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Anno: 2019

Evento: Concerto canzoni di Natale e festa Nazionale della Romania presso la Parrocchia Roma – Nord

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Il pellegrinaggio a Firenze, culla del Rinascimento, della parrocchia Flaminia-Euclide, Roma Nord

Il pellegrinaggio a Firenze, culla del Rinascimento, della parrocchia Flaminia-Euclide, Roma Nord

Su nostra richiesta e con l’aiuto di padre Serafim, in un bel giorno di Primavera, Domenica 12 Maggio 2013, siamo partiti nell’atteso pellegrinaggio a Firenze, luogo in cui mai eravamo stati, perché le nostre anime gioissero di tutto quello che avremmo visitato. Sin dal mattino, convenimmo tanto entusiasti e numerosi da riempire un’intera corriera a due piani.
Ci trovavamo, nella Domenica Illuminata [ o di San Tommaso], motivo per cui eravamo ancora pieni della gioia della Risurrezione di Nostro Signor Gesù Cristo. Con questo sentimento divino nel cuore, il tempo trascorse senza che ce ne accorgessimo fino a quando non arrivammo al monastero di Monte Savino, ove ci fermammo delle monache benedettine per partecipare alla celebrazione della Liturgia celebrata dal nostro caro parroco Serafim, assieme con il suo invitato, padre Gheorghe. Alla Liturgia furono presenti anche le tre monache benedettine che ci accolsero con molto calore nella loro abitazione, costruita in un luogo isolato ed ameno, su una collina al di fuori della città.
Dopo la celebrazione della Santa e Divina Liturgia, pranzammo assieme, sempre all’interno del monastero, per gentilezza non comune delle monache e, subito dopo, proseguimmo il viaggio verso Firenze. Piano-piano, il cielo iniziò a coprirsi sempre più, a mano a mano che proseguivamo verso il Nord, cosicché, giunti a destinazione, fummo accolti da una pioggia torrenziale che si protrasse per tutto il giorno, senza però che ce ne spaventassimo. Riuscimmo a visitare i principali obiettivi di questa meravigliosa città, obiettivi che, del resto, ci eravamo prefissi di visitare.
Verso l’VIII secolo, sulle rive del fiume Arno, si insediò un popolo che rimase un modello di civiltà e di cultura per l’intera Toscana: gli Etruschi. Non si conosce esattamente da dove provenissero, ma è sicuro il fatto che persino la Grecia rimase impressionata della cultura e della civiltà di questo popolo. Dopo secoli di storia, rimasero poche orme a Firenze dell’esistenza di questi Etruschi; ma esistono molte prove sul grandioso Impero Romano che lasciò le impronte anche in questo territorio. Nel 59 a.C., ai tempi di Giulio Cesare, una colonia di soldati romani si stabilì esattamente nella zona della città di Firenze, realizzando, in tal modo, una fortezza tipicamente romana. Firenze, ossia “la città fiorita” , come la chiamarono i suoi abitanti, si sviluppò rapidamente. Una volta con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, però, anche lo splendore di Firenze sarebbe dovuto però entrare in un periodo d’ombra.
Dopo il V secolo, seguirono periodi tormentati per l’illustre Firenze. Passarono di qui i Goti e i Longobardi, tuttavia Firenze riuscì a risorgere dalle proprie ceneri. Il Battistero di San Giovanni Battista fu costruito proprio in questi anni tormentati. La prima testimonianza scritta di questo monumento religioso di Firenze risale all’897, quando un re longobardo pronunziò una sentenza proprio dinnanzi al Battistero.
Un altro episodio importante della storia di Firenze è rappresentato dalla visita dell’Imperatore Carlo Magno, nell’ VIII secolo .
Nei secoli X-XI, appaiono altre chiese, segno che Firenze cominciava di nuovo a rifiorire.
Le più importanti realizzazioni di questo periodo furono le torri edificate, innalzate a scopo di difesa, ma quelle del secolo XIII iniziano a divenire le dimore dei fiorentine.
Nel secolo XIII, iniziarono a Firenze grandi realizzazioni architettoniche: vennero costruiti i ponti sull’Arno, chiese monumentali ed il primo palazzo con funzioni civili a della città. Nel 1252, Firenze batteva la propria moneta, un fiorino di oro massiccio di 24 carati, che divenne presto la prima moneta di scambio internazionale. Questa è pure la Firenze del grande poeta Dante Alighieri ( autore della Divina Commedia, autore della lingua italiana letteraria, nato nel 1265, in un quartiere del centro della Città), ma anche di Giovanni Boccaccio, con il suo “Decameron”. La città era in mano, quasi completamente, alle Corporazioni che si organizzavano a seconda del loro lavoro: mercanti, lanai, setaioli, produttori di pelle e molti altri. Nel 1296, si pone la prima pietra della Cattedrale, edificata sulle rovine della chiesa di Santa Reparata, ma la sua costruzione durò 170 anni. La sua cupola è la quarta per dimensione nel mondo e fu innalzata con una nuova tecnica, sconosciuta prima, grazie al genio di Filippo Brunelleschi. Sempre alla fine del secolo, iniziò la costruzione dell’edificio che sarebbe stato il simbolo della Repubblica di Firenze, ossia di Palazzo Vecchio, residenza della famiglia dei Medici, iniziando dal secolo XVI , esso fu sede del Parlamento nel periodo in cui Firenze divenne capitale d’Italia, tra il 1865-1870. Ora è sede del Municipio.
