine dell’opera, in cui si possono distinguere, come pure nel contenuto della tesi, sia il materiale sia i fondi degli archivi della Direzione Distrettuale del Bihor, degli Archivi Nazionali, dell’Archivio della Eparchia ortodossa di Oradea e quella dell’Istituto Teologico Greco-Cattolico di Oradea, del Museo cittadino di Beiuş, come pure di numerosi documenti editi, studi ed articoli specialistici, romeni e stranieri.
Quanto alla sua tesi dottorale - ha spiegato il dottorando, questa pur essendo il frutto di lunghe ricerche, non si presenta come esaustiva: «cercando, ho preso contatto con l’immensità del materiale informativo e ho intuito che mi trovo in un’“ignoranza” che ancora mi avvolge e che ha bisogno di molta luce, di molto lavoro. La mia ricerca, tuttavia non è stata fatta in modo affrettato, ma come avevo detto prima, è frutto di lunghe ricerche nelle quali, con l’aiuto dei miei professori, mi sono sforzato di portare alla luce pagine del passato della mia Chiesa, pagine che prima non erano state studiate».
Sono seguite poi le relazioni dei docenti, quindi sono state poste alcune domande legate alla metodologia ed al contenuto della tesi.
La commissione dopo essersi “ritirata”, secondo il rito, per deliberare, ha conferito al candidato il titolo di Dottore in Storia, con il giudizio “molto bene” e con la raccomandazione di pubblicare la tesi nella forma attuale.
Dopo la proclamazione, i professori e tutti i presenti sono stati invitati ad un pranzo in un ristorante vicino.
È stata un’occasione per un incontro sereno tra persone che vivono lontane, ma che sono legate da amicizia e da interessi comuni.
Prof. Giuseppe Munarini

 

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