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Anno: 2019

Evento: 8 Marzo 2019 a Udine

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“Ricuperate la capacità di guardare, fate la rivoluzione della tenerezza!”

“Ricuperate la capacità di guardare, fate la rivoluzione della tenerezza!”

Domenica, 1 ottobre, a Cesena si respirava aria di grande festa, un giorno storico per Cesena che ha ricevuto il Santo Padre Francesco in visita pastorale, in coincidenza all’anniversario dei 300 anni dalla nascita di Papa Pio VI.
Papa Francesco ha iniziato il suo primo discorso in Emilia-Romagna in un posto rappresentativo: la Piazza del Popolo. Qui, il Santo Padre ha affermato: "Questa Piazza s’impasta il bene comune di tutti. Si lavora per il bene comune di tutti”. Poi, ha partecipato all’inaugurazione della Piazzetta Pio VI dedicata al pontefice di Cesena Giovanni Angelo Braschi dalla cui nascita si compiono 300 anni, poi è recato nella Cattedrale della città, per il consueto incontro con il clero, i religiosi, i laici dei consigli pastorali della città, i membri della curia episcopale e i rappresentanti delle parrocchie.
Entrando nella Cattedrale, il Santo Padre ha salutato gli ammalati e si è fermato in preghiera silenziosa nella cappella della Madonna del Popolo, nella quale 31 anni fa pregò anche San Giovanni Paolo II. Andando verso l’altare, ha salutato i rappresentanti delle comunità religiose nella diocesi. Ho avuto, insieme alla mia figlia, la gioia di stringere la mano del Santo Padre e di consegnargli una lettera da parte della nostra comunità e dei bambini della parrocchia che hanno fatto un ritratto di Papa Francesco, scrivendogli il seguente messaggio: “La nostra fede è la nostra vita”. Ho baciato l’anello del Santo Padre come segno di obbedienza e di rispetto, e ho chiesto la sua benedizione anche per tutti coloro che non sono riusciti ad essere presenti. Il vescovo Douglas Regattieri ci ha presentate al Santo Padre, dicendo che siamo "la moglie e la figlia del sacerdote greco-cattolico di Cesena".
Con un discorso molto bello e pieno di umiltà, Sua Ecc. Mons. Douglas Regattieri gli trasmesso un cordiale saluto di benvenuto. “Il cielo ha riservato di nuovo a questa città una grande grazia. Speriamo di esserne degni. Siamo certi che la sua visita segnerà la storia della città e della comunità diocesana", ha affermato il vescovo Douglas. "O babbo mio, dolce Cristo in terra, chiediamo l’apostolica benedizione", ha, poi, concluso il vescovo.
Rivolgendosi alla Chiesa di Cesena, il Santo Padre ha cominciato dalla principale missione dei sacerdoti, discepoli di Cristo, che è quella di “annunciare e testimoniare con gioia il Vangelo. L’evangelizzazione è più efficace quando è attuata con unità di intenti e con una collaborazione sincera tra le diverse realtà ecclesiali e tra i diversi soggetti pastorali, che trovano nel Vescovo il sicuro punto di riferimento e di coesione”.
Il Santo Padre ci ha invitato a guardare le piaghe di Gesù visibili in coloro che sono “segnati dalla sofferenza, dal disagio, dall’abbandono e dalla povertà”. “Accostando e curando con tenerezza queste piaghe, spesso non solo corporali ma anche spirituali, veniamo noi purificati e trasformati dalla misericordia di Dio”.
“Pertanto, è necessario riservare adeguato spazio alla preghiera e alla meditazione della Parola di Dio: la preghiera è la forza della nostra missione”, ha detto il Santo Padre. “L’incontro costante con il Signore nella preghiera diventa indispensabile” ... siamo chiamati ad uscire dal proprio “orticello” e andare verso le periferie esistenziali”. Ci ha raccomandato di recuperare la capacità di guardare, lasciandoci contagiati dallo sguardo di Gesù. “È guardando con rispetto e amore le persone che possiamo fare anche noi la rivoluzione della tenerezza”, ci ha raccomandato il Santo Padre.
