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Anno: 2020

Evento: Festa della parrocchia Roma Nord e festa dell'Unione del 1859

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I "Colindatori" romeni nella Diocesi di Ferrara-Comacchio

I "Colindatori" romeni nella Diocesi di Ferrara-Comacchio

Sono giunti i “colindători” [quelli che eseguono le “colinde” o Canti Natalizi, ispirati ai Vangeli Apocrifi e Canonici] delle Parrocchie de Mirandola, Ostilia, Forlì a Ferrara per annunziare la Buona Novella della Nascita del Signore; l’hanno fatto con l’Ufficiatura del Vespero che preparava la Grande Festa.
Il diacono Marcello - responsabile delle comunità greco-cattoliche delle Diocesi di Ferrara-Comacchio - l’ha organizzato con padre Marinel Mureşan Vicario per l’Italia Centrale, per desiderio dell’Arcivescovo Sua Eccellenza Monsignor Luigi Negri.
Padre Mihai David, decano dell’Emilia Romagna e delle Marche ha sottolineato:
“La sera, al termine del lavoro quotidiano, ci rivolgiamo, ancora una volta, al buon Dio in preghiera. La fine del giorno ci rammenta del buio della Passione e della Morte di Cristo, come pure del nostro essere transeunte; il dono della luce, però, ci riporta alla mente Cristo- Luce della luce. Con il Vespero concludiamo il giorno e chiediamo perdono al Buon Dio per i peccati commessi durante il giorno ed invochiamo la protezione per la notte che si avvicina, indotti da San Paolo: “ Perciò, bando alla menzogna: dite ciascuno la verità al proprio prossimo; perché siamo membra gli uni degli altri. Nell’ira, non peccate; non tramonti il sole sopra la vostra ira, e non date occasione al diavolo. Chi è avvezzo a rubare non rubi più, anzi si dia da fare lavorando onestamente con le proprie mani, per farne parte a chi si trova in necessità. Nessuna parola cattiva esca più dalla vostra bocca; ma piuttosto, parole buone che possano servire per la necessaria edificazione, giovando a quelli che ascoltano. E non vogliate rattristare lo Spirito Santo di Dio, col quale foste segnati per il giorno della redenzione. Scompaia da voi ogni asprezza, sdegno, ira, clamore e maldicenza con ogni sorta di malignità. Siate invece benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo>> (Efesini, 4, 25-31).
Padre Mihai, senza emettere giudizi, ha osservato che si possono osservare diverse accentuazioni nelle tradizioni delle Feste di Natale. La Santa Liturgia non è un mezzo, ma un modo di vivere ed impone così il suo carattere teo-centrico. L’uomo così impara ad elevare il proprio sguardo verso Dio. Solo in un secondo posto ed in modo del tutto disinteressato, la luce liturgica si diffonde sull’essere umano e lo trasforma. Così l’uomo non aggiunga niente alla presenza di Dio. Devono esistere momenti in cui l’uomo non cerca ad ogni prezzo uno scopo utilitaristico, ma tutto il suo essere si deve dilatare in adorazione pura, come il Re Davide che danzava dinnanzi all’Arca. Anche gli Angeli ci insegnano ciò. Durante la Liturgia essi sono colti da stupore e celano il loro volto con le loro ali. Ci prepariamo con gioia alla nostra entrata nella Festa del Natale. Il Cielo e la terra, in questa sera, assieme gioiscono in modo profetico, perché, oggi si uniscono. Oggi il Signore è venuto in terra, è venuto, e l’uomo è asceso al Cielo. Tutta la creazione danzi e si innalzi a Dio, gridando di gioia.
Abbiamo bisogno della rinascita spirituale degli uomini- ha continuato padre Mihai - perché con l’unione dei valori si costruisca lo spirito comunitario. Rivolgendosi ai partecipanti egli osservava: “Siamo felici di respirare quest’aria così ricca assieme a persone tanto profonde che dimostrano la loro accoglienza come Voi che siete qui presenti.” Ha quindi porto loro gli auguri di Natale da parte del padre Vicario, p. Marinel, presente solo spiritualmente (per motivi di salute). Ha poi offerto delle icone e libri di preghiera con il testo in lingua italiana e romena, a Sua Eccellenza Mons. Luigi, che pure per motivi di salute non era presente. Egli però ha voluto inviare i suoi messaggi a noi, a don Andrea ed al Diacono Marcello.
Il parroco don Andrea ha ringraziato noi per la nostra presenza, chiamandola “Visita di Sant’Elisabetta”. “Ho ricevuto un dono dal buon Dio- ha continuato- sappiate che quella visita di grazia, avviene per qualche frazione di secondo. Durante la celebrazione ho avuto il desiderio ardente nel mio spirito di pregare per l’unità di tutti i cristiani e mi sono reso conto molto bene della Presenza Divina nella Sacra Celebrazione”. Ha chiesto allora la benedizione di padre Mihai. Questi, dopo la benedizione ha compiuto lo stesso gesto, inginocchiandosi davanti al parroco con questo scopo.
In quest’abbraccio e con questi sentimenti, i cantori delle “colinde” sono ritornati nelle loro parrocchie, cantando: “La mulţi ani cu bucurie. Rămâi gazdă sănătoasă cu colinda veseloasă. La Anul şi la Mulţi ani!”.[Auguri con gioia. Resta ospite in salute con la “colinda” che dà gioia” Auguri].
Traduzione in italiano di prof. Giuseppe Munarini
Claudia David

 

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