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Anno: 2019

Evento: Concerto canzoni di Natale e festa Nazionale della Romania presso la Parrocchia Roma – Nord

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L'abbraccio di Madre Speranza ... il pane e il sorriso di Dio

L'abbraccio di Madre Speranza ... il pane e il sorriso di Dio

Preparandosi per la festa patronale della Chiesa dei Santi “Arcangeli Michele e Gabriele” l’8 Novembre ed al Giubileo della Misericordia che inizierà l’8 Dicembre, dopo essersi confessati e comunicati, Sabato 24 Ottobre, 76 fedeli di Forlì e di Cesena, accompagnati dal parroco, padre Mihai David, sono partiti, pieni di fede, alla volta del Santuario dell’Amore Misericordioso di Collevalanza (Perugia).
La grande immagine della Beata Madre Speranza, posta all’entrata del Santuario, ha fatto sì che si sentisse in modo reale il suo materno abbraccio che riflette la bontà divina, “Madre Speranza… pane e sorriso di Dio ”
Abbiamo pregato Maria la Madre che sempre intercede, raffigurata con le braccia aperte, chiedendo per noi la grazia di comprendere il valore della sofferenza, meditando le parole di Beata Speranza: “ Ti ringrazio, Signore, perché mi hai dato un cuore per amare ed un corpo per soffrire”.
Abbiamo visitato il Santuario e ci siamo inginocchiati presso la tomba della Beata Madre Speranza, avvertendo con un brivido la sua presenza che intercede. La tomba della Madre: “Il pavimento si alza come la terra quando un seme vi è gettato e, spuntando, lo muove. Segno di speranza e simbolo di una straordinaria fertilità, simile ad un seno materno di una donna che è incinta, quella tomba rammenta ai pellegrini, che vengono in visita in gran numero presso il santuario dell’Amore Misericordioso, la persona e la vita di una creatura che si è identificata quotidianamente sempre più con Cristo, che si è lasciata frantumare per divenire
pane fragrante, alimento per nutrire gli altri da sé, sorriso che dischiude la più grande speranza.” (Giovanni Ferrotti „Maica Speranţa... pâinea şi zâmbetul lui Dumnezeu” –[Madre Speranza … pane e sorriso di Dio]; , Ed. Presa Bună, Iaşi- 2010.
L’amore misericordioso del Padre Celeste si è riversato anche attraverso la natura, avvolgendoci nel calore del sole e permettendoci che, sulle tavole di pietra ombreggiate dagli olivi, potessimo condividere il cibo offerto da una delle fedeli per la guarigione di sua nipote, e preparato, con molto amore, dai volontari dell’ Associazione dei Romeni “Hora” di Forlì-Cesena.
L’autista della corriera, che è ormai un amico della Comunità romena e che ci accompagna con entusiasmo in tutti i pellegrinaggi, ci ha cantato, accompagnandosi alla chitarra, canti religiosi.
Abbiamo visto il pozzo scavato là per volontà divina, manifestata a Madre Speranza, che indicò in modo esatto il luogo dove si sarebbe dovuto scavare, ed abbiamo attinto l’acqua per servircene “con fede ed amore perché ci servirà per rinvigorire il corpo e guarire le anime.”- come raccomandava la Beata.
Per valorizzare meglio l’esperienza dell’immersione e dell’uso dell’Acqua, abbiamo partecipato, con circa mille fedeli venuti da ogni parte del mondo nella “Lourdes d’Italia”, alla “Liturgia delle Acque”: che si fa prima di immergersi nell’acqua miracolosa. Prima di ricevere la guarigione dei mali fisici, è necessaria però quella dello spirito con la Santa Confessione e la Comunione, laddove ci attende il padre che perdona, dimentica e non tiene conto dei nostri peccati.
Recitando il S. Rosario, abbiamo atteso l’immersione nelle piscina. Abbiamo poi recitato la preghiera “Signore mio e Dio mio, per l’amore e la Tua misericordia, guarisci noi, Tuoi figli, fa ogni malattia, specialmente da quelle da cui la scienza non riesce a guarire e fa’ che, con il Tuo aiuto, serbiamo pura la nostra anima da ogni peccato e da ogni male.
Aiutati dai volontari del Santuario, ci siamo immersi nell’acqua miracolosa. Alcuni parrocchiani ci hanno confessato di aver pianto per l’emozione.
L’acqua del Santuario, che lava e calma la nostra sete, dev’essere considerata qual segno della Grazia Divina e strumento della Misericordia del Signore che purifica la nostra coscienza da ogni macchia di peccato, (Tt 3,3-7) calma la nostra sete interiore di verità e di pace (Gv 4,5-15; 7,37-39), rinnova la nostra anima e ci rende capaci di portare i “frutti dello Spirito” (Gal.5,16-25).
Là ha avuto luogo un incontro con Gesù che ci ha consolati e abbiamo potuto vedere in Lui non il Giudice, ma un padre pieno di amore e di misericordia, che non tiene conto delle miserie dei Suoi figli, ma le dimentica e le perdona!
Siamo ritornati a casa con molta gioia per raccontare a tutti “ quanto bene” ci abbia fatto il Signore, come si suggerisce Gesù, affinché siamo testimoni, là dove ci troviamo, del Regno dei Cieli.
          
Traduzione in italiano: prof. Giuseppe Munarini
Claudia David

 

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