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Anno: 2019

Evento: La festa d'arte culinaria nella parrocchia Roma Nord

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Convegno internazionale: "Diaspora romena - tra identità e integrazione"

Convegno internazionale: "Diaspora romena - tra identità e integrazione"

Dal 21 al 23 Settembre ha avuto luogo nel Parlamento della Romania la Conferenza internazionale che aveva come tema “La Diaspora romena tra identità ed integrazione” Essa si è aperta con la prima colazione e con un momento di preghiera.
Vi hanno partecipato 163 personalità, tra i quali ex-ministri romeni, ex-ministri della Corea, il Segretario Generale del Parlamento della Grecia, ambasciatori, senatori, deputati, il direttore degli affari europei e consigliere della politica d’Olanda, avvocati, professori universitari e rappresentanti di diverse confessioni religiose. Da parte della Diaspora romena della Chiesa Greco-Cattolica ha partecipato padre dottor Vasile Orghici di Livorno (Italia) invitato dal deputato della Diaspora Aurelian Mihai su iniziativa del Deputato Petru Andea, Presidente esecutivo del Gruppo Ecumenico del Parlamento della Romania. L’avvenimento è stato aperto e concluso dalla preghiera. Le reti televisive “Realitatea TV” ed “Alfa Omega” hanno intervistato padre Vasile Orghici sul contenuto dell’avvenimento. Hanno desiderato anche sapere come la Chiesa si armonizzi con la politica e con i problemi della Diaspora romena.
Venti partecipanti si sono iscritti ed hanno preso la parola, presentando diversi temi, tra di loro c’è stato padre Vasile Orghici.
Riportiamo il contenuto che egli ha presentato agli illustri rappresentanti.
“Buon giorno!
Distinti partecipanti,
Cari amici,
Desidero salutarvi cordialmente anche se la mia emozione è profonda e, nello stesso tempo, ringraziare il Signor Presidente esecutivo, deputato Petru Andea ed il Signor Deputato Aurelian Mihai.
Nel contempo rivolgo il mio grazie a tutto il personale che si è impegnato nell’organizzazione di quest’avvenimento meraviglioso.
Potrei dire come fece San Pietro : “Com’è bello qui, dove i fratelli sono assieme!”. A quest’evento partecipano tutte le categorie professionali e persone che appartengono a diverse confessioni. È una cosa meravigliosa. Proprio questo pluralismo confessionale deve condurre noi tutti a portare la tolleranza e la pace. È nel contempo motivo di gioia l’essere qui con le comunità israelitiche, dei nostri fratelli maggiori. È una grande verità che se non vi fossero stati loro, non avremmo avuto il nostro Salvatore Gesù Cristo.
L’argomento che desidererei presentare dinnanzi a Voi ha come titolo: “ Gli obiettivi e gli interessi comuni della Romania nel processo di ricostruzione integrale”. Che cosa vogliono i Romeni della diaspora per la Romania?
Illustri partecipanti,
Sono il sacerdote Vasile Orghici, parroco della Chiesa parrocchiale Romena Unita Greco-cattolica di Livorno.
Come sacerdote missionario, con interesse analizzo le opinioni dei connazionali emigrati ed in modo speciale dei Romeni di Livorno.
I Romeni in generale vogliono una Romania libera e democratica che offra uguali possibilità a tutti. Vogliono una Romania che permetta alle generazioni presenti e future di integrarsi e non solamente l’obbligo di emigrare.
Molti Romeni ritorneranno a casa, tuttavia la situazione economica attuale non offre questa possibilità … questa opportunità di reintegrarsi. Da questo punto di vista, è necessario che vi sia una Romania ricostruita sui principi di costituzionalità, di legalità di responsabilità istituzionale ed etica. Il progresso di una Nazione si fonda proprio sul funzionamento di questi paradigmi di valori nel loro insieme.
