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Anno: 2020

Evento: Ordinazione di presbiteri presso la cattedrale di Oradea

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Il logo dell'Anno della Misericordia 2015-2016

Il logo dell'Anno della Misericordia 2015-2016

Il logo dell’Anno della Misericordia è un’opera del padre e artista Marko I. Rupnik: si tratta di un’icona di ispirazione bizantina, che raccoglie vari siboli che intendono parlarci della misericordia di Dio. “MISERICORDIOSI COME IL PADRE” - il motto tratto dal Vangelo di Luca 6,36 ci propone di vivere la misericordia sull’esempio del Padre, che chiede di non giudicare e di non condannare, ma di perdonare e di donare amore e perdono senza misura.
Il logo dell’Anno della Misericordia ci ricorda l’Icona della Risurrezione, dalla quale – evidentemente - prende spunto. Esistono alcuni elementi comuni:
L’aureola a forma DI MANDORLAsimboleggia la divinità di Cristo che può illuminare tutto. I 3 ovali di colore: la Risurrezione di Gesù è un passaggio dalla morte alla vita. Allo stesso modo, la MISERICORDIA di Dio rappresenta un’uscita dal buio del peccato alla santità.
LE PORTE DEGLI INFERI -Come nell’icona della Risurrezione, Gesù calpesta le porte degli inferi, cioè le annienta, le distrugge. Gesù misericordioso è l’unico capace di vincere l’inferno umano e qualsiasi tipo di morte. “Con la morte Egli ha calpestato la morte”.
ADAMO Chi è colui che Cristo porta sulle spalle? E’ Adamo, che nell’icona della Risurrezione viene tirato fuori dal sepolcro. In Adamo è presente ogni uomo e ogni donna che sono mai vissuti su questa terra.
Il logo dell’Anno della Misericordia ci ricorda un’altra icona che ci è particolarmente care: quella del BUON PASTORE. Qui invece non si tratta di una pecora, ma abbiamo proprio Adamo! Il Figlio di Dio si è fatto carne proprio per redimere l’uomo.Cristo tocca la carne dell’uomo, si carica addosso tutto il suo peso. Cristo ci carica sulle sue spalle, ci stringe nelle braccia con un amore così grande, che è capace di cambiare la nostra vita positivamente.
LE FERITE -E’ da notare che il Salvatore che tira fuori l’uomo dall’abisso del dolore, non è estraneo al dolore : proprio Egli stesso porta sulle mani e sui piedi i segni dei chiodi, memoria eterna della passione. Gesù non elimina la sofferenza canncellandola, ma la attraversa effettivamente, le dà senso e ci aiuta a ritrovare la via qualora ci sembra di perdercene all’interno.
L’OCCHIO di Cristo si confonde con quello dell’uomo. Attraverso l’occhio dell’uomo, Cristo vede dal di dentro la miseria della condizione umana. Nel medesimo tempo, attraverso l’occhio di Cristo, l’uomo vede dal di dentro la grandezza del piano di Dio e la bellezza del Suo amore.
P. Cristian Sabău

 

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