Altre grandi realizzazioni architettoniche arricchirono l’aspetto della città di Firenze anche nel secolo XIV: il Campanile di Giotto e la Porta Sud del Battistero con scene ispirate alla vita di San Giovanni Battista. Nel 1333, però, il fiume Arno straripò e la città fu ricoperta dai mulinelli delle acque che distrussero i ponti e tutto il suo splendore. Seguì poi un’epidemia terribile di peste, epidemia che ridusse la popolazione di metà. Ma Firenze si rialzò nuovamente: nel 1345 fu costruito il Ponte che attraversa l’Arno proprio dalla parte più stretta, si tratta del celebre Ponte Vecchio, il solo ponte della città che i nazisti non fecero saltare in aria, al tempo della ritirata nel 1944, esso è unico al mondo con i peculiari gioiellerie costruite nei pressi di esso.
Il secolo XVI fu il secolo delle grandi realizzazioni architettoniche di Firenze: la cupola di Brunelleschi, palazzi e chiese in stile rinascimentale. La più importante vittoria dell’umanità, in questo secolo però, fu la rivoluzione culturale e sociale per cui, per la prima volta, l’uomo si trovò al centro dell’universo. Per la prima volta, l’uomo divenne l’artefice del proprio destino, coraggioso ed ottimista, in grado, con il potere della ragione di costruire la via della sua vita.
I secolo XV e XVI girarono attorno alle più importanti personalità artistiche fiorentine nell’architetture (Filippo Brunelleschi), la pittura (Sandro Botticelli con la sua Venere, Leonardo da Vinci con la Gioconda), scultura (Michelangelo Buonarroti con il David, La Pietà, Donatello etc.) e molti altri artisti che trasformarono Firenze in una nuova Atene, un centro artistico e culturale senza pari in Europa e nel mondo. Erano i secoli di Cosimo de’ Medici che riuscirono a conquistare le città della Toscana, fu creato, così, il grande Ducato di Toscana che aveva come capitale Firenze. Nel 1861 si realizzò l’Unità d’Italia, quindi v’era un solo stato ed una sola bandiera, con capitale Torino. Dopo di questa, Firenze divenne la capitale del Regno d’Italia dal 1865 al 1870. In questi anni, la città si modernizzò, divenendo un centro politico e culturale e sociale importante. Una grande realizzazione urbanistica di quell’epoca fu Piazza Michelangelo, essa offrì ai fiorentini ed ai turisti la possibilità di guardare il panorama della città, potendone ammirare tutto il suo splendore.
La bella chiesa, costruita in stile gotico, Santa Croce, - che abbiamo visitato, essa si trova nei pressi della cattedrale – serba i monumenti funerari di Dante [la cui tomba però si trova a Ravenna] Donatello, Michelangelo, Galileo Galilei, Niccolò Machiavelli e di altri geni, mentre la chiesa di San Lorenzo quelli della dinastia dei Medici.
Il dialetto Fiorentino in cui scrissero Dante Alighieri, Francesco Petrarca e Giovanni Boccaccio è l’idioma da cui nacque la lingua italiana moderna.
La cucina fiorentina è caratterizzata da quattro elementi fondamentali: il pane toscano, ( largo, senza sale, ben cotto, con la crosta croccante e la mollica soffice), l’olio extra-vergine d’oliva, la carne ( famosa è la „ bistecca alla fiorentina”) ed il vino Chianti.
Il centro storico di Firenze attrae ogni anno milioni di turisti ed è stato dichiarato dall’ UNESCO patrimonio mondiale, nel 1982. Firenze è considerata come una delle più belle città del mondo, e l’arte, il patrimonio storico-culturale che serba crea anche oggi un grande impatto nel mondo.
La città crea parimenti un atmosfera particolare per la musica, l’architettura, l’educazione, la gastronomia, la moda, la filosofia, la scienza e la religione. Il centro storico di Firenze ha numerose piazze eleganti, palazzi rinascimentali, accademie, parchi, giardini, chiese, monasteri, musei, gallerie d’arte e laboratori. La città è stata anche nominata, secondo uno studio del 2007, come la meta più ambita del mondo.
Essa offre una vasta gamma di collezioni, specialmente quelle ospitate nel Palazzo Pitti e nella Galleria degli Uffizi. Firenze è, probabilmente, l’ultima città conservata del Rinascimento del mondo ed è considerata da molti come la capitale italiana dell’arte.
          
