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Anno: 2019

Evento: ll Sacramento dell'Unzione degli ammalati nella Parrocchia Araceli di Vicenza

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Il pellegrinaggio dei greco-cattolici di Padova presso l’abbazia di Praglia

Il pellegrinaggio dei greco-cattolici di Padova presso l’abbazia di Praglia

Siamo appena entrati nel mese di maggio, dedicato alla Vergine Maria. Seguendo una tradizione già consolidata nel seno della comunità greco-cattolica di Padova, i sacerdoti hanno pianificato che, ogni domenica dopo la Divina Liturgia, la comunità andasse in un piccolo pellegrinaggio presso qualche santuario o luogo di alto significato mariano nel territorio della diocesi di Padova. La prima simile iniziativa ebbe luogo domenica, 3 maggio 2015, presso l’abbazia benedettina di PRAGLIA.
Il programma del nostro pellegrinaggio è incominciato con un momento di preghiera accanto ai monaci benedettini; precisamente, abbiamo preso parte alla preghiera dell’Ora VI, nel profondo raccoglimento creato dal canto gregoriano. L’invocazione del poeta romeno Mihai Eminescu “Preghiamo le misericordie della Stella dei mari”, -scelta come preghiera propria per i pellegrinaggi del maggio di quest’anno-, fu recitata dal gruppo di pellegrini stando rivolti verso la bellissima pala della Vergine Assunta, opera del pittore Tiziano. In seguito, l’ipodiacono Marius Pacală, che risiede da due anni in questo luogo impressionante, ci ha guidato per l’Abbazia, dove abbiamo potuto vedere affreschi, quadri ed opere d’arte di valore, come anche i luoghi della vita comunitaria e delle attività dei monaci. Marius ci spiegò che l’Abazia fu fondata nel IX° secolo, essendo dedicata all’Assunzione in cielo della Madre di Dio. Oggi, Praglia gode di una ricca comunità monastica (la più numerosa in Italia!), sebbene erede di una storia particolarmente tribolata, segnata da due successive soppressioni (quella dell’imperatore Napoleone e, rispettivamente, dello Stato italiano), di saccheggi ed espropriazioni.
Abbiamo anche visitato le 2 biblioteche (quella privata –la monumentale, e quella pubblica), che contengono un numero impressionante di libri. Ci vennero presentati i luoghi nei quali i monaci prestano le loro attività in base alla loro regola “Ora et labora”, ossia “Prega e lavora”, cioè i quattro chiostri (cortili) interni, i refettori, gli atelier per il restauro dei libri antichi e per la lavorazione dei prodotti naturali, la farmacia, i campi delle viti e degli ulivi, la coltivazione delle piante medicinali. Alcune le abbiamo visitate, di altre ci fu solamente detto.
Certamente non mancò il pranzo a sacco preso insieme, contesto in cui abbiamo festeggiato l’ipodiacono Marius, il nostro oste, che solamente due giorni prima aveva aggiunto alla sua vita un anno in più. Inoltre, passarono a salutare il gruppo di romeni il padre abate Norberto Villa, nonché altri monaci.
Alla fine di questa visita, ognuno dei partecipanti ha avuto modo di acquistare vari prodotti che i monaci producono e che mettono in vendita per i visitatori.
Florica Filimon

 

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