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Anno: 2019

Evento: ll Sacramento dell'Unzione degli ammalati nella Parrocchia Araceli di Vicenza

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La Chiesa greco-cattolica di Villafranca di Verona importante punto di riferimento per i romeni

La Chiesa greco-cattolica di Villafranca di Verona importante punto di riferimento per i romeni

“Tre negozi di alimentari, una scuola pomeridiana di lingua, un parroco, un consigliere comunale e anche un portale web di notizie. La comunità straniera più popolosa e meglio organizzata a Villafranca è quella romena. Coi suoi 1.357 cittadini impiegati in fabbrica e in campagna, come camionisti o come badanti, è ben radicata nel tessuto sociale e conta famiglie residenti qui da un decennio...
Circa cento persone, ogni domenica, si riuniscono nella chiesa della Disciplina, dove padre Dumitru Petrovan celebra la messa cattolica con rito bizantino.
Petrovan, 42 anni, di Maramures, nella Transilvania dei monti Carpazi («La Dacia libera, mai assoggettata dai romani», puntualizza con fierezza), in base ad un accordo tra le chiese cattoliche italiana e romena, è stato assegnato alla comunità romena di Villafranca un paio di anni fa. La parrocchia del duomo gli con¬cede la chiesa della Disciplina dove celebra la messa tutti i giorni e dove calamita sia romeni cattolici, in minoranza in Romania, sia ortodossi. «E’ la chiesa che unisce», spiega, «di giorno non ci sono molte persone a messa perché la popolazione romena è qui per lavoro e manca la fascia della terza età. Alla domenica, invece, siamo più numerosi». La comunità religiosa organizza pellegrinaggi a Padova, alla Madonna della Corona e a Torino.
Ogni novembre, alla festa dei santi, c'è il Pellegrinaggio a Medjugorje. E poi ci sono le attività culturali, come la festa nazionale della Romania, celebrata ogni primo dicembre: «Andiamo in processione dalla chiesa al castello», racconta Petrovan, «e lì festeggiamo. La chiesa è un luogo di ritrovo, le persone si raccontano del lavoro e di chi l’ha perso. Questo è il problema maggiore». La crisi si ripercuote infatti anche su queste famiglie: «Alcune, non riuscendo a pagare l'affitto e a mantenere i bambini, hanno fatto ritorno in Romania, altre si sono trasferite in Germania. È una comunità sempre in movimento e soffre: a ogni spostamento lasci una parte di cuore. Il fenomeno è in aumento», conclude Petrovan...”
          
Fonte: Dall'articolo: "I negozi, la chiesa e un consigliere per sentirsi a casa" pubblicato in "L'Arena"
Maria Vittoria Adami

 

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