Il Concilio di Firenze (1438 - 1439)
Sempre a Firenze, ebbe luogo l’ultimo grande concilio ecumenico che riunì l’Occidente e l’Oriente al convivio del dialogo alla ricerca della piena unità religiosa, sotto la cura e lo sguardo attento di Papa Eugenio IV (Gabriele Condulmer, n. 1388 – d. 23 febbraio 1447), come pure di S.S. Giuseppe II (n. ca. 1360 – d. 10 Giugno 1439), Patriarca Ecumenico di Costantinopoli.
Poco tempo prima di spegnersi, Papa Martino V (1417 – 1431) convocò a Basilea un nuovo Concilio, i cui lavori erano iniziati il 18 Luglio 1431. La collaborazione tra Roma e Basilea durò sino al 1437, quando con una decisione di Papa Eugenio IV, il Concilio si trasferì a Ferrara. La maggioranza dei padri di Basilea, però, respinse la decisione del Romano Pontefice e continuò i lavori per altri 11 anni, manifestando un atteggiamento ostile fino a quando non si elesse, nel 1439, un antipapa e cioè Felice V. Dopo lunghe trattative, i Greci, che erano rappresentati da una delegazione di 700 persone, con a capo 20 metropoliti, con l’imperatore Giovanni VIII ed il Patriarca Giuseppe II, giunsero a Ferrara a spese di Eugenio IV.
L’apertura ufficiale dei lavori a Ferrara ebbe luogo il 9 Aprile 1438, ma le discussioni tra i Greci ed i latini concernenti il Purgatorio o l’introduzione del Filioque nel Simbolo di Fede non indussero ad alcun accordo, così i Latini proposero che le discussioni continuassero, esaminando la processione dello Spirito Santo.
Questo tema si discusse però a Firenze, dove il Concilio dovette trasferirsi sia a causa dei problemi economici, sia dal diffondersi della peste e dello scoppio di una guerra in corso contro il Papa. Tra il 2 ed il 4 Marzo 1439, ebbero luogo 8 sessioni con discussioni che chiarificassero se lo Spirito Santo procedesse solo dal Padre o dal Padre e dal Figlio. Dopo l’esposizione della posizione latina, i Greci si divisero in due gruppi: gli aderenti al primo respinsero questa posizione, essi avevano come leader Maco Eugenio, mentre gli altri, il cui personaggio eminente era Bessarione
( elevato al Cardinalato, al suo ritorno a Costantinopoli), poi Isidoro di Kyiv (Kiev) e Demetrio di Militene, l’accettarono. Quest’ecclesiastico si stabilì a Roma nel 1443 e fu anche sul punto di essere eletto papa nel Conclave del 1445).
Solo dopo tre mesi, il 7 Giugno, i teologi greci accettarono nella loro totalità la dottrina latina, dopo di cui le discussioni continuarono su temi quali il primato della Chiesa di Roma, l’Eucaristia, il Purgatorio e l’aggiunta del Filioque nel Simbolo di Fede. Gli ultimi giorni dello svolgimento dei lavori sinodali a Firenze furono caratterizzati dalla scomparsa del Patriarca di Costantinopoli, S.S. Giuseppe II, il 10 Giugno 1439. Le difficoltà furono superate alla fine e si pubblicò il decreto d’Unione, in latino ed in greco, firmato il 5 Luglio dal papa Eugenio IV. con 116 sacerdoti latini. e dall’Imperatore Giovanni VIII con 32 sacerdoti greci. Il giorno seguente, l’Unione fu proclamata solennemente in tutte e due le lingue, in Santa Maria del Fiore, la Cattedrale di Firenze.
Per la Metropolia di Moldavia, il nome del Metropolita Damian fu confermato nella sua azione pro-unionista. Per la situazione religiosa della Muntenia, identifichiamo addirittura due metropoliti, Macarie e Ioasaf, membri della stessa delegazione bizantina. In Transilvania, erano conosciuti più vescovi di rito bizantino, sia della sfera della Metropolia di Argeş, sia della sfera della metropolia di Haliciu.
