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Evento: Religioni e provocazioni del futuro

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Il messaggio di Papa Francesco per La Quaresima 2016

Il messaggio di Papa Francesco per La Quaresima 2016

“La Quaresima [Grande Digiuno] di quest’anno della Misericordia è un tempo propizio per far sì che possiamo uscire dall’esistenza abituale grazie all’ascolto della Parola ed [attuando] le opere di misericordia”, scrive Papa Francesco nel suo messaggio per la Quaresima del 2016. Il messaggio è stato presentato Martedì 26 Gennaio, nella Sala Stampa della Santa Sede. I fedeli cattolici di rito latino inizieranno la Quaresima Mercoledì delle ceneri, il 10 Febbraio, mentre quelli di rito bizantino il 14 Marzo.
          
All’inizio del suo Messaggio, il Papa consiglia ad avere una vita più intensa in questo periodo, perché ci troviamo nell’Anno della Misericordia.
„Nella Bolla in cui è stato stabilito il Giubileo”- afferma il Pontefice- ho rivolto l’invito che “la Quaresima di quest’anno giubilare sia vissuta in modo più intenso, quale momento forte per celebrare e sperimentare la misericordia di Dio”. (Misericordiae Vultus, 17). Con il suggerimento di ascoltare la Parola di Dio e con l’iniziativa “24 ore per il Signore”, ho desiderato sottolineare il primato dell’ascolto nello spirito di preghiera della Parola, soprattutto quello profetico. La misericordia di Dio è realmente una notizia al mondo; ogni cristiano è chiamato a sperimentare un simile annunzio. Per questo, nel tempo di Quaresima, invierò i missionari della Misericordia, perché siano per tutti un segno concreto di vicinanza e di perdono di Dio. Per salutare la Buona Novella dell’Arcangelo Gabriele, Maria nell’inno “Magnificat”, canta profeticamente la misericordia con cui Dio La scelse. La Vergine di Nazareth, sposa promessa a Giuseppe, diviene in tal modo l’icona perfetta della Chiesa che evangelizza perché è stata ed è sempre evangelizzata dallo Spirito Santo, che ha reso fruttifero il Suo ventre.” ci dice ancora il Vescovo di Roma.
          
L’Alleanza di Dio con gli uomini: una storia di misericordia
Parlando del mistero della misericordia divina, il Sovrano Pontefice dice che questo “si rivela nell’alleanza nell’ alleanza tra Dio ed il Suo popolo, Israele: Dio si manifesta ricco in misericordia, preparato in ogni circostanza a versare sul popolo una sensibilità ed compassione profonda, soprattutto nei momenti molto drammatici allorquando l’infedeltà infrange il Patto e l’Alleanza deve essere ratificata in modo più stabile, nella giustizia e nella verità. Siamo di fronte ad un vero dramma di amore, in cui Dio riveste il ruolo di padre o di un marito, mentre Israele riveste quello del figlio o della moglie infedele. Sono immagini familiari, come nel caso di Osea (Os 1-2), che mostra quanto più desideri Dio legarsi al Suo popolo. Questa storia d’amore raggiunge il culmine nel Figlio che si fa uomo. In Lui Dio riversa la Sua misericordia illimitata tanto che lo fa la “Misericordia incarnata” (Misericordiae Vultus, 8). Per ciò che concerne l’uomo, Gesù di Nazareth è in realtà pienamente Figlio di Israele.
Egli è l’incarnazione del perfetto ascolto di Dio, chiesta a ciascun Israelita attraverso quello „Shemà”, che rappresenta oggi il cuore dell’Alleanza di Dio con Israele: “ Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze” (Dt 6.4-5).
Il Figlio di Dio è come il coniuge che fa di tutto per acquistare l’amore della moglie, con la quale lo lega il suo amore incondizionato che diviene visibile nelle nozze eterne con lei”, ci ricorda il Santo Padre.
          
Opere di misericordia
Parlando della misericordia di Dio, Papa Francesco afferma che questo trasforma il cuore dell’uomo, facendo sperimentare un amore fedele e così diviene capace di misericordia. “ È un miracolo sempre nuovo” afferma il Santo Padre “che la misericordia divina si possa irradiare nella vita di ciascuno di noi, motivandoci ad amare il prossimo e ravvivando ciò che la tradizione della Chiesa chiama opere di misericordia corporale e spirituale. Esse ci fanno rammentare che la nostra fede si traduce in atti concreti e quotidiani, destinati ad aiutare il nostro prossimo in spirito e nel corpo, fatti per cui saremo giudicati. Per questo ho suggerito “ che il popolo cristiano rifletta per la durata del Giubileo sulle opere di misericordia corporale e spirituale”. Nel povero, il Corpo di Cristo “diviene nuovamente visibile come corpo sofferente, coperto dalle ferite, flagellato ed affamato, per essere riconosciuto sfiorato ed assistito da noi.”.
Per tutti la Quaresima di quest’anno giubilare è così, un tempo propizio per potere, alla fine, far sì che usciamo dalla propria esistenza consueta, con l’ascolto del Verbo e con le opere di misericordia. Se con le opere di misericordia corporale tocchiamo il Corpo di Cristo con quelle spirituali tocchiamo il nostro essere peccatore. Per questo le opere di misericordia corporale e quelle spirituali non devono essere mai separate. Solo in quest’amore si trova la risposta a quella sete di felicità, di amore infiniti con cui l’uomo può rispondere agli idoli della scienza, del potere e della ricchezza”.
In conclusione, il Sovrano Pontefice, invita tutti alla conversione, suggerendo di non perdere “questo tempo del Grande Digiuno propizio alla conversione”.
“Chiediamo la mediazione della Vergine Maria, che prima, dinnanzi alla grandiosità della misericordia divina, donata a Lei in modo gratuito, ha riconosciuto la propria piccolezza, presentandosi come umile ancella di Dio”.
Traduzione in italiano: prof. Giuseppe Munarini
I. Ursuleac

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