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Evento: Il Cardinale Bassetti in visita alla comunità romena

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Mons Sviatoslav sulla Chiesa Greco-Cattolica d'Ucraina e le sue provocazioni

Mons Sviatoslav sulla Chiesa Greco-Cattolica d'Ucraina e le sue provocazioni

25.10.2012, Roma (Catholica) – Il Capo della Chiesa Greco-cattolica Ucraina, Sua Beatitudine Sviatoslav Shevciuk, osserva recentemente, ad una conferenza stampa data a Roma, dove si trova per il Sinodo dei Vescovi che, anche se in Ucraina, esistono molte comunità cattoliche ed il numero dei greco-cattolici raggiunge approssimativamente il 10%, esiste circa il 40% di connazionali che non si considera membro di alcuna comunità religiosa. Di conseguenza, è chiara la necessità di una Nuova Evangelizzazione, come pure la necessità dell’Evangelizzazione nel seno della Chiesa, a vent’anni dall’uscita dalla clandestinità.
Come principali mezzi per la nuova evangelizzazione, in grado di far fronte alle sfide dei nostri tempi, Sua Beatitudine Sviatoslav ha ricordato la famiglia e la parrocchia, ponendo una volta ancora l’accento su quello che aveva detto durante il suo intervento al Sinodo. Un contributo significativo sulla Nuova Evangelizzazione, nel contesto sociale dell’Ucraina, ha sostenuto il massimo ecclesiastico greco-cattolico ucraino, è offerto dalla dottrina sociale della Chiesa. “Anche se molti uomini non si considerano più parte della Chiesa, ascoltano tuttavia la sua voce, perché parla di cose concrete, legate alla vita quotidiana. Questo ci porta il rispetto anche da parte dei protestanti, ortodossi ed ebrei”- ha detto il Presule. Egli ha pure descritto l’interesse espresso da giovani mussulmani per la fede cristiana. L’aspetto che è maggiormente allettante per loro è “la gioia cristiana che risulta dalla scoperta che Dio non è un tiranno che chiede ubbidienza, ma un padre.” Questo, a suo avviso, è “il segno potente di Cristo risorto”
I giornalisti hanno toccato il problema del clero uxorato che, secondo Sua Beatitudine, rappresenta il 90% dei sacerdoti ucraini. Egli ha ricordato che quest’antica tradizione della Chiesa orientale è riconosciuta come esempio dai fratelli di rito latino degli Stati Uniti e del Canada che hanno espresso la loro comprensione ed il loro appoggio ai sacerdoti greco-cattolici sposati di quei territori. Nonostante ciò, specialmente in Italia, la presenza dei sacerdoti sposati è ancora “dolorosa da essere accettata”, fino al punto che la Conferenza episcopale Italiana ha respinto la proposta di permettere ai sacerdoti greco-cattolici ucraini di venire in Italia per offrire l’assistenza pastorale a coloro che vi sono immigrati.
“I pastori italiani non capiscono ancora il dinamismo della Chiesa Orientale”- ha dichiarato Sua Beatitudine Sviatoslav, aggiungendo che la situazione diviene più complicata dalla presenza di un grande numero di fedeli che non dispongono di assistenza pastorale. Nonostante ciò - ha osservato- “ riconosciamo la responsabilità di rispettare i sentimenti” dei vescovi locali, perché quando “il rispetto reciproco è il punto di partenza, esiste sempre la possibilità di un dialogo.” Del resto, conformemente alla dichiarazione del presule, proprio con il sostegno delle Conferenze Episcopali, “la nostra presenza è possibile in Italia o in Spagna”. “
Inoltre, egli ha anche criticato il concetto proposto in questi Paesi di “cappelle etniche”, includendolo tra gli aspetti sociali e culturali che rafforzano la minaccia di assimilazione. “Aspettiamo il momento in cui la Chiesa locale si renderà conto che la presenza degli Ucraini è un punto forte per la Nuova Evangelizzazione e che possiamo vivere pienamente, praticando le nostra tradizioni”- ha sottolineato Sua Beatitudine Sviatoslav, condividendo la testimonianza di molti Vescovi sull’influenza che ha la presenza degli emigrati ucraini sulle società locali secolarizzate.
“È sufficiente ricordare le collaboratrici domestiche che accompagnano le persone anziane in chiesa o che insegnano ai bambini a pregare.”
Un’altra domanda è stata posta sul dialogo ecumenico, specialmente sulle relazioni con il Patriarcato di Mosca. Il Primate della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina ha descritto l’esperienza delle attività del Consiglio delle Chiese e delle Organizzazioni religiose ucraine, parlando sulle vere scuole per costruire la pace. Riferendosi alle relazioni con la Chiesa ortodossa Russa, ha ricordato che “la riconciliazione tra la Chiesa Greco-Cattolica Ucraina e la Chiesa Russa è inevitabile. “Mi assumo il ruolo di portavoce di questa riconciliazione, perché senza di essa non possiamo andare toppo lontano e, di conseguenza, non ci scoraggeremo mai e saremo sempre pronti a tendere la nostra mano”.
http://www.catholica.ro

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