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Anno: 2017

Evento: Il sacramento dell'Unzione 2017 a Udine nella Missione Romena "San Cristoforo" in Friuli a Udine

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Divina Liturgia in rito bizantino a Sant’Agostino in Vicenza in occasione dell'apertura della Settimana di Preghiera per l'unità dei cristiani

Divina Liturgia in rito bizantino a Sant’Agostino in Vicenza in occasione dell'apertura della Settimana di Preghiera per l'unità dei cristiani

La preghiera per la Settimana dell'Unità dei cristiani di quest’anno è stata preparata dai cristiani di Gerusalemme, che hanno scelto come brano la pericope degli Atti degli Apostoli 2,42-47: "Essi ascoltavano con assiduità l'insegnamento degli apostoli, vivevano insieme fraternamente, partecipavano alla Cena del Signore e pregavano insieme".
È un richiamo alle origini della prima Chiesa in Gerusalemme che ispira al rinnovamento ed al ritorno all’essenza della fede; è una chiamata a rivivere il tempo in cui la Chiesa era ancora unita. All'interno del tema vengono presentati quattro elementi peculiari della comunità cristiana originaria: la Parola, che era trasmessa dagli Apostoli; la comunione (koinonia), che era una caratteristica dei primi credenti ogniqualvolta si riunivano insieme; la celebrazione eucaristica (lo spezzare il pane), che ricorda la Nuova Alleanza inaugurata da Gesù con la sua sofferenza, morte e resurrezione; l'offerta di un’ incessante preghiera.
Questi quattro elementi costituiscono i pilastri della vita della Chiesa e della sua unità. La comunità cristiana della Terra Santa desidera mettere in rilievo questi elementi basilari, mentre eleva a Dio la preghiera per l'unità e la vitalità della Chiesa in tutto il mondo. I cristiani di Gerusalemme ci invitano ad unirci in preghiera, mentre essi lottano per la giustizia, la pace e la prosperità per tutti i popoli del loro territorio.
Nell’abbazia di Sant’Agostino in Vicenza, è la terza volta che si celebra la Divina Liturgia in rito bizantino in occasione dell’apertura della Settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani.
La Santa Messa che è stata presieduta da don Raimondo Salanschi era, fino a pochissimo tempo fa, coordinata dal compianto don Beniamino Nicolin, scomparso nello scorso dicembre, ma anche dall’Ufficio per l’Ecumenismo di Vicenza, guidato da Mons. Giuseppe Dal Ferro.
La data della celebrazione coincide anche con la “Giornata Mondiale delle Migrazioni”, ed è per questo che erano presenti anche tantissimi immigrati rumeni, che risiedono in gran numero nella città, ma anche nella provincia.
La società odierna diventa sempre più multiculturale, multietnica e multi religiosa. La diversità di culture, di tradizioni religiose, civili, di linguaggi e di costumi, di cui è composta sempre di più la Diocesi, non è un pericolo. Non doppiamo lasciarci intimorire. Abbiamo davanti una sfida: quella di costruire meccanismi di integrazione con gli immigrati che si sono stabilizzati in forma definitiva ed in particolare con i loro figli che sono nati e cresciuti qui.
Abbiamo caratteristiche e doni diversi. Però, esiste anche la forza della fede, della preghiera, affinché ci aiuti a seguire la strada del dialogo per arricchirci reciprocamente e costruire insieme la comunione.
Alla celebrazione hanno partecipato: Mons. Dal Ferro Giuseppe, direttore diocesano dell’Ufficio per l’Ecumenismo, il sacerdote congolese Donato Matabisi della diocesi di Mahagi-Nioka e l’invitato speciale per l’incontro don Cristian Sabău dell’eparchia Greco-Cattolica di Oradea, Romania.
Questi, nel suo apprezzato intervento, ha sottolineato la diversità dei riti nella Chiesa Cattolica, rilevando il fatto che “…non bisogna mai pensare che essere cattolici significhi identificarsi solamente con la Messa di rito latino con la quale siamo normalmente abituati”, ma anche la diversità delle Chiese di Dio e per l’unione di queste: “…preghiamo per l’unità di tutte le Chiese, comunità o denominazioni cristiane, che vivono l’una accanto all’altra, ognuna pretendendo di essere l’unica depositaria della verità che Cristo è venuto a rivelare in terra. Ci sono parecchie comunità del genere, ci sono le Chiese Ortodosse, comunità protestanti, numerosissime chiese neoprotestanti... Pensate alla confusione che possono ingenerare in alcune popolazioni del Sud-America o dell’Asia, quando si vedono arrivare nello stesso tempo il missionario cattolico, quello evangelico, quello avventista ed il testimone di Geova. Tutti parlano dello stesso Dio, dello stesso Gesù Cristo, basandosi sulla medesima Bibbia”.
Purtroppo non tutte le Chiese, in particolar modo quelle ortodosse, danno attenzione alle celebrazioni fatte durante la Settimana di Preghiera, oppure le usano come un mezzo per espandersi in nuovi territori o conquistare nuovi territori, mentre per la Chiesa Cattolica, la strada dell’ecumenismo è senza ritorno, per cui, per ciò che riguarda l’unità delle Chiese, il cristiano cattolico deve adottare un comportamento ottimista e guardare avanti verso il Signore Gesù che è, era e verrà.
La celebrazione si è conclusa con il solito “rinfresco” offerto a tutti i partecipanti dalla comunità rumena.
Pr. Raimondo Salanschi

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