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Anno: 2019

Evento: Il Cardinale Bassetti in visita alla comunità romena

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L’insediamento del nuovo vescovo di Padova, Claudio Cipolla

L’insediamento del nuovo vescovo di Padova, Claudio Cipolla

“Eccomi! Sono Claudio, preso dal Santo Padre Francesco dalla amatissima Chiesa di Mantova, e mandato ad amare la grande e santa Chiesa che vive nel territorio di Padova, ma anche in parte di quelli di Vicenza, Venezia, Treviso, Belluno”. Con queste parole estremamente semplici, oggi 18 ottobre 2015, il vescovo CLAUDIO CIPOLLA ha iniziato la sua prima predica, nel contesto della Liturgia di insediamento quale vescovo di Padova, nella Cattedrale della Diocesi dedicata all’Assunzione della B.V.Maria al Cielo.
Alcuni mesi addietro, il 18 luglio 2015, fu resa pubblica la decisione di Papa Francesco che lo voleva a Padova. In un’intervista rilasciata successivamente, il nuovo vescovo raccontò che, allorché fu convocato a Roma dal nunzio apostolico, si chiedeva quale potesse essere il motivo; ha incluso la possibilità che gli venisse chiesto di diventare vescovo, però non si sarebbe immaginato che il progetto su di lui era per una sedia così impegnativa come quella di Padova. Una Diocesi che si estende sulla superficie di 5 provincie, con quasi 1.000 sacerdoti (cca. 700 diocesani e il resto religiosi), con oltre un milione di fedeli e innumerevoli attività, con la storia di secoli di ricca tradizione, non è che sia un’impresa del tutto facile.
“Sei tu don Claudio, che ho destinato a Padova?” gli ha chiesto Papa Francesco durante un incontro il 10 settembre. “Tutti mi hanno detto che sei il più adatto per quella Diocesi!” Il nuovo vescovo nacque l’11 di febbraio 1955 ed è sacerdote dal 1980. Ha lavorato presso varie comunità della diocesi di Mantova, con gli scout, con l’Azione Cattolica, è stato direttore della Caritas e vicario episcopale per la pastorale della diocesi dei De Gonzaga. Il 27 settembre 2015, è stato ordinato vescovo nella cattedrale di Mantova.
Il nuovo vescovo ha una voce calda, così come credo sia il suo animo; almeno non puoi dedurre diversamente dai primi segni che ha dato e dalle prime scelte concrete che ha fatto. Egli è entrato nella Cattedrale in modo semplice e cordiale, dopo che, aveva passato la mattina assieme agli ospiti ammalati e ai sacerdoti anziani della struttura del “Piccolo Cottolengo –OPSA”. Nell’omelia della Messa di insediamento, egli ha parlato della comunione e del bene che esiste già –e nella quale si inserirà passo dopo passo-, senza la pretesa che la storia inizi dalla propria persona. Ha ringraziato i sacerdoti e tutti i consacrati, affermando che riconosce in essi “i doni di Dio per la nostra Chiesa, (mentre io) sono richiamato dal Vangelo non a primeggiare secondo le logiche del mondo, ma secondo quelle del servizio, dell’umiltà, dell’abbassamento. Quelle vissute da Gesù e comunicate alla Chiesa dal suo Spirito”.
Prima dell’inizio della Messa, il vescovo ricevette il saluto di ben venuto da parte del sindaco di Padova e delle autorità civili. Il Patriarca Metropolita di Venezia –Francesco Moraglia lo ha intronizzato sulla sede episcopale del vescovo s. Prosdocimo (sec. I, -discepolo dell’apostolo Pietro). In modo informale e non schematizzato (leggevo che avrebbe chiesto di non essere chiamato “Eccellenza”, ma “don Claudio”), ha parlato nella predica di questa libertà, dell’essere autentico – esame che verrà continuamente dato con tutti noi: “Il mio legame con Gesù è per me spazio di libertà, di creatività, di novità. È… spazio di profezia! Lo diranno non tanto le mie parole, ma la mia vita personale. So che questa mia disponibilità sarà misurata da voi, so che il popolo di Dio vede bene e non può essere ingannato dalle moderne strategie comunicative”. “Ho un po’ di cose da rivedere in me stesso e, prevedo, anche per lo stile del servizio episcopale che mi accingo a svolgere e che conferisce pienezza al mio diaconato e presbiterato. Non mi si addicono, e così deve essere almeno tra noi cristiani, titoli, onorificenze, primi posti. Non posso accettare distanze sociali e di classe. Il Vangelo mi chiede di essere servo! Di essere «ultimo»!”
Dalle risonanze avute alla fine della Messa, mi è diventato palese che non ero stato l’unico su cui alcune parole del nuovo vescovo hanno esercitato una forte impressione. Anzitutto, egli ha usato nei confronti della Diocesi parole tipiche del rito del matrimonio: “Grazie. Adesso vivremo insieme «nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, tutti i giorni della nostra vita»”. La teologia afferma chiaramente che il vescovo è lo sposo della sua diocesi, però è stato bello sentirlo dire in una maniera così esplicita! E poi, in modo del tutto spontaneo, “Don Claudio” ha fatto un legame davanti al popolo della Diocesi che oggi ha preso in possesso: “Vorrei lasciare un segno (so che non è tutto e che non è sufficiente, ma sono certo che aiuterà me) dell’onestà del mio impegno: consiste nella promessa di non trattenere per me nulla di quanto mi verrà consegnato nel corso del mio servizio pastorale nella diocesi di Padova. Una specie di voto di povertà che emetto di fronte a voi. Terminerò il mio servizio episcopale senza accrescere di un euro il conto corrente e patrimoniale personale, la cui gestione consegnerò ai nostri uffici”.
Ho appreso che il nuovo vescovo conosce la Chiesa Romena Unita con Roma. Nella sua sensibilità caritatevole, si è recato più volte in Romania, a Sighet, per sostenere alcune suore in azioni sociali svolte nella Chiesa Greco-Cattolica. Da parte di questa Chiesa, sono stati presenti a questo momento solenne il p. Vasile Barbolovici (vicario episcopale per i greco-cattolici romeni del Triveneto), p. Aetius Pop, p. Cristian Sabău e l’ipodiacono , Marius Păcală da parte della comunità romena di Padova.
Ad multos annos, “Don Claudio”: che il Signore Le conceda forza per essere fedele alle promesse fatte oggi, per mantenere la stessa apertura e semplicità, per non lasciarsi contaminare ed alterare dai pesi della vita, dalle reti e dalle lusinghe del potere. Certamente, il tempo e l’esperienza possono rimodellare, temperare l’entusiasmo e lo slancio iniziale, però Le auguriamo che lo spirito di oggi rimanga sempre vivo!
          
Le foto sono state prese da: http://www.diocesipadova.it/
Per il testo intero dell’omelia dell’inizio del ministero episcopale nella Diocesi di Padova: http://www.diocesipadova.it/diocesi_di_padova/news___in_evidenza/00009526_Claudio_Cipolla_e_il_vescovo_di_Padova.html
P. Cristian Sabău

 

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