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Anno: 2020

Evento: Ordinazione di presbiteri presso la cattedrale di Oradea

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I fedeli rumeni di Rimini hanno serbato San Nicola, patrono della loro parrocchia

I fedeli rumeni di Rimini hanno serbato San Nicola, patrono della loro parrocchia

Per la Parrocchia romena greco-cattolica di Rimini, la festa di San Nicola di quest’anno ha assunto un significato particolare: nell’ambito delle celebrazioni della festa patronale, la parrocchia ha avuto la gioia di avere la visita del reverendissimo padre Anton Chifor, rettore del Seminario Teologico Greco-Cattolico di Oradea.
Come un pastore cerca la sua pecorella perduta, come uno si china per cercare la moneta perduta, come un genitore aspetta che il figlio ritorni di nuovo a casa, così anche Dio sempre cerca, chiama, invita "Venite, ecco, sono pronto!” Venite voi che cercate il senso della vita. Venite voi che siete affamati ed assetati di giustizia. Venite voi che siete piegati dalla gravità del peccato e della colpa. Venite voi che siete preoccupati e gravati. Venite voi che siete preoccupati e che temete. Venite voi che siete tristi. Venite voi che cercate la pace e il compimento. Venite perché “ la mensa è ricolma, gustatene a sazietà; il vitello è abbondante, nessuno si alzi affamato … Rallegratevi tutti della ricchezza e della bontà … Nessuno pianga perché è caduto nuovamente, perché il perdono si è levato dalle tombe. Nessuno abbia paura della morte, dalla morte ci ha liberato il Salvatore.” ( Omelia di Pasqua di San Giovanni Crisostomo).
Un gran numero di fedeli si sono riuniti in chiesa per pregare il protettore di questa parrocchia, affidandogli le proprie sofferenze, i problemi, le inquietudini spirituali, le richieste, ma anche le gioie nella convinzione che, essendo la festa di San Nicola, egli avrebbe portato queste preghiere a Gesù e che avrebbero ottenuto le grazie necessarie.
Il 16 Dicembre, Domenica, il punto culminante è stata la Liturgia, celebrata alle ore 11.00
Padre Anton Chifor ha parlato ai fedeli presenti sia del Vangelo della Domenica XXVII dopo la Pentecoste ( la parabola degli invitati a cena) sia soprattutto della vita del romeno che ha lasciato la “casa” per la diaspora.
Tra le parole dell’Omelia ci piace ricordare: “… sicuramente ciascuno di noi ha partecipato ad un banchetto festoso, ma ogni avvenimento necessita di una preparazione. La pericope odierna ci dice che un uomo offre una cena e ci invita, ma non si ferma qui. Ma chi sono gli invitati? Nella persona che invita possiamo intravvedere Dio. Ma gli invitati chi sono? Ovviamente ci si riferisce al popolo d’Israele. Che fa Dio, quell’Uomo di cui parla la pericope? Si dice che invia il Suo servitore a chiamare gli invitati alle nozze. Il Servitore altri non è che Gesù Cristo che invita quelli del popolo d’Israele di venire a tavola, al banchetto del Signore. Però tutto si limita ad un rifiuto da parte degli invitati; essi trovano scuse e non partecipano. Spesso anche a noi giunge questa tentazione, accampando ogni genere di scuse per non partecipare. È molto doloroso per colui che riceve il rifiuto. Come si sente quell’uomo della pericope evangelica che invita, ma è rifiutato, dopo tanti preparativi? Gesù si serve di questa parabola per parlare del “CIELO”, del Regno cui siamo tutti chiamati. NON CERCHIAMO ANCHE NOI OGGI OGNI SPECIE DI SCUSE PER NON VENIRE AL BANCHETTO DEL SIGNORE, AL BANCHETTO CHE CI OFFRE OGNI DOMENICA? Questo “banchetto” è l’EUCARESTIA che riceviamo da parte del Signore. Tutto è pronto, noi dobbiamo solo accettarlo. Il Vangelo di oggi è un invito a partecipare alla Chiesa”.
Alla fine dell’omelia, padre Anton ha rafforzato i fedeli ricordando loro le parole di S.E. Reverendissima Monsignor Virgil Bercea, responsabile per la diaspora del Sinodo B.R.U.[della Chiesa greco-cattolica] che “ è accanto alla comunità in preghiera, e condivide la gioia di questa festa con ogni fedele in particolare: Ha augurato Felici e Sante Feste ai fedeli Romeni ovunque si trovino.”
Quest’avvenimento accompagna alla stessa mensa dell’amore i sacerdoti ed i fedeli, i giovani e i vecchi, i più ricchi, accanto a quelli che lo sono meno, realizzando così un legame vero e solido tra tutti i fedeli della parrocchia. La comunione tra i membri della Parrocchia è necessaria, perché conoscendo le necessità e le amarezze degli altri ci possiamo aiutare reciprocamente, così solamente assieme possiamo gioire delle cose che piacciono a Dio in comunione d’amore con la Santissima Trinità.
Al termine della Santa e Divina Liturgia, i giovani come i bambini della Parrocchia hanno eseguito un piccolo concerto di “colinde”, poesie e canti.
All’avvenimento non è potuto mancare “ Moş Crăciun” [Babbo Natale] che quest’anno è venuto un po’ prima, ma con la bisaccia piena. Questi ha distribuito i doni da quello più piccolo a quello più grande.
Alla fine della Celebrazione liturgica e delle colinde preparate per i fedeli della Parrocchia il parroco p. Cristian Coste ha ringraziato il reverendissimo p. Anton Chifor, ha ringraziato i due ipodiaconi: Marcel Rostaş e Daniel Iştoan, che hanno concluso il Seminario teologico di Oradea, per l’impegno attivo nella Santa liturgia, i ringraziamenti sono continuati e sono stati rivolti ai presenti, invitandoli, secondo la tradizione, a festeggiare con un pranzo a base di piatti romeni, preparati con affetto dai fedeli della Parrocchia. Sia lodato Iddio nei secoli per le belle celebrazioni che ci concede di vivere alla luce della fede!
Ringraziamo Iddio che ha stabilito tutte queste cose!
          
Traduzione in italiano: prof. Giuseppe Munarini
ipodiacon Alexandru Petricaş

 

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