La Romania è ancora una società chiusa a causa dell’ideologia comunista che ha dominato per più di mezzo secolo e, per questo motivo, è urgente la costituzione di una società umana aperta, scevra da pregiudizi, razzismi ed emarginazioni. È necessario che si fondi un nuovo umanesimo romeno e, in questo senso, come sacerdote, considero come un imperativo categorico il bisogno di un maggior coinvolgimento della Chiesa e dello Stato nella dimensione sociale, ossia che essi siano più vicini agli uomini.
È necessaria una forte presenza della Chiesa nella società e di una buona collaborazione di essa con lo Stato, però, nel contempo, tra Stato e Chiesa deve esserci un rapporto di totale indipendenza.
Bisogna costruire uno Stato forte ed una Chiesa libera ed autentica. Essa ha la responsabilità della cura delle anime, mentre lo Stato deve garantire di essere uno Stato di Diritto, nel contesto di una democrazia consolidata, garantendo la sicurezza, la protezione e la promozione della dignità di ciascun cittadino.
Uno stato democratico si dimostra tale se protegge e promuove i diritti essenziali del cittadino. È molto importante ricordare l’obbligo etico che hanno le persone pubbliche e, in modo speciale, i politici i quali, con l’elaborazione e la votazione degli atti, delle iniziative legislative e delle politiche pubbliche, provvedono a che esse abbiano un’applicazione coerente e una possibilità di essere previste in modo efficiente ed applicate in modo coerente e funzionale per un lungo periodo, anche dopo l’abbandono della vita politica da parte di quei rappresentanti.
Quanto più questi atti legislativi fonderanno in futuro la coscienza del popolo, tanto più formeranno la cultura di un’intera nazione.
La Romania si può ristrutturare ad un alto livello di civiltà, ma ha bisogno di una visione etica cristiana che abbia il fondamento sulla realizzazione del bene comune … .con la realizzazione della cultura della creatività, della competitività, della solidarietà, della sussidiarietà, della tolleranza, e della trasparenza […] questi sono i valori sostanziali per la realizzazione di un progresso integrale. Se non si creerà questa cultura della interdipendenza solidale dell’insieme sociale, l’intero meccanismo istituzionale non avrà la creatività vitale per raggiungere gli obiettivi fondamentali. Non si può costituire una civiltà concreta con le divisioni e le polemiche. La Romania deve essere ricostruita con il consenso di tutti gli elementi esistenti che la compongono. Oggi c’è un bisogno indispensabile di costruire la cultura dell’incontro e del dialogo tra la Chiesa, lo Stato, la società civile e tutte le istituzioni romene.
I Romeni sono entrati in questo processo migratorio in forma esplosiva, lasciando villaggi e città spopolati. Il motivo si deve ad una profonda crisi politica generata dopo il 1989 sino ai giorni nostri, così il nostro paese, la Romania, si presenta quale realtà disarticolata con una profonda crisi etica interistituzionale.
Di fatto, qui consiste l’identità e l’integrazione dei Romeni… Ma la Romania saprà e vorrà cambiare e voltare pagina e strategia ?
Quelli che assurgono alle cariche pubbliche oltre alla competenza ed alla notorietà devono acquisire, dal punto di vista etico, la responsabilità della funzione attribuita.
La Romania potrebbe lanciarsi in modo efficace avendo come motto: NIHIL SINE DEO o riformulandola così: Con Dio innanzi a noi!”
Papa Giovanni Paolo II diceva: ,,La Rivoluzione culturale di una Nazione si può realizzare soltanto affidando tutto a Dio, con l’intercessione della Beatissima Vergine Maria: la nazione, lo Stato, la Famiglia ed ogni paradigma sociale di quella nazione. Vi ringrazio molto dell’incontro e di avermi ascoltato.
Dio benedica la Romania e noi tutti!
Traduzione in italiano: prof. Giuseppe Munarini
Pr. dr. Vasile Orghici

 

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