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Anno: 2019

Evento: Il Cardinale Bassetti in visita alla comunità romena

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Il Pellegrinaggio della comunità di Vicenza al Sindone di Torino

Il Pellegrinaggio della comunità di Vicenza al Sindone di Torino

Sicuramente, per la Comunità di Vicenza, la visita alla Santa Sindone di Torino il 7 Giugno scorso, è stato uno dei momenti più importanti dal punto di vista spirituale di quest’anno.
La Sindone di Torino è la tela o il lenzuolo in cui fu avvolto Gesù dopo che il Suo Corpo venne calato dalla Croce. Il fatto è attestato nei Santi Vangeli, così San Marco dice ”…. è venuto Giuseppe d’Arimatea ed osò entrare da Pilato ed chiedergli il Corpo di Gesù.. “ che “donò il corpo a Giuseppe. Dopo che aveva comperato una Sindone, lo fece scendere e lo avvolse in una Sindone e lo pose in un sepolcro che era stato scavato nella pietra.” Mc 15,42 e seguenti). Nel Vangelo di Giovanni, si precisa il fatto che “ Giuseppe d’Arimatea, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto, per paura dei giudei, pregò Pilato di dargli il corpo di Gesù. Pilato glielo permise. Venne così e prese il corpo di Gesù. Venne pure Nicodemo che era stato prima da lui la notte, e portò una miscela di mirra ed aloè, di circa 100 libre. Egli prese il corpo di Gesù lo avvolse nella Sindone, come è uso presso gli Ebrei. Nel luogo dov’era stato crocifisso Gesù v’era un giardino e nel giardino una tomba nuova …” (Giovanni 19, 38 e seguenti).
La Sindone si trova a Torino dal 1578, dov’era stata trasferita per abbreviare il viaggio di San Carlo Borromeo che desiderava venerarla, adempiendo così il voto fatto perché la città di Milano fosse liberata dalla peste.
Da allora, quest’anno è il dodicesimo in cui la Sindone è esposta al pubblico e vi rimarrà sino al 24 giugno.
Il 21 Giugno sarà celebrata una Liturgia solenne proprio da Papa Francesco. L’annunzio è stato dato dal Santo Padre il 5 novembre quando, in occasione dell’udienza generale in Vaticano. il Pontefice comunicava: “… saluto innanzi tutto l’Arcivescovo di Torino Mons. Cesare Nosiglia e la delegazione ufficiale della Diocesi e il sindaco Pietro Fassino. Sono felice di annunziarvi che, a Dio piacendo, mi recherò in pellegrinaggio a Torino per venerare la Santa Sindone e per venerare San Giovanni Bosco, a duecento anni dalla sua nascita
Il 20 Aprile 1980 il Santo Padre Giovanni Paolo II, riferendosi alla Sindone che aveva avvolto Gesù, affermava: “Ho visto la Santa Sindone, la reliquia più splendida della Passione e della Risurrezione”.
La nostra Comunità è partita quand’era ancora l’alba per giungere alle 11,00, momento in cui era programmata l’entrata. All’arrivo siamo stati ricevuti con molta cordialità dai volontari che svolgevano il loro servizio affinché tutto si svolgesse in modo ordinato.
Il percorso è stato diviso in 3 tappe: all’entrata abbiamo avuto l’occasione di vedere l’ “itinerario dei santi” torinesi che ricordiamo: san Giovanni Bosco (nato nel 1815) ed il monaco Luigi Bordino, beatificato il 2 Maggio 2015; siamo poi entrati nella “prelettura” una stanza in cui venivano proiettate le immagini sulla Sindone, e poi si è avuto accesso alla vista della Sindone propriamente detta nella Cattedrale. Qui, ciascuno ha avuto l’occasione di rimanere alcuni minuti in preghiera dinnanzi alla sacra Sindone.
La visita alla Cattedrale è terminata con una preghiera dinnanzi alla Sindone, preghiera recitata assieme agli altri pellegrini convenuti in occasione dell’esposizione.
Ci siamo poi trasferiti al Museo della Sindone ed al Museo Diocesano dov’è esposta la celebre opera “Pietà per Gesù Morto” di Fra Angelico, conosciuto in Italia come il Beato Angelico, il più importante pittore rinascimentale.
Al termine del pranzo, abbiamo visitato il santuario della Consolata ove si venera l’icona della Madre del Signore con Gesù Bambino che è stata trovata nel 1104.
È stato veramente un giorno indimenticabile. Ringraziamo gli organizzatori, specialmente padre Raimondo Salanschi per la meravigliosa giornata trascorsa assieme.
          
          
Traduzione in italiano: prof. Giuseppe Munarini
Diana Ţicău - Bianca Drilea - Claudia Calestru

 

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