“Tra quanti hanno più bisogno di sperimentare questo amore di Gesù, ci sono i giovani. ... La Chiesa conta molto su di loro ed è consapevole delle loro grandi risorse, della loro attitudine al bene, al bello, alla libertà autentica e alla giustizia. ... Per questo incoraggio a incontrarli, ad ascoltarli, a camminare con loro, perché possano incontrare Cristo e il suo liberante messaggio di amore”, ha detto il Papa Francesco.
Poi si avvicinò al tema della famiglia. “Questa situazione socio-economica chiude il bel rapporto dei genitori con i figli. Dobbiamo lavorare perché questo non avvenga, perché i genitori possano perdere il tempo giocando con i loro figli. Questo è importante!” ha affermato il Santo Padre, applaudito dai bambini della Cattedrale e delle piazze di Cesena.
Si è, poi, rivolto ai sacerdoti: “Cari sacerdoti… Voi non avete figli… sì, c’è uno là, greco-cattolico, che ne ha; - ha affermato il Papa ricordandosi della bambina del prete greco-cattolico che ha benedetto – “ma voi non ne avete, e si dice che quando Dio non dà figli, il diavolo dà nipoti!” i nipoti simboleggiano i problemi che hanno tutti i sacerdoti. “Cari sacerdoti, Vi auguro di riscoprire continuamente, nelle diverse tappe del cammino personale e ministeriale, la gioia di essere preti. ... Non perdete questa gioia! ... La gioia di essere preti, di essere chiamati dal Signore a seguirlo per portare la sua parola, il suo perdono, il suo amore, la sua grazia. La gioia di finire la giornata stanchi: questo è bello! E non avere bisogno delle pastiglie per dormire. Sei stanco, vai a letto e dormi da solo. È una chiamata che non finisce mai di stupirci, la chiamata del Signore. Ogni giorno essa ci viene rinnovata nella celebrazione eucaristica e nell’incontro con il popolo di Dio a cui siamo inviati. Il Signore vi aiuti a lavorare con gioia nella sua vigna come operai accoglienti, pazienti e soprattutto misericordiosi. Come era Gesù. E che possiate contagiare nelle persone e nelle comunità lo spirito missionario”, ha continuato Papa Francesco.
“Cari fratelli e sorelle della diocesi di Cesena-Sarsina, non scoraggiatevi di fronte alle difficoltà. Siate tenaci nel rendere testimonianza al Vangelo, camminando insieme: sacerdoti, consacrati, diaconi e fedeli laici. A volte ci saranno incomprensioni, ma quando ci sono incomprensioni, parlatene, o parlate con il parroco, perché vi aiuti. Ma mai le chiacchiere! Le chiacchiere distruggono una comunità: una comunità religiosa, una comunità parrocchiale, una comunità diocesana, una comunità presbiterale. Le chiacchiere sono un atto “terroristico”.
“Se tu hai qualcosa contro tuo fratello, vai, diglielo in faccia” (cfr Mt 18,15). Sii coraggioso, sii coraggiosa. E se non hai il coraggio di dirlo, morditi la lingua.”
“Nel vostro cammino sentitevi sempre accompagnati e sostenuti dalla promessa del Signore, cioè la forza dello Spirito Santo. Vi ringrazio di cuore di questo incontro e affido ciascuno di voi e le vostre comunità, i progetti e le speranze alla Vergine Santa, che voi invocate con un titolo molto bello: “Madonna del popolo” – non populista!, è madre del popolo, è brava. Vi benedico di cuore e vi chiedo per favore di pregare per me.”
Uscendo dalla Cattedrale, abbiamo incontrato i fedeli della Parrocchia “Fonte di Guarigione” condividendo reciprocamente la nostra gioia e l’emozione l’indescrivibili, toccati dal calore, dalla semplicità e dalla luce trasmessi dal Santo Padre, desiderosi di applicare nella nostra vita la proposta "rivoluzione della tenerezza” di Francesco Papa.
          
Traduzione in italiano: Raimondo Salanschi
Claudia David

 

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