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Anno: 2019

Evento: ll Sacramento dell'Unzione degli ammalati nella Parrocchia Araceli di Vicenza

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Ostiglia: una casa per la Chiesa rumena

Ostiglia: una casa per la Chiesa rumena

La comunità romena ha una casa per la propria fede: |'8 settembre infatti sarà consacrata la cappella di Sant'Antonio Abate, che fu la chiesetta dell'ex ospedale finché il nosocomio ostigliese rimase funzionante.
          
Una festa per tutto il paese. Una festa che sia da preludio a una sempre maggiore integrazione culturale e della fede tra gli ostigliesi - e i residenti a Ostiglia in generale - e la numerosa comunità romena locale. Questo e l’intento dichiarato della comunità romena residente a Ostiglia, che il prossimo 8 settembre vedrà consacrata la cappella di Sant'Antonio Abate, ex chiesetta di quello che fu l'ospedale di via Belfanti.
Per l'occasione, patrocinata dal Comune, sono stati invitati nella cittadina di Cornelio il vescovo di Mantova monsignor Roberto Busti e il vescovo di Oradea, in Romania, monsignor Virgil Bercea. A testimonianza della volontà di avvicinare le due parrocchie - quella ostigliese e quella romena - per la giornata dell'8 settembre (che è una domenica), i fedeli partiranno in processione, alle 10 dal sagrato della chiesa Santa Maria Assunta e la messa delle 11 sarà sostituita dalla messa di consacrazione della chiesa romena -messa che si svolgerà poco dopo le 10 nel cortile dell'ex ospedale con rito bizantino e sarà celebrala sia in lingua romena sia in lingua italiana.
A seguire, per tutti i presenti è stato organizzato un pranzo tradizionale romeno nel cortile dell'ex ospedale.
«Tutti sono invitati alla cerimonia - spiega padre Andrei Meseşan - parroco della comunità romena ostigliese. Vorremmo che la consacrazione della cappella di Sant'Antonio fosse una festa per tutti, sia ostigliesi sia romeni. D'altronde - sottolinea padre Andrei - la fede cristiano-cattolica e la fede romena, che è cristiana greco-cattolica di tradizione bizantina, sono molto simili. La cappella di Sant'Antonio – specifica ancora padre Andrei - sarà aperta a tutti, e noi accoglieremo chiunque: assolutamente non vorremmo che qualcuno si sentisse derubato o defraudato della chiesetta dell'ex ospedale).
La comunità romena anche grazie all'aiuto di qualche ostigliese, negli ultimi dodici mesi ha provveduto a ristrutturare la cappella di Sant'Antonio, che, piuttosto malconcia, era in disuso dalla chiusura dell'ex ospedale. Per eseguire i lavori, la comunità romena ha potuto contare anche sull'aiuto di alcuni ostigliesi «che voglio ringraziare profondamente», specifica padre Andrej.
La chiesetta, come tutto l'ex ospedale, è di proprietà dell'Asl, che un paio d'anni fa ha ceduto in comodato d'uso la cappella al Comune, il quale ha sua volta l'ha ceduta, sempre in comodato d'uso gratuito per treni'anni, alla comunità romena ostigliese.
Giovanni Bernardi

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