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Anno: 2019

Evento: ll Sacramento dell'Unzione degli ammalati nella Parrocchia Araceli di Vicenza

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Visita pastorale nella Parrocchia Greco-Cattolica di Villafranca (VR)

Visita pastorale nella Parrocchia Greco-Cattolica di Villafranca (VR)

Nella terza Domenica di Quaresima, che porta il nome della venerazione della croce generatrice di vita, il 7 marzo 2013, abbiamo avuto in mezzo a noi S.E. Mons. Virgil Bercea, Vescovo di Oradea in Romania. La Comunità parrocchiale di Villafranca di Verona è stata fondata alla fine del 2012, quindi è la più recente parrocchia romena d'Italia. La visita pastorale di Mons. Virgil ci incoraggia e ci da la forza necessaria per superare le difficoltà che inevitabilmente si presentano all'inizio di ogni cammino.
Abbiamo iniziato la fondazione della Comunità parrocchiale in occasione della Giornata Nazionale della Romania “1 dicembre”. È stato questo il momento in cui ho percepito e mi sono convinto del potenziale e della volontà che hanno gli oltre mille romeni che qui vi abitano. In questa’occasione abbiamo ospitato a Villafranca un gruppo circa 40 giovani del Gruppo folcloristico "Paliurile Dornelor" che ci ha entusiasmato tramite i loro spettacoli presentati in più di una località della zona. L'accoglienza è stata frutto del volontariato delle famiglie romene che hanno offerto da mangiare ai giovani durante il loro soggiorno qui e per tutto il periodo degli spettacoli. Anche nella serata della manifestazione tutti gli invitati hanno potuto assaggiare le prelibatezze preparate dalle famiglie romene. Le autorità italiane ci hanno messo a disposizione il castello del centro città, allestendo per l'occasione un grande palcoscenico e una tenda immensa che accolse più di 1500 spettatori. Le autorità ecclesiastiche ci hanno messo a disposizione una chiesa, dove abbiamo celebrato il Te Deum, che è stato il luogo di partenza in processione per il Castello. Tutto questo ha contribuito sostanzialmente a creare un clima di festa e di unità tra i romeni che vivono in questa zona.
Questo evento è stato il punto di partenza della nuova Parrocchia, che da questo momento è animata dallo spirito di unità con cui si diventa veramente una forza. La divisione, l'isolamento e il distacco non hanno portato mai a qualcosa di buono nella società. Di questo sono convinti un numero sempre più grande di romeni, che una volta usciti dall'isolamento del comunismo, dalla chiusura e dalla divisione religiosa dalla Chiesa di Cristo, riscoprono com'è bello essere uniti, accoglienti e amorevoli con il nostro prossimo. Non è mica facile, se ti è stato per tanto tempo "insegnato" di odiare, di credere di essere il solo unico e vero custode dei misteri, di tenere Dio in ostaggio in modo che nessun altro possa avere accesso a Lui. Non è facile quando vieni a scoprire liberamente un Dio molto migliore di quello che credevi di avere, un Dio che non può essere chiuso in un registro parrocchiale o in una chiesa, sia questa pure di stato; quando vieni a scoprire che la conversione è possibile, fare un passo avanti sulla via del Vangelo e delle virtù cristiane e altrettanto possibile. Questo fatto è possibile a ogni persona onesta che cerca Dio sinceramente e disinteressatamente, deponendo ai piedi della croce tutta l'esperienza e la storia personale. Se diventa possibile uscire dalla "conchiglia" del passato per un’integrazione in un ambiente più sviluppato e civilizzato, diventa possibile vedere da fuori la realtà che ti circonda. Vivendo in un popolo latino, riscopri la propria latinità, vivendo in un popolo cristiano riscopri la cristianità, vivendo in un popolo accogliente, scopri la propria ospitalità. Se per anni e anni sei stato abituato a vedere nell'altro soltanto le differenze e gli sbagli, non è per niente facile scoprire d’un tratto quanta somiglianza e quanta verità ti unisce realmente a lui, ma è meraviglioso scoprire perfino il linguaggio quasi comune delle più usuali parole di origine latina: pane (pâine), carne (carne), vino (vin), santo (sfânt), spirito (spirit) apostolica (apostolică) o parole molto simili tra il romeno e l’italiano; quando possiedi già le parole nella propria lingua ti viene difficile estraniare la forma e tradurre: “spirit” in “duh”, “catolic” in “sobornicesc”, “apostolica” in “apostoliceasca”. Dopo aver imparato a proposito dei cattolici che sono cattivi, che sono eretici, ti viene assai difficile scoprire che sono tutt'altro, che ti accolgono alla loro mensa, che ti perdonano e ti sopportano quando sbagli, che ti aiutano quando sei in necessità e che non ti succede nulla di male se sei entrato in una chiesa cattolica a pregare. Tramite questa metamorfosi o rivoluzione passano i romeni da queste parti.
La presenza e le parole del Vescovo hanno rafforzato la nostra convinzione di rimanere uniti e di non abbandonare la croce. Ci ha incoraggiato l'esempio del Santo Padre Papa Francesco, che proviene da una famiglia di emigranti e che è ritornato nella patria d'origine. Speriamo che ugualmente le generazioni future di romeni, in seguito a un'educazione in spirito di giustizia, ritorneranno nel paese d’origine e saranno d’esempio agli altri.
Traduzione in italiano p. Ioan Marginean Cocis
P. Dumitru Petrovan

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