Eugenio IV-lea, un papa molto vicino ai Romeni di quell’epoca riconobbe la legittimità del pane fermentato come materia per la celebrazione della Santa Liturgia, come altri usi dei degli orientali (inizio del Digiuno di Pasqua prima, nella settimana dei latticini etc.) I Greci-orientali non erano obbligati di aggiungere l’espressione “Filioque” nel Simbolo di Fede: era sufficiente l’accettazione del Decreto di Unione. Da parte loro, i Greci, introdussero di nuovo il nome del papa nei Dittici, ossia la commemorazione dei gerarchi che si fa durante la celebrazione della Liturgia, riconoscendo, in tal modo, il primato del successore dell’Apostolo Pietro.
Dopo la conclusione dei lavori del Sinodo di Firenze, papa Eugenio IV, convocò dei volontari e finanziò la Crociata contro i Turchi. L’esercito crociato, formato prevalentemente da magiari, veneziani e dalla truppe pontificie fu, però, sconfitto a Varna nel 1444. Così lo scopo politico dell’unione fu vanificato.
Negli anni successivi, ebbe luogo l’Unione con le Chiese d’Armenia, Egitto, Siria e Cipro. Il Concilio si concluse a Roma, dove era stato trasferito il 4 Febbraio 1443, poco prima o in concomitanza con la morte di Papa Eugenio IV ( 23 Febbraio 1447).
L’Unione di Firenze durò poco, perché, una volta ritornati a Bisanzio, i firmatari dovettero misurarsi con l’opposizione fanatica dei monaci e del popolo, motivo per cui, sino alla sua morte (1448), Giovanni VIII Paleologo non riuscì a decidersi di proclamare l’Unione ecclesiastica. I metropoliti della Chiesa di Grecia e di Russia che ebbero un importante contributo nella realizzazione dell’Unione furono Bessarione (c. 1395-1472) ed Isidoro di Kiyv (Kiev) (+1463).
Dopo la caduta di Costantinopoli [ 29 Maggio 1453], il primo patriarca che ascese al trono ecumenico con l’approvazione ottomana fu Ghenadie Scholarios, che guidò quello che era rimasto della Chiesa Greca, ignorando totalmente il Decreto di Firenze, Nonostante ciò, l’Unione non fu inutile perché ridiede prestigio al Papa ed al suo primato sulla Chiesa universale. Nel contempo, servì quale fonte di ispirazione per il Concili che seguirono, alcuni di questi ebbero successo.
Per i Romeni, il Sinodo di Ferrara-Firenze portava un riconoscimento internazionale dell’esistenza di un’organizzazione ecclesiastica canonica, secondo il rito bizantino. Gli sforzi degli Orientali di ritrovarsi in un’unica Chiesa, assieme con il Papa, avrebbero fruttificato, dopo secoli, nell’Unione del Romeni di Transilvania con la Sede Apostolica di Roma, nel 1700. I lavori degli storici e dei teologi greco -cattolici romeni non avrebbero dimenticato “i quattro punti fiorentini”, per spiegare i quali si scrissero numerosi catechismi, libri ed articoli per affermare la gioia della Santa Unione, Unione realmente grande, santa e benedetta per i Greco-Cattolici. Per i Romeni di Transilvania, le decisioni di Firenze significarono la nascita della Chiesa Greco-Cattolica Romena, agli albori del XVIII secolo.
Le ore trascorse a Firenze furono molto soddisfacenti e, nello stesso tempo, stimolarono la nostra fame di cultura, di conoscere meglio le meraviglie di questa terra, creata dalla mano e dall’ingegno dell’uomo, con la grazia divina, desiderio che con certezza esaudiremo anche in occasione del prossimo pellegrinaggio. Sulla via del ritorno a Roma, fummo accompagnati da tre splendidi arcobaleni, come un legame tra terra e cielo, tra Dio e la più importante Sua creazione, nodo fantastico di concludere un giorno benedetto che la Divinità ha dato all’umanità per il riposo e per
lodare nei secoli il Suo Santissimo Nome.
          
Traduzione in italiano: prof. Giuseppe Munarini
Elena IFRIM

 

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