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Anno: 2019

Evento: Il pellegrinaggio della parrocchia dei Santi Tre Gerarchi, Roma Nord a Collevalenza

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Pellegrinaggio della parrocchia Flaminia-Euclide, Roma Nord, al Santuario della Santissima Trinità di Vallepietra

Pellegrinaggio della parrocchia Flaminia-Euclide, Roma Nord, al Santuario della Santissima Trinità di Vallepietra

Domenica 29 settembre 2013 è stato un santo giorno di festa che tutti abbiamo atteso con grande gioia ed impazienza.
La Divina Liturgia è stata solenne ed emozionante: abbiamo avuto la gioia che vi partecipasse, tra gli altri, l’ipodiacono professor Giuseppe Munarini che, la sera prima, aveva partecipato alla conferenza organizzata nell’ambito del Collegio “PIO Romeno” di Roma, accanto ad invitati ragguardevoli come le Loro Eccellenze Mons. Alexandru Mesian, Mons. Virgil Bercea, Mons.Florentin Crihălmeanu, Sua Eccellenza Bogdan Tătaru-Cazaban, Ambasciatore di Romania presso la Santa Sede. Erano presenti anche il chiarissimo professor Mihai Mihai Bărbulescu, direttore dell’Accademia di Romania e, ovviamente l’ospite, il reverendissimo padre Rettore Gabriel Buboi e padre Vasile Man, Postulatore della causa di Beatificazione dei Vescovi greco - cattolici romeni.
Nell’ambito di questa Conferenza, il prof. G. Munarini ha presentato la traduzione italiana del libro “Catene e terrore” (“Lanţuri şi teroare”). Come eccellente conoscitore della lingua romena, egli ha rivisto il testo della traduzione italiana del libro e redatto le note per l’edizione presentata.
Essendo la collaborazione del nostro carissimo padre Serafim Vescan Iulian con il professor Giuseppe Munarini lunga e fruttuosa, questi ha immediatamente accettato, con grande entusiasmo, l’invito di partecipare, nella mattina del giorno seguente, alla Santa Liturgia. Al termine della celebrazione domenicale, il professor Giuseppe Munarini ha ringraziato padre Serafim dell’invito nel seno della Comunità romena Flaminia-Euclide, Roma Nord. Ha dichiarato di essere stato impressionato dai fedeli, così numerosi, ed ha espresso, nello stesso tempo, la sua ammirazione per l’interesse che questi manifestano per la storia greco-cattolica romena martire.
In questa Domenica benedetta, dopo la celebrazione della Santa Liturgia, con l’aiuto diretto di Padre Serafim, amatissimo e assai stimato da tutti cristiani della Comunità Flaminia-Euclide, Roma Nord, ci si è recati in pellegrinaggio a Vallepietra, in Abruzzo, al Santuario Santissima Trinità, località rinomata, con un’antica tradizione ove sono succeduti di enorme importanza.
Il Santuario della Santissima Trinità è situato all’estremità della Provincia di Roma, al centro del Parco dei Monti Simbruini, più esattamente nella città di Vallepietra, ad un’altitudine di 1337 metri s/m.
Il sacro luogo è situato ai piedi di un’emozionante rocca scoscesa e brulla di circa 300 metri, che domina tutta la valle e da cui è possibile ammirare un meraviglioso e verde panorama.
L’immagine venerata nel Santuario è quella di un’antichissima pittura, conservata nella chiesetta, che raffigura la Santissima Trinità : Dio Padre, Figlio e Spirito Santo. Per metà il tempio è scavato nella roccia, ed è sosta obbligatoria per i pellegrini che visitano il Santuario.
Per ciò che concerne l’origine del Santuario, a prescindere dalle due tradizioni, che si sono conservate, non si sa niente di sicuro. Nell’archivio della cattedrale della città di Anagni, esistono due documenti, risalenti rispettivamente al 1079 ed al 1112, che attestano donazioni fatte alla Chiesa della Santissima Trinità di Vallepietra. La prima testimonianza da parte dei vescovi di Anagni si riferisce al fatto che la chiesa sarebbe stata guidata da un padre spirituale nel lontano 1590.
Nella chiesetta, probabilmente una volta completamente dipinta, accanto all’affresco della Santissima Trinità, si sono conservate quattro scene, risalenti al XII secolo, ispirate ai Vangeli, scene che ancor oggi si possono ammirare: L’Annunciazione, la Natività, l’Adorazione dei Magi e la Presentazione al tempio Esse risalgono al XII secolo.
Nella parte inferiore di questi affreschi, esiste una fascia dipinta pure essa che avrebbe dovuto contenere il ciclo dei mesi dell’anno. Ora, sono però rimaste le immagini di Gennaio e di Febbraio, con scene di vita domestica. Nella parete che sta innanzi, si trovano la rappresentazione della Santissima Vergine Maria ed una Santa Vergine con il Bambino, del XIV.
Più di tutti ci ha impressionato la fonte di acqua salutare, di acqua viva, dove vengono a dissetarsi tutti coloro che sono e si sentono di questa terra. La fonte sgorga dalle profondità del monte che si erge diritta e quasi minacciosa sulla valle e su coloro che vengono con pazienza e in silenzio a riempire le loro bottiglie.
Quest’acqua miracolosa è sgorgata dopo un avvenimento prodigioso, capitato molti anni orsono. Vengono esauditi i desideri di si disseta alla fonte, se ci si accosta con fede e con Dio nel cuore. Tutto. Però, dev’essere accompagnato dalla preghiera e dalla fede, perché dove non vi è la fede, non vi il nulla.
Proprio come dice esattamente padre Serafim che facciamo così: che siamo con la mente ed il cuore presso Dio e con le mani sul lavoro!
E siccome siamo ritornati dalle vacanze, dalla nostra cara Patria, iniziamo un anno nuovo ecclesiastico, benedetto e pieno di frutti spirituali, familiari, economici, d’amicizia perché per mezzo della fede della Chiesa tutto si risolve e tutti si salvano!
Ci aiuti in questo Iddio!
A coloro che desiderassero un maggior numero di informazioni su questo luogo sacro, ricordiamo che, lo scorso anno, esattamente il 30 Settembre, la nostra Parrocchia si è recata in pellegrinaggio a Subiaco, nel monastero di San Benedetto; vi invitiamo, quindi, a rivedere l’articolo redatto in quest’occasione da Mihaela Tudor, articolo che si trova a pagina 4 della nostra rivista “Cruce şi Înviere”, [Croce e Risurrezione], nel numero dei mesi di Luglio-Settembre 2012.
Con gioie spirituali ed abbracci amichevoli.
          
Traduzione in italiano: prof. Giuseppe Munarini
Elena IFRIM

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