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Evento: Concerto canzoni di Natale e festa Nazionale della Romania presso la Parrocchia Roma – Nord

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Chi sono i greco cattolici? Quo vadis dell'ecumenismo

Chi sono i greco cattolici? Quo vadis dell'ecumenismo

Una buona occasione per conoscere un po' chi sono i greco-cattolici è stata la presentazione del libro “Catene e Terrore” Edizioni Dehoniane di Bologna il giorno 16 aprile 2013, h.18 presso la Chiesa di “Madre Teresa di Calcuta” di Bolzano.
Il libro, curato dal dott. Marco Dalla Torre, apparso circa un mese fa, è stato tradotto da Mariana Ghergu e dal prof. dott. Giuseppe Munarini, che ha arricchito il testo con le note concernenti personaggi e fatti storici e toponimi per il lettore di lingua italiana.
Il volume è il diario dell’Arcivescovo Ioan Ploscaru, ordinato clandestinamente dall’allora Nunzio Apostolico in Romania monsignor Patrik O’Hara, nel 1948, prima che sulla Chiesa Greco-Cattolica Romena, artefice del Rinascimento Transilvano, si abbattesse quella bufera che la costrinse alla clandestinità sino al 1989.
Monsignor Ioan Ploscaru, ha pagato la sua fedeltà alla Chiesa di Roma con un lungo periodo di detenzione nelle carceri romene comuniste, senza mai perdere il suo amore per Dio, per la Chiesa Cattolica e per i suoi cari fedeli, né il buon umore e la sua sensibilità poetica.
Alla presentazione erano presenti il successore del vescovo Ioan Ploscaru, l'attuale vescovo di Lugoj (Romania) Alexandru Mesian, che ha fatto la presentazione, il Vicario Generale di Bolzano Mons. Michele Tomassi, il sacerdote greco-cattolico per la comunità romena a Bolzano don Marius Vişovan, prof. Luigino Endrighi Luigi, prof. Giuseppe Munarini, prof. Daniel Cociş, Maurizio Passerotti console di Trento, Secretario consolare Dan Ioan e don Flavio Debertol che presiede l’Associazione di solidarietà Arca presso la chiesa San Pio X.
L'incontro è stato una buona occasione per capire la storia e l'identità di questa chiesa/queste chiese dell'Europa del Est che sono di rito bizantino, sono cresciute sotto l'influenza del impero bulgaro dal 850 al 1200, poi sotto l'influenza dei monasteri greci dal 1453 al XVII secolo, e hanno tentato l'unione con la Chiesa Romano-Cattolica al concilio di Lyon 1247 e a quello di Firenze 1439 ma che hanno raggiunto l’unità con Roma solo alla fine del ‘700.
La presentazione fatta dal vescovo di Lugoj (Romania) Alexandru Mesian sulla situazione attuale è rilevante: “Nel 1948 per tutte le Chiese greco cattoliche del Europa del Est cominciò la dura persecuzione stalinista di matrice ateo-comunista. Il libro catene e terrore riflette la situazione della Romania.
Nel 1948, in occasione della soppressione della Chiesa romena unita con Roma greco cattolica, tutti i beni temporali della Chiesa greco cattolica sono stati spartiti tra vari ministeri dello stato romeno e la Chiesa Ortodossa romena. Gli archivi, i documenti, le biblioteche sono andati al ministero dei culti religiosi. Le cattedrali, le chiese parrocchiali, le cappelle e le canoniche sono state prese dalla Chiesa ortodossa romena.
Dal 1990 il nuovo stato romeno riconobbe ufficialmente il culto greco-cattolico con gli stessi diritti degli altri culti religiosi riconosciuti in Romania. Esiste la commissione speciale che ha restituito finora alcuni beni confiscati, ma non le chiese e le canoniche. Su un totale di circa 2.300 chiese ne sono state restituite solo circa 230. Sua eccellenza arcivescovo dottor Nicolae Corneanu, metropolita ortodosso del Banat (regione nel sud-ovest della Romania), con sede a Timisoara, è l’unico gerarca ortodosso romeno che ha restituito tutte le chiese e le canoniche dal suo territorio canonico, nel distretto Timis. Il rapporto di fraterno amore tra le due Chiese del Banat è un esempio per tutta la Romania e non soltanto per essa”.
Quale è il valore della scelta e della testimonianza di Ioan Ploscaru?
«L’arcivescovo Ioan Ploscaru ha testimoniato la fede nella Chiesa una, santa, cattolica ed apostolica, l’unità con la Chiesa cattolica, l’attaccamento verso il santo padre, fino all’estremo sacrificio.
Chiesa greco-cattolica o Chiese uniate è la denominazione comunemente usata per indicare le chiese in comunione con il vescovo di Roma (il papa), che riconoscono la sua autorità giurisdizionale e ne condividono la fede e la teologia, pur conservando strutture, disciplina, tradizioni e liturgia propria (bizantina), simile a quella praticata dalla Chiesa ortodossa.
Il Concilio Vaticano II ribadisce quindi che i vari riti godono di uguale dignità e che “la Chiesa cattolica ha in grande stima le istituzioni, i riti liturgici, le tradizioni ecclesiastiche e la disciplina della vita ecclesiastica della Chiese orientali. Si tratta infatti di Chiese illustri e venerande per antichità, in cui risplende la tradizione apostolica tramandata dai Padri, che costituisce parte del patrimonio divinamente rivelato e indiviso della Chiesa universale”.
Il Concilio dichiara quindi solennemente che le Chiese d'Oriente come quelle di Occidente, hanno il diritto e il dovere di reggersi secondo le proprie discipline particolari, poiché si raccomandano per veneranda antichità, si accordano meglio con i costumi dei loro fedeli e sono più adatte a provvedere al bene delle loro anime. (CV II Decreto sulle chiese Cattoliche Orientali Orientalium Ecclesiarum 1-5)
In ambito ortodosso, a dire il vero, non mancano tuttora le polemiche che cercano di rallentare il dialogo ecumenico.
Un vero ecumenismo, se ci sarà, non potrà essere fondato che sul riconoscimento del vero Maestro - Gesù Cristo che è la Via, la Verità e la Vita.
“Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me e offro la vita per le pecore e ho altre pecore che non sono di quest'ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore”. (Giovanni 10.1-18)
Allora non ci resta che sperare e pregare per l'unità nella verità e nella libertà di tutti coloro che si gloriano del nome cristiano.

 

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