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Anno: 2019

Evento: Il pellegrinaggio della parrocchia dei Santi Tre Gerarchi, Roma Nord a Collevalenza

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Festa Nazionale della Romania e Concerto di canti natalizi nella parrocchia Flaminia-Euclide di Roma Nord

Festa Nazionale della Romania e Concerto di canti natalizi nella parrocchia Flaminia-Euclide di Roma Nord

Dopo una notte di pellegrinaggio al Santuario del Divino Amore ( che si fa ogni anno in occasione della festa dell’Immacolata Concezione), di mattina nella parrocchia Flaminia-Euclide di Roma Nord, padre Serafim Vescan Iulian ha celebrato una santa Liturgia solenne. Siamo stati onorati che anche Mons. Francesco Cuccarese Arcivescovo Emerito Metropolita Emerito abbia concelebrato con il parroco e padre Vasile Orghici (già responsabile della Missione greco-cattolica di Dublino, in Irlanda) ed il diacono Olivian Filip.
Erano presenti i rappresentanti dell’Ambasciata Romena, dell’Associazione dei Romeni d’Italia, il coro del Collegio Pio Romeno assieme con il padre Rettore Gabriel Buboi. Era presente anche padre Andrea Meschi (C.S.S.) il parroco della Chiesa Santa Croce in Flaminia, suor Silvana, Superiora della Congregazione “Istituto Figlie della Misericordia” S.M.G.
Nel discorso introduttivo, Padre Serafim ha detto: << Ogni anno siamo riuniti in questo luogo per festeggiare due avvenimenti importanti: il primo è religioso, l’altro storico culturale. Come diceva anche San Massimo il Confessore, la Storia si divide in due parti: prima e dopo Cristo. Con il Salvatore Gesù siamo entrati in una nuova creazione, in un mondo nuovo, portando a Gesù la corona delle virtù cristiane, assieme alle buone azioni: <<amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé, fede>>. Gal 5,23)
L’arte, l’iconografia cristiana ci dice: Venite, fedeli, eleviamo le nostre anime e contempliamo, meditiamo la discesa celeste di Betlemme verso di noi, in modo visibile: Gesù Cristo.
L’avvenimento storico-culturale ci ricorda i 95 anni trascorsi e festeggiati questa Domenica dal Dicembre in cui fu firmato, nella città di Alba Iulia, l’atto dell’Unità Nazionale. Dal 1990, questa data è divenuta Festa Nazionale dei Romeni. Vorrei solo ricordare il ruolo del vescovo Iuliu Hossu di Cluj-Gherla (Cardinale), che lesse la proclamazione dicendo:<<Fratelli, l’ora del compimento del tempo è questo, quando Dio Onnipotente pronunzia attraverso il Suo popolo fedele la Sua giustizia, assetata da secoli. Oggi con la nostra decisione, si realizza la Grande Romania, una ed indivisa, pronunciando felici tutti i Romeni di queste contrade: Ci uniamo con la Madre-Patria, la Romania!>> Senza il contributo essenziale e decisivo della Chiesa Romena Unita con Roma, non sarebbe stata possibile la realizzazione di questo desiderio affinché conservasse l’identità cristiana anche quando non era riconosciuta.
Nel corso della Santa Liturgia, il Vescovo Francesco Cuccarese è intervenuto in lingua italiana in alcuni momenti ed alla fine della Santa Liturgia ed ha espresso l’impressione manifestata durante la Celebrazione. Si è sentito che l’amore e l’unità tra gli uomini si può realizzare senza capire a fondo il testo dei canti di Natale. Il vescovo Francesco è un vescovo emerito e dalle sue sagge parole si può vedere che ha una vita di fede alle sue spalle ( Il testo completo dell’omelia del vescovo Francesco Cuccarese sarà stampato nella rivista della parrocchia).
La Liturgia è stata seguita da un Concerto di canti di Natale, eseguito dagli studenti di teologia del Collegio Pio Romeno di Roma, diretto da Andrei Roman.
Alla fine del programma, padre Serafim ha ringraziato i presenti, sottolineando che dobbiamo prepararci con un animo buono, con un pensiero migliore, con un cuore più puro per festeggiare questi avvenimenti. Per poter celebrare è necessario comprendere quello che celebriamo. Soltanto quando saremo in grado di capire la grandiosità dell’azione divina di incarnarsi, di soffrire, di morire e poi di risorgere, di farci totalmente partecipi alla Sua vita, tutto sarà per noi motivo di gioia, anche delle sofferenze Un motto diceva:
<< Mostrami come festeggi (il Natale) e ti dirò chi sei. >>
Si è così conclusa la prima parte della Liturgia a cui è seguita la seconda parte nella sala parrocchiale della parrocchia San Valentino. Qui sono state elevate le preghiere per i vivi e per i defunti (Parastas).
Il parroco don Maurizio Modugno ha benedetto il pranzo a cui erano presenti anche altri sacerdoti: don Adriano (viceparroco) e don Oscar (un collaboratore studente del Paraguay), altri sacerdoti e le autorità locali.
Padre Serafim nel suo discorso d’apertura ha detto: << Più di duecento anni prima dell’Unione del 1918, la Chiesa Romena Unita con Roma, aveva seminato negli animi dei Romeni il seme dell’Unione. Anche se è esistito un sinistro 1948 con cui la nostra Chiesa veniva messa fuori legge, essa attraversò in silenzio il deserto del comunismo, soffrendo e sperando che un giorno sarebbe ritornata la libertà ed avrebbe continuato il corso della storia, il ruolo e la vocazione nel seno del proprio popolo, che porta da sempre la nostalgia dell’Unione e dell’Unità di cui è assetato! »
È stato cantato l’inno della Romania: Deşteaptă-te române! [Destati Romeno] (di Andrei Mureşan), Viva la Grande Romania, Viva tutti i Romeni di ogni dove!
Il Cardinal Iuliu Hossu disse: <<Come ci vedete qui abbracciati fraternamente, così i Romeni restino abbracciati nei secoli!>>.
Nello stesso tempo, sul palcoscenico della sala si è svolta una rappresentazione religiosa di Natale: La Nascita del Signore Gesù, “Colinde” [Canti religiosi tradizionali di Natale] di tutti i Paesi, altre rappresentazioni tradizionali di Natale con la stella, la “capra” e le tradizionali danze chiamate “Căluşari”.
È seguito un programma artistico con canti relativi alla Festa nazionale! Noi siamo della Romania!” È giunto il giorno della giustizia”, “Dio proteggi i Romeni””Su, danziamo la grande hora” e si è concluso con l’”Hora Unirii”, quando tutti si sono presi per mano e hanno dato luogo ad una danza, come una volta a “Câmpia Libertăţii” [nei presi di Blaj].
          
Traduzione in italiano: prof. Giuseppe Munarini
Maria Pintilie

 

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