Română | Italiano
HomeNotizie201514 Settembre: La consacrazione del nuovo Vescovo di Modena
Archivio foto
Anno: 2019 » Evento: ll Sacramento dell'Unzione degli ammalati nella Parrocchia Araceli di Vicenza » Titolo: 11566.jpg

Anno: 2019

Evento: ll Sacramento dell'Unzione degli ammalati nella Parrocchia Araceli di Vicenza

Titolo: 11566.jpg

Notizie

La consacrazione del nuovo Vescovo di Modena

La consacrazione del nuovo Vescovo di Modena

Il nuovo vescovo di Modena. “Chiamatemi solo don Erio, resto il parroco che ascolta”
Sabato 12 Settembre 2015, oltre 5000 persone, 150 volontari, 21 vescovi, l’Arcivescovo di Bologna, Cardinal Carlo Cafarra, hanno partecipato alla solenne celebrazione presieduta da Sua Eccellenza il Vescovo di Forlì Lino Pizzi, presso il “PalaFiera” di Forlì per la Consacrazione episcopale del nuovo Arcivescovo di Modena don Erio Castellucci. Una grande emozione durante la Liturgia che è durata 2 ore e mezzo ha preso l’intera comunità di Forlì che unita con i fedeli di Modena si è stretta attorno al nuovo Arcivescovo di Modena. Il momento culminante della presa di possesso è stato caratterizzato da uno scroscio di applausi che è durato 5 minuti.
Mons. Erio Castellucci vescovo di Modena e di Nonantola si descrive: “ Mi sono sentito inadeguato, ma mi hanno detto che non si può dire di no al Papa. Non rivolgetevi a me con “Eccellenza”, so che non è questo il problema, ma i titoli creano la distanza”
Forlì perde un parroco. Il principale atteggiamento è stato quello di ascoltare le persone con incontri personali o con le famiglie. Diverse ore del giorno sono state dedicate all’aspetto spirituale.
Durante un’intervista chiesero a don Erio:
Quando ha sentito la notizia?
”Il 25 Maggio, alle 11.10, un momento che ricordo bene: il Nunzio apostolico mi convocò a Roma, pensai di essere stato invitato per essere consulente per le prossime nomine, una pratica per la nomina dei vescovi. Invece”
A che cosa ha pensato?
”Che non sono adeguato. Ho parlato con lui per circa un’ora, cercando di convincerlo che avevano sbagliato. Non firmai l’incarico, mi riservai qualche ora per pensare, ho chiamato il mio vescovo mons. Lino Pizzi, modenese, cui espressi tutte le mie perplessità. Vedete, non si trattava di un cambio di parrocchia.
Che cosa le hanno risposto?
”Che non si può rispondere :”NO” al Santo Padre.
E Lei?
”Il giorno seguente, sono ritornato dal Nunzio Apostolico, gli dissi che avevo dubbi. Proprio Papa Francesco aveva indicato il mio nome?” Mi fermò subito, dicendo, che lui-il Santo Padre-controlla personalmente tutte le candidature. Forse ho avuto mancanza di rispetto, ma mi sono sentito inadeguato
A che cosa ha pensato?
”Al mio vecchio parroco, a mia mamma Silvana che è andata dal Signore in febbraio. Don Carlo Gatti che ho sostituito nella parrocchia in cui ho celebrato, mi diceva in dialetto romagnolo: “ I vescovi non capiscono niente!” Ed allora, pensando da vescovo , questa cosa mi ha consolato.
Ha parlato con Papa Francesco?
”Una sola volta il 29 giugno quando mi fu affidata la stola con sei croci.
Gli ho detto: “Io ero un parroco felice …” Egli si fermò, chiese il mio nome e mi disse: “Ah, sei tu? Il tuo nome era qui-indicando il suo capo- poi qui, indicando la mano con cui scrive- e poi tac. , ho ricevuto incoraggiamento e sostegno e mi ha guardato negli occhi. Sicuramente, Papa Francesco segue logiche differenti dalla carriera ecclesiastica, niente in automatico ed ha eliminato le sedie cardinalizie.
Nel saluto finale Mons. Erio ha sottolineato: <<Chi mi conosce da molto tempo non farà grande sforzo a credere che oggi invece dell’anello, della mitria e del pastorale, mi sentirei più a mio agio con il casco, la piccozza e con un paio di scarponi da alpinista. Ora, invece la Chiesa mi manda a compiere quest’escursione. È importante la corda come nel ghiacciaio, perché non andiamo mai soli, ma uniti con lo stesso passo, costante per affrontare il freddo, il crepaccio e la stanchezza. Spero che rimarremo uniti, legati alla stessa corda come un gruppo di alpinisti e che continueremo ad andare assieme.>>
Per i parrocchiani della Parrocchia dei Santi Arcangeli Michele e Gabriele di Forlì si è trattato di un momento unico e di profonda spiritualità.
Traduzione in italiano prof. Giuseppe Munarini
P. Mihai David, protopop

Per inviare una notizia, si prega di utilizzare questo  formulario.