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Anno: 2019

Evento: ll Sacramento dell'Unzione degli ammalati nella Parrocchia Araceli di Vicenza

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Parrocchia dei romeni di San Donà di Piave (TV): Il balsamo della misericordia

Parrocchia dei romeni di San Donà di Piave (TV): Il balsamo della misericordia

Il 6 Febbraio 2016 ho partecipato all’incontro delle Comunità degli emigrati nell’ambito della diocesi di Treviso. C’erano due rappresentati per ciascuna comunità (greco-cattolica romena, greco-cattolica ucraina, africana francofona, brasiliana, nigeriana, polacca, filippina).
Durante quest’incontro si è parlato dell’Anno Santo dedicato al Giubileo della Misericordia, anno in cui ci troviamo; si è riflettuto su come viviamo questa missione dell’amore del Padre nei confronti del Figlio, che ci rivela il mistero dell’amore divino nella sua pienezza. Quest’amore è visibile e tangibile in tutta la vita di Cristo. La persona del Signor nostro Gesù Cristo non è che amore, un amore che si dona in modo gratuito. La persona del Signor nostro Gesù Cristo altro non è che amore, un amore che si dona gratuitamente. L’amore che ci rappresenta la persona di Gesù si riflette soprattutto nella relazione diretta con i peccatori, persone sole, escluse, ammalate e sofferenti, ma non solo. Tutti questi sono segni della Sua misericordia nei nostri confronti.
Si è parlato ancora del legame indistruttibile tra perdono in sé e l’accordare il perdono, partendo dalla parabola che si trova in Mt. 18,14-17; 21-35; se l’uomo desidera essere perdonato senza limiti, perdoni anche lui.
È Dio che deve essere il nostro modello. La parabola ci mostra la cattiveria di chi non vuole perdonare il debito molto più piccolo di suo fratello. Chi non perdona finirà dinnanzi al Giudizio di Dio.
Di conseguenza, il perdono di Dio dipende da quanto noi perdoniamo a nostra volta: ricordiamoci della preghiera insegnata da Gesù: il “Padre Nostro” e la forza del perdono viene solamente dalla preghiera. Com’è bello nella Chiesa e nella società se ci perdoniamo vicendevolmente!
Ci siamo poi scambiati le idee circa la presenza dei rifugiati nella città di Treviso, ma anche dell’intera Europa, al modo in cui dobbiamo rapportarci nei confronti di queste persone disperate e quali soluzioni si debbano trovare per essere in grado di risolvere una situazione così delicata ed urgente oggi nel nostro mondo.
Crediamo che il Buon Dio che ama gli uomini, che è paziente, ci aiuterà in tutto quello che faremo dove siamo, e noi gli risponderemo ringraziandoLo.
          
Traduzione in italiano: prof. Giuseppe Munarini
P. Catalin Pop

 

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