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Anno: 2019

Evento: Pellegrinaggio in Terra Santa

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Udine: 15 anni di presenza in Friuli. Divina Liturgia solenne di ringraziamento

Udine: 15 anni di presenza in Friuli. Divina Liturgia solenne di ringraziamento

Domenica 29 ottobre 2017, a Udine, nel contesto della due giorni di Festa di Ringraziamento per i 15 anni della presenza dei romeni della Missione Romena Unita “San Cristoforo” in Friuli a Udine presso la Chiesa di San Cristoforo nell’omonima piazza, dopo un sabato intenso di incontri ed eventi che hanno visto centinaia di persone tra il Palazzo Antonini - per l’Inaugurazione della Mostra fotografica di Dorin Mihai intitolata Luci dell’Est. La genuinità della terra romena – e la presentazione del libro di memorie del primo cardinale della Romania Iuliu Card. HOSSU, dal titolo La nostra fede è la nostra vita, EDB, Bologna 2016 per una conoscenza reciproca più approfondita e per un quadro storico-culturale, legato ad un periodo poco conosciuto ed ancora molto caldo per scavare le troppe verità nascoste per decenni. Il tempo farà emergere la verità. Per illuminarci su questo tema difficile, abbiamo avuto la gioia di avere in mezzo a noi il Ch.mo prof. Cesare Alzati, emerito dell’Università Cattolica di Milano, Storico del Cristianesimo e buon conoscitore anche dell’Oriente cristiano, nelle sue più complesse realtà ecclesiastiche, civili o storico-culturali e particolarmente della realtà romena.
Domenica è stata la volta della giornata dedicata alla spiritualità, che ha visto tutta la mattinata dedicata alla mostra iconografica di icone su legno e su vetro con le nostre due iconografe romene – la dott.ssa Iulia Tarciniu Balan (anche restauratrice di pezzi antichi) ed Ana Maria Bizim (molto brava anche nelle decorazioni di vario genere su vetro, sulle pareti di casa ecc.), molto affabili e autentiche, che abitano ormai in Italia da parecchi anni, vicino a Venezia, in Veneto, dove mantengono la loro passione e la loro fede, continuando la vocazione iconografica, soprattutto nel rispetto delle tecniche di pittura iconografica bizantina.
Il pubblico - cioè i fedeli usciti dalle varie Sante Messe cittadine all’ora di pranzo - ha avuto l’occasione di porre domande, di vedere più da vicino l’icona sulla tavola di legno e su vetro, che richiede un particolare metodo di lavorazione.
I costumi popolari e l’artigianato, come continuità di una tradizione millenaria, ad esempio dei vestiti popolari delle diverse zone della Romania, sono stati presenti grazie alla collaborazione con l’Associazione romena George Enescu di Sacile, grazie alla gentile concessione della prof.ssa Carina Cesa, insegnante di lingua francese nella Scuola italiana, con l'Associazione Decebal di Trieste e la recente associazione Danubio con sede a Trieste che vuole riunire i romeni di tutta la Regione Friuli Venezia Giulia per attività mirate, di qualità e per il bene di tutti, per un'immagine migliore di noi stessi in questa terra ed in Italia. Questo nostro evento è stato una testimonianza molto efficace. Speriamo che tutti diano il loro contributo prezioso. La prof.ssa Iulia Daniela Negru è la presidente appassionata di questi nuovi obiettivi assieme ad Adriana Ingrid Patriche e altri membri molto volenterosi.
Il momento centrale della giornata è stato, alle ore 17.00, la celebrazione della Santa Messa o Divina Liturgia, come usiamo dire in lingua romena, secondo la tradizione dell’Oriente cristiano, più esattamente secondo il rito costantinopolitano, la Santa Liturgia di San Giovanni Crisostomo, in italiano e romeno. Il canto liturgico è stato eseguito dal coro degli studenti di teologia romeni del Pontificio Collegio Pio Romeno di Roma, venuti appositamente per l’evento, grazie al padre Rettore dottor Gabriel Buboi, che ha permesso cortesemente la loro presenza, dopo un lungo viaggio da Roma fino a Udine.
Alle ore 17.00, con l’arrivo di S.E. Mons. Andrea Bruno Mazzocato, è iniziata la celebrazione Eucaristica, di cui alcune parti cantate in italiano per rispetto degli ospiti presenti e i canti del coro ha eseguito gli inni in lingua romena, per sentire la bellezza della liturgia bizantina nella sua secolare tradizione in lingua romena, dopo un lungo periodo di influssi dello slavo ecclesiastico, realmente mai entrato nella vita del popolo, ma è rimasto superficiale, di cui tuttora si trovano tracce nella lingua romena ecclesiastica, ad esempio: “slava” (gloria), “Duh” (Spirito), “soborniceasca” (cattolica, universale) e così via. È la ricchezza e la peculiarità della lingua romena moderna, che ha accolto neologismi da tutte le lingue con cui è stata a contatto, soprattutto dai popoli vicini, tuttavia ricuperando l’80% del latino come fondamento linguistico. Tutto questo si studia anche all’Università degli studi di Udine, presso la Sezione di Lingua, Letteratura, Cultura e Civiltà romena.
