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Anno: 2020

Evento: Ordinazione di presbiteri presso la cattedrale di Oradea

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Giornata Missionaria nella Diocesi di Mantova

Giornata Missionaria nella Diocesi di Mantova

La “comunione” della Diocesi di Mantova con le Chiese consorelle dei paesi dell’Est, ha iniziato a svilupparsi nei primi anni Novanta, dopo la caduta dei regimi totalitari, e i travagli vissuti nei rispettivi Paesi. Albania, Bosnia Herzegovina, Romania, Ucraina e Croazia, sono le Nazioni in cui la nostra Chiesa è presente, e dove ha realizzato vari Centri (pastorali, e insieme sociali), accanto a innumerevoli altri progetti e iniziative. Nel 1994, è partita la missione in Romania, nel comprensorio della regione del Maramures (vicino ai confini con l’Ucraina), ovvero, esattamente, nella città di Sighet.
A cucire i rapporti con la Romania, è invece padre Andrei Mesesan, che è appunto romeno, molto giovane, e che vive in Italia (responsabile della comunità romena greco-cattolica nella Diocesi di Mantova). Non ha conosciuto l’epoca in cui sono iniziati i rapporti tra Mantova e Sighet (è stato ordinato sacerdote nel 2008, e alcuni mesi dopo è approdato a Ostiglia), però, mentre studiava nel seminario di Maramures, gli è stata raccontata e descritta la storia di questa collaborazione, e ha avuto poi modo di vedere com’è la realtà attuale, che cosa si è fatto, e che cosa si fa tuttora.
Per la zona, l’arrivo della “missione” fu una novità interpretata come un “dono del Signore”… - a detto padre Andrei – Non bisogna dimenticare che c’era ancora tanta povertà. E ce n’e anche adesso. In principio, si cominciò radunando e aiutando pochi bambini; oggi, grazie alla Caritas di Mantova, nel Centro creato a Sighet, si è arrivati a distribuire ben 350 pasti, per due volte al giorno! Ma la Chiesa locale e i fedeli, per la verità, hanno sempre sentito molto vicina la Chiesa mantovana sul piano dell’aiuto materiale, delle risposte ai bisogni primari, e però l’hanno sentita vicina anche sotto il profilo spirituale, nonché dal punto di vista della catechesi.
Tanto che i nostri fratelli ortodossi spesso ci accusavano di “fare del proselitismo”, e i cattolici si affannavano a spiegare che la carità, l’accoglienza, un piatto di minestra, non sono né ortodossi, né cattolici! Non e stato semplice. Si, è vero, dopo molte persone restavano nella Chiesa cattolica. Ma per una loro libera scelta. Si erano trovati bene, e condividevano molte cose. I rapporti con la Chiesa ortodossa, maggioritaria, da noi sono ancora difficili!
Dopo la caduta del regime in Romania, che nel 1948 aveva proibito di professare e praticare la fede nella Chiesa Romena Unita, - ha sottolineato padre Andrei – tantissime persone sono ritornate nella Chiesa, si sono riavvicinate alla fede cattolica… Vi è stata subito la volontà di ripartire. Però mancavano le Chiese, i luoghi di culto, i centri di ritrovo. Si sta provvedendo a ricostruire tutto adesso, piano piano, grazie anche agli aiuti esterni. Sta rinascendo ciò che era il patrimonio della Chiesa Unita che non li e stato ridato indietro da parte del Governo e della Chiesa Ortodossa. Ci vuole tempo, non è facile, mancano le risorse, e non mancano purtroppo i contrasti. Grazie a Dio, abbiamo ora la fortuna di aver tante vocazioni, molti seminaristi, tanti preti assai giovani.
A volte, si vede il prete che fa il capo-cantiere, dove è in fase di realizzazione una Chiesa, mentre dovrebbe dedicarsi alla “pastorale”. Pur fra tante difficoltà, comunque si registra una bella crescita, favorita pure da molti Vescovi giovani!
I quali, sono anche molto “aperti”, e hanno deciso infatti di mandare tanti sacerdoti (come padre Andrei) in giro per l’Europa, per acquistare un’esperienza, e per sostenere e assistere i cittadini, i connazionali cattolici di rito bizantino, che dopo l’ingresso della Romania nella nuova Unione Europea, sono emigrati all’estero. Perché comunque, là, la vita è quella che è, e dopo 40 anni di dittatura, la voglia di “uscire” dal Paese e vedere altro, era ed è molto forte. Il compito dei sacerdoti come padre Andrei, è così quello di far sentire sempre “a casa” i romeni espatriati. Perché, come dice il Vescovo Virgil Bercea (che sarà a Mantova), “in qualunque parte del mondo si vada, se ci si trova nella Chiesa cattolica, si è a casa propria”. E ci sente tutti fratelli…
LaCittadella di Mantova

 

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