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La Chiesa “giovane” in Romania dalla clandestinità alla rinascita

La Chiesa “giovane” in Romania dalla clandestinità alla rinascita

Al dibattito ha preso parte anche mons. Virgil Bercea, l’attuale Vescovo della Diocesi di Oradea Mare e responsabile delle comunità greco-cattoliche dei Europa.
Il prelato è giunto a Mantova direttamente da una delle riunioni del Sinodo dei Vescovi, e a proposito del faticoso e tortuosissimo cammino che a volte la fede è obbligata a compiere, prima di realizzarsi compiutamente e pienamente, ha raccontato e testimoniato come nella sua Romania sia stato doloroso (e rischioso), il desiderio di essere cattolici: “Per più di 40 anni, da noi, il comunismo ha proibito di professare una qualsiasi fede, e di andare in chiesa. Di più: le chiese sono state tutte distrutte. Io, con la mia famiglia, da bambino, ascoltavo la Santa Messa a casa, grazie a Radio Vaticana: ma di nascosto! Se solo ci avessero scoperti, sarebbe stato un grosso guaio. Ho studiato per fare il prete, in modo clandestino; e ufficialmente avevo un impiego: per alcuni anni sono stato occupato in un istituto di ricerca. Anche quando sono stato ordinato sacerdote, il tutto è avvenuto in maniera clandestina: è successo una sera, in una casa privata, e il giorno dopo sono andato a lavorare… Dagli anni Novanta in poi, anche noi abbiamo conosciuto la libertà: però è una libertà sofferta, ambigua, in quanto non sappiamo neanche bene come usarla…
Io, - ha proseguito mons. Bercea – dico sempre che voi avete la crisi, economica e finanziaria: noi invece la viviamo! Tuttora non è per nulla facile, abitare in Romania. I politici danno costantemente scandalo, le soglie della corruzione sono assai elevate, e lo sviluppo è lento, procede a singhiozzo, e con delle prospettive scarse e confuse…
Tuttavia, negli ultimi anni, malgrado sia ancora in minoranza, la Chiesa greco-cattolica è rinata, ed è più che mai viva. La mia Diocesi conta circa 90.000 fedeli, dispone di un gruppo composto da quasi 200 sacerdoti, vi è una cinquantina di seminaristi, e certo è significativo che non manchino i giovani disponibili a impegnarsi… L’età media dei preti, è pari a 37 anni. E tra loro, io sono il più vecchio. D’altronde è normale: i sacerdoti più anziani hanno patito molto, nel periodo buio del regime, e tanti sono già ritornati alla Casa del Padre. I giovani sono l’unica “risorsa”!
Non è una situazione facile, - ha quindi concluso mons. Bercea – ma si nutre molta fiducia nei giovani. Peraltro, abbiamo mandato parecchi giovani preti all’estero, dove si sono recati e stabiliti molti romeni emigrati. Il loro compito è quello di assisterli, in modo che si sentano sempre e comunque a casa loro. Perché ovunque ci si trovi, se si è nella Chiesa, si è a casa propria. Circa 5 milioni di romeni, oggi, vivono e lavorano in Occidente. Di questi, un quinto, cioè un milione, si è “stanziato” in Italia. Il legame con il vostro Paese è solido e resistente. E la comunione delle nostre Chiese, appunto nell’ottica della “missione di Cristo”, si è rivelata indubbiamente rilevante. Abbiamo dato, e soprattutto ricevuto tanto. Grazie a una simile collaborazione, si sono raccolti dei frutti notevoli. Non possiamo fare altro che essere grati alla Diocesi mantovana!”.
          
Venerdi 26 Ottobre 2012 LaCittadella MANTOVA
          
La Parrocchia Romena Unità con Roma “Natività di Maria” ringrazia sua Eccellenza Mons. Virgil Bercea per la sua disponibilità di essere sempre in mezzo a noi per confermarci nella fede in Cristo Risorto!
Vorrei tanto ringraziare il coro di Ostiglia, i sacerdoti missionari: Coroian Aron di Mirandola e Petrovan Dumitru di Villafranca per la partecipazione alla Veglia Missionaria in Duomo!
Grazie al nostro responsabile Mass-media Sig. Zamfirache Liviu per il suo servizio!
          
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Padre Andrei Meseşan

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