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Anno: 2020

Evento: Religioni e provocazioni del futuro

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Visita della delegazione dell'Azione Cattolica di Faenza in Romania

Visita della delegazione dell'Azione Cattolica di Faenza in Romania

Con il desiderio di conoscere anche altre comunità della Chiesa cattolica, dal I al 3 novembre 2012, un piccolo gruppo formato da 16 membri dell’Azione cattolica italiana della Diocesi di Faenza-Modigliana, si sono recati a Cluj-Napoca ove hanno incontrato i membri dell’AGRU e dell’ASTRU dell’Eparchia di Cluj-Gherla.
Nei tre giorni di soggiorno in Romania, i faentini sono stati colpiti dalla bellezza delle città e dei villaggi romeni, dei paesaggi, ma in modo particolare dalla storia e dall’attualità della nostra Chiesa Greco-Cattolica, sono stati affascinati dalle nostre tradizioni liturgiche e dalla diversità culturale e confessionale della Transilvania.
Gli incontri con l’AGRU e con l’ASTRU di Cluj, sono stati particolarmente fruttuosi, l’interesse comune di scoprire ciascuno nell’altro le modalità usate per stabilire una relazione tanto più stretta con Cristo ed il modo in cui possa essere promosso il Vangelo in quest’epoca foriera di contraddizioni, si è notata sin dall’inizio. Inoltre, questi incontri hanno posto le basi per una collaborazione di lunga durata.
Un momento particolarmente bello è stato l’incontro con S.E. monsignor Florentin Crihălmeanu, vescovo dell’Eparchia di Cluj-Gherla. Il Presule è apparso assai contento della visita dell’Azione cattolica di Faenza a Cluj, del successo degli incontri avuti, ed ha offerto ai presenti una breve, ma densa lezione di storia della Chiesa Greco-Cattolica e dell’Eparchia di Cluj- Gherla.
Il Gruppo di Faenza ha anche visitato la cattedrale dei Martiri e dei Testimoni della fede del XX secolo, in piazza Cipariu, la parrocchia di Manastur 1 Ovest in Cluj e la parrocchia Strâmtura, nel distretto del Maramureş.
Impazienti e con un grande interesse, il 3 novembre si è giunti all’ultimo punto di interesse, stabilito in questo viaggio ossia a, Sighetul Marmaţiei il Memorialul durerii [Memoriale del dolore]. Qui, grazie alla sollecitudine di P. Marius Vişovan, che si è offerto come guida, abbiamo potuto scoprire quel periodo fosco della Romania, visitando le celle in cui furono imprigionati i Vescovi Martiri e tante personalità della Nazione romena.
Ritornati a Faenza, don Luca Ravaglia, assistente spirituale ACI e, nel contempo, accompagnatore del gruppo, scriveva: „Nel nostro viaggio in Romania abbiamo pregato ‘a due polmoni’: abbiamo celebrato nel nostro rito la solennità di Tutti i Santi; gli altri giorni abbiamo celebrato la Divina Liturgia secondo il rito e il calendario bizantino. Mi ha fatto bene respirare anche col polmone della Chiesa cattolica orientale: vedere quanto tempo si dà alla celebrazione – senza fretta fin dalla lunga preparazione! – quanto valore viene dato al canto, quale importanza si attribuisce alle icone e al segno di Croce con le tre dita che significano la Trinità e le due che richiamano le nature di Cristo; e quante ripetizioni del nome di Dio “Amico degli uomini”, quanta importanza all’invocazione dello Spirito, quante preghiere alla Santa Madre di Dio e ai santi, quante intercessioni per i bisogni della Chiesa e della società.
Mi ha colpito il senso del rispetto per l’Eucaristia, per la santità di Dio e del Mistero celebrato e la ripetuta confessione del proprio peccato: “Le cose sante ai santi” è l’antico avvertimento che viene ripetuto prima della Comunione. E caso mai uno se lo dimentichi anche la posizione del confessionale all’ingresso della chiesa invita a fare un bel “bagno” prima di entrare…
Mi è piaciuto vedere presente anche il nostro polmone occidentale nelle chiese greco-cattoliche: la raffigurazione dei nostri sant’Antonio o santa Rita accanto a san Basilio e san Gregorio, il rosario e l’adorazione insieme agli inni della tradizione orientale, ma anche un centro di ascolto nel seminterrato della Chiesa o un bel campetto da calcio con l’oratorio accanto al campanile… Una bella sintesi tra oriente e occidente, dopo 40 anni di persecuzione comunista, con la Chiesa greco-cattolica fuori legge, con le chiese confiscate e con le messe nelle case di nascosto.
L’incontro con la bellezza del rito orientale mi fa apprezzare anche di più il mio rito, nella sua essenzialità e linearità: che grazia la riforma liturgica del Concilio, che bello poter celebrare nella mia lingua, ascoltare con più abbondanza la Parola di Dio, guardarsi in faccia senza muri e balaustre che dividono scambiarsi il segno di pace, sottolineare l’unità del popolo di Dio che si nutre all’unico Pane spezzato…!”
          
Traduzione in italiano: prof. Giuseppe Munarini
P. Costinaş Augustin-Horea

 

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