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Benedetto XVI: Messaggio "Urbi et Orbi" per Natale 2010

Benedetto XVI: Messaggio "Urbi et Orbi" per Natale 2010

(RV - 25 decembrie 2010) In presenza di centinaia di persone nella Piazza San Pietro e nelle strade adiacente, nel giorno di Natale, all'ora del pranzo, Benedetto XVI ha pronunciato il mesaggio per la Nascita del Signore 2010 dal balcone centrale della Basilica Vaticana, e ha rivolto il saluto per il Natale in 65 lingue, compresa quella rumena, e ha impartito la benedizione apostolica "Urbi et Orbi".
“Il Verbo si fece carne”. Rivolgendosi al mondo intero, Benedetto XVI annuncia con gioia il messaggio straordinario del Natale ed esprime particolare vicinanza a quanti soffrono a causa di guerre e catastrofi naturali e a quanti sono perseguitati per la loro fede in Gesù Cristo. Dio, sottolinea il Papa in questo giorno di speranza, “è venuto ad abitare in mezzo a noi”, “Dio non è lontano”. Non è uno sconosciuto, ma “ha un volto, quello di Gesù”:
“È un messaggio sempre nuovo, sempre sorprendente, perché oltrepassa ogni nostra più audace speranza. Soprattutto perché non è solo un annuncio: è un avvenimento, un accadimento, che testimoni credibili hanno veduto, udito, toccato nella Persona di Gesù di Nazareth!”
Di fronte alla rivelazione che il Verbo si è fatto carne, constata il Papa, riemerge la domanda: come sia possibile? “Il Verbo e la carne – rileva – sono realtà tra loro opposte, come può la Parola eterna e onnipotente diventare un uomo fragile e mortale”?
“Non c’è che una risposta: l’Amore. Chi ama vuole condividere con l’amato, vuole essere unito a lui, e la Sacra Scrittura ci presenta proprio la grande storia dell’amore di Dio per il suo popolo, culminata in Gesù Cristo”.
In realtà, osserva il Pontefice, Dio non cambia, è fedele a Se stesso: “Dio non muta, Egli è Amore da sempre e per sempre. E’ in Se stesso Comunione, Unità nella Trinità ed ogni sua opera e parola mira alla comunione”.L’incarnazione, dunque, “è il culmine della creazione”:
“Il Verbo si fece carne. La luce di questa verità si manifesta a chi la accoglie con fede, perché è un mistero d’amore. Solo quanti si aprono all’amore sono avvolti dalla luce del Natale. Così fu nella notte di Betlemme, e così è anche oggi”.
“L’incarnazione del Figlio di Dio – soggiunge – è un avvenimento che è accaduto nella storia, ma nello stesso tempo la oltrepassa”:
“Nella notte del mondo si accende una luce nuova, che si lascia vedere dagli occhi semplici della fede, dal cuore mite e umile di chi attende il Salvatore. Se la verità fosse solo una formula matematica, in un certo senso si imporrebbe da sé. Se invece la Verità è Amore, domanda la fede, il ‘sì’ del nostro cuore”.
Il nostro cuore, rileva il Papa, cerca proprio una Verità che è Amore. La cerca il bambino come il giovane “bisognoso di trovare il senso profondo della propria vita”. La cercano l’uomo e la donna nella loro maturità e la persona anziana “per dare compimento all’esistenza terrena”. Al tempo stesso, afferma, “l’annuncio del Natale è luce anche per i popoli, per il cammino collettivo dell’umanità”. Il Regno di Dio, annota il Papa, “non è di questo mondo, eppure è più importante di tutti i regni di questo mondo”:
“È come il lievito dell’umanità: se mancasse, verrebbe meno la forza che manda avanti il vero sviluppo: la spinta a collaborare per il bene comune, al servizio disinteressato del prossimo, alla lotta pacifica per la giustizia”.
“Credere nel Dio che ha voluto condividere la nostra storia – prosegue – è un costante incoraggiamento ad impegnarsi in essa, anche in mezzo alle sue contraddizioni”. Natale è allora “motivo di speranza per tutti coloro la cui dignità è offesa e violata, perché Colui che è nato a Betlemme è venuto a liberare l’uomo dalla radice di ogni schiavitù”:
“La luce del Natale risplenda nuovamente in quella Terra dove Gesù è nato e ispiri Israeliani e Palestinesi nel ricercare una convivenza giusta e pacifica. L’annuncio consolante della venuta dell’Emmanuele lenisca il dolore e consoli nelle prove le care comunità cristiane in Iraq e in tutto il Medio Oriente, donando loro conforto e speranza per il futuro ed animando i Responsabili delle Nazioni ad una fattiva solidarietà verso di esse. Ciò avvenga anche in favore di coloro che ad Haiti soffrono ancora per le conseguenze del devastante terremoto e della recente epidemia di colera”.
Il Papa prega anche per coloro che in Colombia, Venezuela, Guatemala e Costa Rica hanno subito le recenti calamità naturali. Ancora, invoca la pace e il rispetto dei diritti umani laddove sono violati:
“La nascita del Salvatore apra prospettive di pace duratura e di autentico progresso alle popolazioni della Somalia, del Darfur e della Costa d’Avorio; promuova la stabilità politica e sociale del Madagascar; porti sicurezza e rispetto dei diritti umani in Afghanistan e in Pakistan; incoraggi il dialogo fra Nicaragua e Costa Rica; favorisca la riconciliazione nella Penisola Coreana”.
Quindi, il Santo Padre rivolge il pensiero a quanti sono discriminati per la loro testimonianza evangelica. “La celebrazione della nascita del Redentore – è l’auspicio del Papa – rafforzi lo spirito di fede, di pazienza e di coraggio nei fedeli della Chiesa nella Cina continentale”:
“...affinché non si perdano d’animo per le limitazioni alla loro libertà di religione e di coscienza e, perseverando nella fedeltà a Cristo e alla sua Chiesa, mantengano viva la fiamma della speranza. L’amore del ‘Dio con noi’ doni perseveranza a tutte le comunità cristiane che soffrono discriminazione e persecuzione, ed ispiri i leader politici e religiosi ad impegnarsi per il pieno rispetto della libertà religiosa di tutti”.
Cari fratelli e sorelle, "Il Verbo si fece carne", ed è venuto ad abitare in mezzo a noi, è Emmanuele, Dio che si è fatto più vicino. Contempliamo insieme questo grande mistero di amore, lasciamo il cuore illuminato dalla luce che viene dalla grotta di Betleemme.
A tutti Buon Natale!

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