Il lungo ed atroce periodo del totalitarismo comunista, durato mezzo secolo, ha cercato di portare anche la lingua romena neo-latina nella sfera sovietica, soprattutto quella ecclesiastica, che vuol indicare una certa simpatia di idee e di intenti anche nel presente, mente la lingua della “Scuola Transilvana di Blaj”, l’Illuminismo ( ma non in senso francese!) dei Romeni, la lingua della “Mica Roma” (Piccola Roma) ha fatto la sua strada, ricuperando miracolosamente la latinità, sicché oggi usiamo l'alfabeto latino e una lingua romena moderna molto articolata, ricca e importante in Europa e nel mondo.
Per ciò che concerne la celebrazione Eucaristica, si è instaurato il tipico clima di meditazione e di preghiera della liturgia bizantina che ha permesso a tutti, una partecipazione molto bella, che andava oltre alla lingua e al canto, l’esperienza biblica di “un cuor solo e un’anima sola”. Con emozione ho accolto alla fine le testimonianze di tanti partecipanti. Alcuni vorrebbero approfondire alcuni aspetti molto belli e intensi e ripetere l'esperienza vissuta intensamente.
Il coro degli studenti di Teologia del Collegio Pio Romeno di Roma ha cantato in modo ineccepibile ed elegante, il Rev.do Mons. Ioan Alexandru Pop ha celebrato con attenzione e devozione, in sintonia con la parte tipica del Vescovo nella Liturgia e con i vari concelabranti. Ricordiamo la presenza del sacerdote ucraino padre Roman Pelo della Comunità Ucraina Unita con Roma di Udine, che si trova presso la chiesa di San Pietro Martire; l’Arciprete della Cattedrale, Mons. Luciano Nobile, responsabile legale anche della Chiesa di San Cristoforo a noi concessa; poi il segretario dell’Arcivescovo, don Marcin Gazzetta; padre Dumitru Simionca, decano di Roma-Lazio per la nostra Chiesa; diversi sacerdoti diocesani italiani sono stati presenti tra i fedeli, in jeans alcuni, forse perché volevano assaporare la bellezza della Divina Liturgia in questo modo, in seguito a numerose, forse troppe, Sante Messe celebrate tra sabato e la domenica nelle proprie parrocchie. Il nostro ringraziamento va anche a loro, col desiderio di conoscersi di più e meglio nella piena comunione cattolica, “unità nella diversità” secondo il Concilio Vaticano II.
L’Arcivescovo e Metropolita di Udine, S.E. Mons. Andrea Bruno Mazzocato, ha tenuto l’omelia partendo dalle letture della Domenica XXIV° dopo Pentecoste, secondo il calendario orientale bizantino, sul tema La risurrezione della figlia di Giairo (Luca 8, 421-56).
Alla fine Sua Eccellenza ha salutato tutti i presenti, manifestando la gioia per la nostra presenza qui da 15 anni, ricordando pubblicamente che la Missione Romena Unita “San Cristoforo” è ufficiale in diocesi e insieme andiamo verso una sempre più approfondita conoscenza di Cristo e dei misteri nella sua Chiesa. È una ricchezza poter prendersi cura spiritualmente dei fedeli provenienti da tempi duri dell’ormai passato regime totalitarista sotto il comunismo, ma che senz'altro lascia segni profondi per generazioni. Infatti, lo possiamo sperimentare quotidianamente.
Alla fine della celebrazione della Liturgia, hanno portato il loro saluto il già presidente della Provincia di Udine, on. Pietro Fontanini; il Magnifico Rettore dell’Università degli studi di Udine, prof. Alberto Felice De Toni; il signor Console Laurenţiu Babei, a nome del Console generale di Romania a Trieste, signor Cosmin Victor Lotreanu, già presente sabato a tutte le attività. Altre personalità del mondo civile, cittadino, ecclesiastico e accademico sono stati presenti. Ricordiamo il prof. Alessandro Zuliani, della Cattedra di Lingua e Letteratura romena presso l'Università degli sutdi di Udine, che ha bisogno di essere conosciuta ed apprezzata anche dai romeni presenti sul territorio e dai giovani di seconda generazione, che hanno la possibilità di approfondire la lingua materna qui presso l’Ateneo friulano, con ottimi risultati. Il romeno dà effettivamente lavoro, ci sono aziende e realtà culturali e sociali che lo richiedono sempre di più, specialmente da quando siamo entrati nella UE. Da non dimenticare mai che siamo l’ottava lingua parlata come numero nell’Unione Europea e più di 3 o 4, quasi 5 milioni di cittadini romeni sparsi in giro per il mondo.
Alla fine abbiamo continuato la reciproca conoscenza festeggiando con un momento conviviale, nella sala adiacente, in cui - grazie alla generosità delle nostre signore della Missione romena - abbiamo potuto assaggiare squisiti preparati culinari rumeni e italiani e preparati salati dello chef Patrizia Lombardi della pasticceria Il Cortiletto di Udine e dei dolci prelibati della pasticceria Beltrame pure di Udine.
P. Ioan Mărginean-Cociş

 

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