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Evento: Udine. Illegio 2018. Breve pellegrinaggio. La Missione Romena San Cristoforo in Friuli a Udine

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La luce di guarigione dell'olio benedetto

La luce di guarigione dell'olio benedetto

“Voi che sentite in modo particolare il peso della Croce, voi che piangete, voi sofferenti sconosciuti, fratelli di Cristo nella sofferenza, abbiate coraggio: voi sarete i primi ad essere partecipi del Regno di Dio, patria della speranza, della gioia e della vita!” (Insegnamenti del Concilio Vaticano II)
Domenica 17 Dicembre nella Parrocchia “ La Fonte di Guarigione” di Cesena, al termine della Santa e Divina Liturgia, è stato officiato il Sacramento dell’Unzione degli Infermi (Maslu) dai Padri Ioan Feier di Mirandola, Aron Coroian di Ravenna, Cristian Coste di Rimini e dal parroco p. Mihai David.
Nell’Epistola di San Giacomo, al capitolo V, ai versetti 14-15, possiamo leggere: “Chi è malato, chiami a sé i sacerdoti della Chiesa e questi preghino su di lui, dopo averlo unto con olio, nel nome del Signore. 15 E la preghiera fatta con fede salverà il malato: il Signore lo rialzerà e se ha commesso peccati, gli saranno perdonati”.
Il termine romeno “Maslu” proviene dalla lingua slava-[ecclesiastica] e significa “olio [vegetale]”, materia con la quale si amministra questo Sacramento, che santifica. L’olio è benedetto, di norma, da sette sacerdoti. Il Sacramento e l’ufficiatura portano denominazioni diverse, a seconda che si ponga l’accento su uno degli elementi di base dell’ufficiatura o sui suoi effetti. Così, ad esempio, i greci lo chiamano “preghiera dell’olio”, mentre gli slavi “preghiera per la benedizione dell’olio” Nei testi liturgici della Chiesa Cattolica di rito latino, si usano due modi di definirla: quella di “Extrema unctio”, ossia unzione ultima, perché era amministrata soprattutto su quelli che si trovavano in punto di morte e quella di “unzione degli ammalati, degli infermi” secondo il Concilio Vaticano II. Come dimostra il nome, ma soprattutto il contenuto di questo servizio religioso, si celebra sempre per gli ammalati, e questa è stata la pratica della Chiesa sin dai tempi apostolici. L’olio benedetto è il simbolo della luce che guarisce (cfr. Esodo 27, 20).
Nonostante ciò, il Sacramento può essere amministrato anche a coloro che sono fisicamente sani, grazie ad esso, si concede il perdono dei peccati. Per questo troviamo nella Chiesa la pratica di compierlo anche per le persone sane.
Nel caso in cui si amministri soltanto agli infermi, l’unzione si fa nella loro abitazione o all’ospedale. Quando l’unzione si amministra a coloro che sono sani, si compie prevalentemente in Chiesa e si chiama “maslu de obşte”[ossia in comunità”]. Questa forma si pratica soprattutto nella Settimana Santa, che precede la Santa Pasqua. È bene che coloro che si accostano ad esso siano confessati, prima dell’ufficiatura.
I fedeli che abitano a Cesena e nei dintorni si sono preparati a ricevere il Sacramento dell’Unzione con la confessione e si sono accostati alla Santa Comunione per essere in stato di grazia.
Le sette diverse preghiere che si recitano durante l’Ufficiatura dell’Unzione occupano un luogo centrale nel seno dell’Ufficiatura.
Ricordando la misericordia e la bontà che Dio ha sempre manifestato nei confronti degli uomini si chiede di custodire la vita dell’ammalato, l’attenuazione dei tormenti, la guarigione e il rinvigorimento del corpo e, nel contempo, il perdono dei peccati, la forza spirituale, il rinnovamento di tutta la Sua creazione e la rigenerazione in Cristo della sua vita. Ogni preghiera insiste su uno o l’altro di questi aspetti, ma tutte mettono accanto alla consolazione dell’anima e l’alleggerimento del corpo legando la guarigione spirituale a quella fisica, sottolineando l’importanza fondamentale della prima, senza sottovalutare il valore dell’altra.
Nella prima preghiera i sacerdoti chiedono a Dio Misericordioso: “ Fa’ sì, o Signore, che questo olio sia di gioia, olio di santità, veste regale, scudo che vince da ogni opera del diavolo, sigillo immacolato, gioia del cuore, contentezza eterna
I fedeli che hanno partecipato all’Ufficiatura della Sacra Unzione sono stati compenetrati dalla preghiera e dalle letture che sono state fatte, comprendendole in un’altra luce spirituale e penetrando in loro con un’ulteriore forza. Si tratta di preghiere e di letture sante volte a portare all’anima afflitta e rattristata la penitenza, la pace, la quiete e la lenizione .
Gli effetti della grazia che l’ufficiatura della Santa Unzione produce nella vita del fedele sono molti, tra questi san Giacomo Apostolo ne menziona due: la guarigione parziale o totale dei peccati: E la preghiera fatta con fede salverà il malato: il Signore lo rialzerà e se ha commesso peccati, gli saranno perdonati”. (Giacomo V, 15). Così la Sacra Unzione guarisce sia il corpo dalle malattie, sia l’anima dai peccati, con l’unzione dell’olio benedetto. Gli altri effetti di grazia del sacramento sono: il rafforzamento della fede in Dio e la speranza della redenzione, l’arrecare pace e umiltà nel cuore, preparare l’anima a ricevere la Santa Comunione e al passaggio alla vita eterna, allontanare la paura della morte, unire e riappacificare i fedeli con la Grazia dello Spirito Santo e rendere noi tutti degni della fine cristiana. Così prepara tutti al gran viaggio in Cielo.
Rinnovati in Cristo, abbiamo continuato la gioia della comunione con una piccola agape cristiana e siamo ritornati alle nostre case.
          
Traduzione in italiano: prof. Giuseppe Munarini
P. Mihai David

 

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