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Anno: 2019

Evento: La Festa Naţionale della Romania e cinque anni dalla fondazione della Comunità Romena Catt. di rito bizantino

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Pellegrinaggio delle Comunità etniche di Padova presso la Basilica del Santo

Pellegrinaggio delle Comunità etniche di Padova presso la Basilica del Santo

Oggi alle ore 12.15 le Comunità etniche presenti nella Diocesi di Padova hanno partecipato alla Santa Messa in occasione del loro pellegrinaggio che, per tradizione avviene pochi giorni prima della festa del Grande Santo che riposa nella sua tomba nella Basilica da dove si fa mediatore presso l’Altissimo per coloro che lo pregano.
Erano presenti le comunità romena di rito latino e quella di rito bizantino (greco-cattolica), con le comunità ucraina, filippina africana anglofona e francofona, cinese, croata, srilankese, polacca, albanese, sud americana, indiana accompagnate dai loro cappellani.
Il saluto iniziale, graditissimo è stato espresso da Padre Enzo Poiana, Rettore della Basilica che ha salutato i fedeli convenuti, don Leopoldo Voltan, Vicario episcopale della Pastorale di S. E. Mons. Claudio Cipolla, Don Elia Ferro, responsabile dei Migranti ed i sacerdoti e diaconi concelebranti.
A sua volta, don Leopoldo ha salutato il rettore, i confratelli ed i presenti, portando il saluto del Vescovo. Si è sottolineata l’importanza della misericordia e della speranza che il Signore infonde nei nostri cuori. Sono seguite parole sentite di Don Elia che ha osservato che i fedeli erano uniti dallo stesso Battesimo e dalla stessa Fede e quindi sono legati alla Chiesa di Padova che è in Cristo.
Ogni comunità ha portato il suo contributo nella Santa Liturgia, dimostrando, la cattolicità della Chiesa di Cristo. A mo’ di esempio i filippini hanno eseguito il canto d’ingresso, gli africani hanno eseguito il gloria, una signora indiana ha letto la prima Lettura tratta dal Libro dei Re, laddove leggiamo che il Grande Elia prega il Signore e da Lui ottiene che il bambino riviva.
La seconda lettura, fatta da una signora croata e tratta da una lettera di San Paolo ai Galati, ha invece sottolineato che il Vangelo non segue modelli umani e presenta le considerazioni dell’Apostolo di Tarso che riconosce di aver perseguitato la Chiesa, ma ammette di essere stato “scelto da Dio” per un ineffabile disegno “fin dal segno di mia madre”
Il Santo Vangelo è stato proclamato dall’ipodiacono della Comunità greco-cattolica di Padova Marius Păcala. La pericope prevista dal rito latino è stata quella in cui si narra dell’incontro del corteo che accompagnava Gesù con quello silenzioso e mesto della madre vedova di Naim che non solo Gesù consola, ma anche le ridà il figlio dicendole: “Ragazzo, dico a te, alzati!”
Proprio su queste parole di Gesù il celebrante si è soffermato, sottolineando non solo la mestizia ed il dolore, ma anche il dono della vita che è Cristo.
Dopo il Simbolo Apostolico che ha sostituito il Simbolo di Nicea-Costantinopoli, è seguita la preghiera dei fedeli. La prima invocazione è stata fatta nella nostra bella lingua da Florica Sautea. In essa si è pregato per la Chiesa, il Santo Padre Francesco, il visitatore della Basilica Giovanni e il vescovo mons. Claudio Cipolla.
L’inno alla comunione è stato eseguito da un gruppo di fedeli della comunità greco-cattolica ucraina.
Al termine del rito, una processione, in cui spiccavano variopinti costumi esotici e persone in costume popolare romeno, polacco ed ucraino, ha accompagnato una reliquia del Santo sul sagrato ove è stata impartita l’ultima benedizione. Sono poi seguite molte foto di gruppi presenti alla cerimonia.
Giuseppe Munarini

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