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Anno: 2019

Evento: Con la “Madonna della Strada” nella Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato a Cesena

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Giorno di alta spiritualità nella Domenica della venerazione della Santa Croce nella Parrocchia di Villafranca di Verona

Giorno di alta spiritualità nella Domenica della venerazione della Santa Croce nella Parrocchia di Villafranca di Verona

Nella terza Domenica della Grande e Santa Quaresima, in cui si venera la Santa e vivificante Croce, ha avuto luogo, a Villafranca di Verona, una cerimonia religiosa, carica di spiritualità e di mistero.
La prefigurazione e l’annunzio della Santa Croce, presenti già nel Nuovo Testamento, come ha sottolineato P. Dumitru Petrovan, nella sua omelia, hanno causato in me una profonda riflessione. L’adorazione della Croce guarisce dal veleno del peccato, ricordando come Mosè abbia innalzato il serpente di rame (cfr. Numeri 21), anche noi guariamo oggi, venerando la santa Croce.
Il segno di Croce che ogni cristiano fa ci ricorda la liberazione del popolo eletto dalla schiavitù d’Egitto. Come Mosè tracciò questo gesto sul mare e liberò il popolo (cfr. Esodo 14), così anche noi ci liberiamo dalla schiavitù del peccato.
Il Giudizio Universale dipende sempre dal segno della Santa Croce. La nostra relazione con Dio, relazione che è verticale, dipende dalla nostra relazione con il prossimo, che è orizzontale. Si tratta del cosiddetto “principio dei vasi comunicanti”, riferito nel Vangelo secondo San Matteo, al capitolo 25. Il nostro rapporto con Dio dipende dal rapporto che abbiamo con il nostro prossimo.
Tutti questi pensieri sono culminati oggi nella celebrazione della Santa Unzione che si amministra sia per la guarigione delle malattie del nostro fisico sia per quelle della nostra anima.
Grande è stata la gioia quando tutti i sacerdoti presenti hanno risposto al nostro invito, venendo anche con una rappresentanza dei loro fedeli. Ho avvertito una gioia grande ed intensa con tutti coloro che hanno varcato la soglia della Chiesa, pensando ai loro cari che sono stati ricordati. Sembra che per le due ore, tanto è durata la celebrazione, nessuno abbia dimostrato fretta o sia stato preso dall’assillo della vita quotidiana, dai problemi, dai dolori e dai pesi da portare.
Nella mia breve riflessione, ricordo l’importanza della partecipazione dei bambini, perché essi sono la prova dell’amore di Dio. Il fatto che scegliamo di accompagnarli nella casa di Dio è la prova del nostro amore nei suoi confronti. Realmente ho sentito che ogni piccola cosa che è stata fatta, è stata fatta con un grande animo.
          
Traduzione in italiano: prof. Giuseppe Munarini
Iulia Pitea

 

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