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Anno: 2018

Evento: “La più bella giornata delle mie vacanze”

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La celebrazione della Giornata Mondiale degli Immigrati a Imola

La celebrazione della Giornata Mondiale degli Immigrati a Imola

Ogni anno, la terza Domenica di Gennaio, nella Chiesa Cattolica si festeggia la Giornata Mondiale dei Migranti. Sia a Roma sia in molte altre località d’Italia e del mondo, le comunità cattoliche sono invitate a celebrare quest’avvenimento nella cattedrale assieme al proprio vescovo.
Anche ad Imola, quest’anno, la comunità cattolica italiana ha invitato, Domenica 17 Gennaio 2016 le altre comunità cattoliche di diverse nazionalità a riunirsi in una celebrazione comune della Santa Liturgia nella Cattedrale di Imola assieme con il proprio Pastore Mons. Tommaso Ghirelli.
La Comunità cattolica di rito bizantino è stata invitata a partecipare e ad animare con i nostri canti Liturgici la Santa e Divina Liturgia. I fedeli della nostra Chiesa di Imola hanno risposto con gioia all’invito e sono stati presenti numerosi a questa celebrazione liturgica. Alcune signore hanno indossato i bei costumi popolari romeni, mostrando così la nostra tradizione nei momenti di festa.
\"Pe Domnul, laudati-L!\" [Lodate il Signore] è stato il canto d’inizio; esso ha voluto invitare i fedeli delle diverse nazionalità presenti a lodare il Signore con gioia, annunziando a tutti i popoli i miracoli compiuti dal Signore, come invita il versetto del Salmo 95, letto tra le due letture.
Per questa ragione, siamo stati invitati a ricordare che la Chiesa è una madre, con l’animo aperto a tutto il mondo. La Chiesa senza frontiere diffonde al mondo la cultura dell’accoglienza e della solidarietà, conformemente alla quale nessuno deve essere considerato inutile, estraneo o essere gettato via. Se vive realmente la sua maternità, la comunità cristiana nutre, orienta ed addita la via lungo la quale i cristiani devono andare verso Dio”, accompagna con pazienza i deboli che non sono aiutati, si avvicina in preghiera e con le azioni anche alle opere di misericordia in favore di coloro che sono bisognosi e poveri, ma anche di coloro che hanno bisogno di un consiglio buono e di un segno della presenza di Dio.
Citiamo dal messaggio inviato da Papa Francesco in quest’occasione: “ Ci sono momenti nei quali in modo ancora più forte siamo chiamati a tenere fisso lo sguardo sulla misericordia per diventare noi stessi segno efficace dell’agire del Padre”. (Misericordiae Vultus, 3). L’amore di Dio desidera realmente pervenire a tutti ed a ciascuno, trasformando quelli che ricevono l’abbraccio del Padre in tante braccia che si aprono e si stringono perché ognuno sappia di essere amato come il figlio e che si senta a casa, in un’unica famiglia umana. In questo modo, la sollecitudine paterna di Dio è rivolta verso tutti, come fa il pastore verso il gregge, ma è sensibile particolarmente verso la pecorella smarrita, stanca o ammalata. Gesù ci ha parlato così del Padre per dirci che Lui si china sull’uomo ferito dalla miseria fisica o morale e, quanto più si aggravano le sue condizioni, tanto più si mostra l’efficacia della misericordia divina\".
Il Vescovo Tommaso ha sottolineato nell’omelia il fatto che le comunità straniere di diverse nazionalità e riti sono una ricchezza per la Chiesa e la società civile di Imola e che bisogna cercare sempre più momenti di comunione e di condivisione di Fede e di vita, conformemente al modello delle prime comunità cristiane.
Tutti coloro che se ne sono andati dal proprio Paese l’hanno fatto in seguito ad un motivo serio e, molte volte, grave, partendo a causa delle difficili condizioni o dinnanzi alle guerre. Proprio per questo siamo invitati a prendere coscienza delle parole del Santo Padre: “Gli emigranti sono fratelli e sorelle che cercano una vita migliore lungi dalle condizioni di povertà, di fame, di sfruttamento e di ingiusta distribuzione delle risorse del pianeta, che dovrebbero essere allocate in modo uguale per tutti. Non è forse desiderio di ciascuno di rendere migliori le proprie condizioni di vita e di ottenere un benessere onesto e legittimo da condividere con i propri cari?” La risposta è ovviamente affermativa.
Al termine della Santa Liturgia il vescovo Tommaso ha ringraziato Maurizio Ardini, direttore dell’Ufficio Diocesano dei “Migrantes” per l’organizzazione di questa celebrazione liturgica, i sacerdoti Tiberiu Sârbu, Parroco della Comunità greco-cattolica di Imola e Padre Dan Todea, parroco della Comunità di Lugo per la partecipazione, al coro della parrocchia di Imola e tutti coloro che si sono impegnati perché questo momento solenne si svolgesse al meglio, nonché tutti i partecipanti.
I fedeli romeni hanno ringraziato personalmente Mons. Tommaso nella sagrestia della Cattedrale, scattando poi alcune foto con lui, per serbare un ricordo di quest’avvenimento della nostra vita di emigranti ad Imola.
Traduzione in italiano prof. Giuseppe Munarini
Pr. Tiberiu Sirbu

 

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