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Anno: 2019

Evento: Il Cardinale Bassetti in visita alla comunità romena

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Una pastorale dallo spirito ecumenico / Incontro europeo dei sacerdoti greco-cattolici romeni a Venezia

Una pastorale dallo spirito ecumenico / Incontro europeo dei sacerdoti greco-cattolici romeni a Venezia

«Si tratta di un momento di formazione e di confronto per rafforzare sempre più il nostro impegno nella pastorale verso i tanti romeni greco-cattolici che vivono in Europa occidentale in uno spirito ecumenico».
Lo ha affermato padre Vasile Barbolovici, decano delle comunità greco-cattoliche romene dell’Italia settentrionale, in occasione dell’incontro europeo che si è svolto a Venezia dal 3 al 6 settembre presso l’Istituto di studi ecumenici San Bernardino.
L’appuntamento fa parte di un cammino di formazione permanente che è stato pensato per i sacerdoti greco-cattolici romeni che vivono in Europa occidentale in modo da offrire loro, annualmente, un momento di approfondimento teologico-pastorale. Fin dal primo di questi incontri annuali particolare attenzione è stata rivolta alla dimensione ecumenica della presenza greco-cattolica romena in occidente. Infatti, come ha ricordato lo stesso padre Barbalovici, non si tratta semplicemente di testimoniare le ricchezze spirituali e teologiche del cristianesimo orientale così da favorire la comprensione di come si possa vivere l’unità nella diversità, ma di mostrare quanto l’unità della Chiesa possa aiutare a superare pregiudizi storici e asprezze ideologiche che rischiano di compromettere l’efficacia dell’annuncio evangelico nella società europea.
L’incontro di Venezia, che costituisce la terza tappa di questo cammino di formazione e di confronto, è stato presieduto da monsignor Virgil Bercea, vescovo di Oradea Mare, Gran Varadino dei Romeni che è particolarmente impegnato nella promozione della conoscenza della tradizione greco-cattolica romena in Europa. Questa tradizione, come noto, ha vissuto una stagione di persecuzione e sofferenza dal 1948 fino al crollo del comunismo in Romania.
L’appuntamento ha avuto tre momenti di approfondimento: uno sulla storia della Chiesa, un secondo di carattere teologico e un terzo sul diritto canonico. Il momento sulla storia è stato caratterizzato da una riflessione sulla partecipazione della Chiesa greco-cattolica romena al concilio Vaticano II: si tratta di una partecipazione circoscritta proprio per le condizioni nelle quali la Chiesa era costretta a vivere negli anni del concilio, con le chiese confiscate, clero e fedeli in prigione e in esilio, tanto che già si contavano molti martiri della fede.
Nel secondo momento, è stato affrontato il tema della «missione» della Chiesa greco-cattolica romena nel presente contesto sociale, con particolare attenzione ai rapporti con il mondo ortodosso, per comprendere, da un punto di vista teologico, quale deve essere il ruolo dei greco-cattolici romeni nella promozione del dialogo ecumenico. Si è partiti da un’analisi del concilio di Firenze e della sua tradizione in oriente dal momento che esso rappresenta tuttora un punto di riferimento, soprattutto per le letture che di questo concilio sono state date per secoli spesso in una forma che ha approfondito le distanze tra cristiani di tradizione diversa.
Si è passati poi all’ecclesiologia del Vaticano II quando si è manifestata una rinnovata attenzione alla Chiesa locale e al suo rapporto con la Chiesa universale. Su questo punto il francescano Roberto Giraldo, preside dell’Istituto di studi ecumenici San Bernardino, ha proposto una riflessione sull’attualità dell’ecclesiologia conciliare in relazione ai più recenti passi compiuti dal dialogo ecumenico, sottolineando che occorre sempre ricordare, tanto più nelle difficoltà attuali, che il dialogo ecumenico richiede una conversione e una preghiera quotidiana a partire dalla propria comunità. Infine, il terzo momento è stato dedicato a una riflessione sull’istituzione ecclesiastica delle comunità di fedeli orientali nel territorio latino nella prospettiva del diritto canonico.
Il cardinale Francesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, ha sviluppato questo tema a partire dall’analisi delle decisioni prese nel corso degli ultimi decenni dalla Santa Sede di fronte alla presenza di sempre più numerosi fedeli di rito orientale nei Paesi di tradizione latina. Queste nuove presenze hanno posto una «sfida» alla quale il diritto canonico ha cercato e cerca di dare risposte in modo da rendere sempre più evidente quanto arricchenti siano queste nuove presenze per la vita della Chiesa cattolica. Accanto a questi momenti di approfondimento storico-teologico-canonistico si sono svolti incontri di carattere esperienziale al fine di approfodire la comunione tra i partecipanti che costituiscono «il clero di una grande parrocchia europea» radicata nelle singole realtà locali, ma fedele alla propria tradizione romena. Proprio per sottolineare questa duplice dimensione dell’esperienza delle comunità greco-cattoliche romene in Europa l’incontro è stato caratterizzato da momenti di preghiera di rito bizantino e di rito latino e dalla visita ad alcuni luoghi di spiritualità cristiana a Venezia.
          
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prof. Riccardo Burigana - L'Osservatore Romano

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