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Anno: 2018

Evento: L'ordinazione sacerdotale del diacono Ioan Catalin Blidar

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La festa dell’Epifania nella Diocesi di Vicenza

La festa dell’Epifania nella Diocesi di Vicenza

L’ultima grande festa che conclude il Natale è l’Epifania. L’Epifania rappresenta la manifestazione di Gesù a tutte le genti, rappresentate in questa festa dai magi. Se al Natale è Dio che viene in cerca dell'uomo, all'Epifania, è l'uomo che va cerca Dio.
In quest’occasione, come ogni anno, nella Cattedrale “Santa Maria Annunziata” di Vicenza ha avuto luogo il tradizionale appuntamento dell’Epifania: la Festa dei Popoli. L’incontro è stato proposto dall'Ufficio diocesano Migrantes, di cui direttore è lo scalabriniano padre Michele De Salvia, ed ha visto una folta partecipazione. Alla Messa, presieduta dal vescovo Beniamino Pizziol, erano presenti i fedeli dei Centri Pastorali della Diocesi di Vicenza, tra i quali, anche i romeni, sia di rito latino, accompagnati da don Petru Mogda, che di rito bizantino, guidati da don Raimondo Salanschi, da poco tempo incardinato nella diocesi berica.
I fedeli rumeni, vestiti in abiti tradizionali, hanno partecipato anche alle diverse parti della Liturgia con canti i preghiere in lingua romena.
Il vescovo Pizziol li ha salutati e ringraziati: «Siete qui in Italia per vivere, per lavorare, per scambiare buone relazioni. Ringrazio i sacerdoti che vi accompagnano nel cammino di fede e di inclusione nella società civile». I viaggi dei migranti possono essere accostati a quello dei Magi, nel senso di un viaggio alla ricerca di Dio, ma anche di lavoro, di pace, del giusto benessere. «Questa è una festa di uomini e donne alla ricerca della verità», ha aggiunto il vescovo, richiamando il messaggio di Papa Francesco per la Giornata Mondiale per la Pace, “Migranti e rifugiati uomini e donne in cerca di pace”. «La sfida è quella dell’integrazione: questa messa è un modello di integrazione. Quando ciascuno può portare la propria esperienza e offrirla agli altri quello che è esce è una ricchezza più grande. L'integrazione porta ad un arricchimento comune». Il vescovo Pizziol, infine, a esortato a proseguire nel nel corso già ventennale dei Centri pastorali, «comunità di fede e di affetto».
Biroul de Presă / L'Ufficio Stampa

 

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